Sfregando i tesori del passato, esce sempre fuori un genio

Ogni giorno “interroghiamo” i materiali che conserviamo. Questo, credo, è il centro del mio lavoro e dei miei collaboratori. Sì, perché il rischio maggiore che corre una cineteca è quello di essere solo un deposito: file di scaffali muti, che non ci parlano. Il nostro compito è proprio quello di rendere vivo (e vitale) il patrimonio del passato, mettendolo in dialogo con il pubblico del presente. Penso alla lampada di Aladino: sfregando questi tesori del passato, esce sempre fuori un’anima vitale.
Sono pensieri che mi vengono in mente mentre mi accingo a presentare domani il programma del festival Il Cinema Ritrovato, che festeggia il suo ventiseiesimo compleanno. Ricordo che alla sua nascita si svolgeva in una sola sala e interessava un piccolo e agguerrito pubblico di specialisti. Oggi quegli “specialisti” vengono da quaranta paesi nel mondo: mille persone che si raccolgono tutto il giorno in quattro sale, e alla  sera si riversano in un bell’intreccio con il pubblico più vario per le proiezioni in Piazza Maggiore.
E intanto abbiamo visto negli anni prolificare i festival dedicati alla storia del cinema, così come è emblematica la crescita della sezione Cannes Classics nel principale Festival del mondo.
Oggi, mi pare evidente, c’è un rinnovato interesse verso l’approfondimento storico: ne sono testimoni i canali tematici e il web stesso che offre un contributo determinante in questo senso. Ecco, penso che l’interesse attorno alla storia del cinema si inserisca in questa nuova sensibilità collettiva.
Le quindici sezioni, che costituiscono l’ossatura del Cinema Ritrovato di quest’anno, indagano il cinema come arte del Novecento, la sfida rivoluzionaria del suo linguaggio, la sua dimensione di piacere estetico; ma rappresentano anche un importante strumento per la comprensione del Secolo breve e delle sue radici nell’Ottocento.
L’obiettivo è quello di sfuggire alla banalizzazione dell’informazione compulsiva di questo nostro presente. Quali strumenti abbiamo a disposizione? Abbiamo testimoni preziosissimi, copie meravigliose di opere importantissime, proiezioni perfette, un “apparato” musicale che non è semplice corollario di queste proiezioni e i discorsi che possiamo costruire attorno a un film e che ce lo rendono vicino.

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 20.06.2012
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In ricordo di un amico

Com’è difficile scrivere in questi giorni del mio lavoro, nel momento in cui ho perso un amico col quale ho condiviso il mio lavoro, per quindici anni essenziali: Giuseppe Bertolucci. Nel ricordarlo vorrei essere uno trai tanti che ne parlano con affetto e gratitudine: colleghi, amici, conoscenti, uomini e donne. Una di loro mi ha detto che più di tutto le mancherà la sua voce, quella cadenza lenta che sapeva ancora di aristocrazia culturale e di campagna, e che Roma non aveva cambiato; una voce che sentivi arrotata nell’ironia, nel disincanto, nelle esperienza vissute, certo anche nelle delusioni patite, ma ancora così piena di dolcezza.
Giuseppe era pieno di talenti preziosi: un poeta di valore, un regista di cinema e di teatro di prima classe, un intellettuale che aveva una conoscenza personale e profonda della cultura occidentale. Un artista che sapeva parlare con le parole e con le immagini. Oltre a tutto questo possedeva una virtù particolarmente rara e preziosa: era un uomo dotato di una profonda e naturale generosità. Tanto da caricarsi sulle spalle, per la maggior parte degli anni senza nessun riconoscimento economico, l’ingrato fardello di un’istituzione culturale di provincia, per trasformarla in un progetto di dimensioni internazionali, e lasciarla, già molto malato, al compimento dell’agognata trasformazione in Fondazione.
Gli anni nei quali la Cineteca si è sviluppata sono stati gli stessi nei quali il paese è affondato, dilapidando idee, progetti, dismettendo e irridendo uno straordinario patrimonio culturale. Non casualmente, penso, un uomo come Giuseppe, pur avendone tutta l’autorevolezza, non è mai stato invitato a sedere nel consiglio d’Amministrazione di quella che dovrebbe essere la maggiore impresa culturale del paese, la RAI.
Naturalmente schivo era però un intellettuale ed un artista combattente, molto esigente, indisponibile ai patteggiamenti, agli scambi, aveva invece chiaro quello che era il suo primo dovere civile, quello di concorre allo sviluppo culturale della società nella quale viveva. In questa sfida era sempre pronto a mettersi totalmente in gioco, con curiosità e amore per le voci libere e lontane dai modelli culturali vincenti, a partire da quella di Pier Paolo Pasolini, che chiamava ‘l’uomo che sapeva troppo’.
Giuseppe ci lascia una grande eredità, molti scritti, alcuni film molto belli, il progetto di una Cineteca, una lezione morale importante e da seguire in un paese che vorremmo migliore.

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 19.06.2012
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Il cinema come strumento di solidarietà, dal Friuli all’Emilia-Romagna

Questa mattina abbiamo presentato il cartellone di 41 serate di cinema offerte alla città gratuitamente, nel suo luogo più bello, Piazza Maggiore.
Eppure quest’anno la cosa aveva un sapore diverso: il pensiero non poteva non andare a tutte quelle persone che a pochi chilometri di distanza da noi sono state colpite dal terremoto, che a Bologna abbiamo sentito, ma ha fatto, per fortuna, danni non enormi.
Così che assieme alla presentazione della nostra iniziativa ci è sembrato giusto pensare a qualcosa che potesse raggiungere i territori della nostra Regione colpiti dal sisma, un cinema ambulante. Perché anche questo è il ruolo della Cineteca di Bologna; anche questo è il ruolo del suo direttore, visto che del mio mestiere vi parlo, in questo blog che per me rappresenta un modo inedito per parlare di quello che faccio, di quello che fa la Cineteca.
Allora, il cinema come strumento di solidarietà: a questo abbiamo pensato. Perché uno schermo raccoglie attorno a sé molte persone e crea una comunità. Anche chi oggi è in difficoltà ha diritto alla cultura, e ai germogli a cui ogni azione culturale dà vita per le generazioni a venire.
Un esempio tra i più belli è questo, che voglio raccontarvi: la Cineteca del Friuli è stata tra le prime a mettersi in contatto con noi per questa iniziativa. Perché la loro è una storia importante: quando il Friuli fu colpito dal terremoto, un grande cinefilo come Angelo R.Humouda prese dalla sua cineteca la D.W.Griffith di Genova i suoi film muti e partì per mostrarli alle popolazioni terremotate. E lì un gruppo di ragazzi si innamorò del cinema, fino a far nascere poi la Cineteca del Friuli e Le Giornate del Cinema Muto.
Nella catastrofe c’è la fine, ma anche un nuovo inizio: e in Emilia-Romagna questo nuovo inizio deve essere anche nel segno della cultura.

 
Commento (1) Trackback Permalink | 18.06.2012
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Grazie a Enzo Corti. Si riprende il 18 giugno

Pausa tecnica per Faber blog. Per domande, suggerimenti, proposte scrivete a chiara (punto) somajni (chiocciola) ilsole24ore (punto) com o replicate a questo post.

saluti da Kathmandu

 

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 3.06.2012
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Per finire….

“Il cinema è un’invenzione senza avvenire”, così Louis Lumière salutò la nascita della scoperta forse più importante che aveva fatto assieme al fratello Auguste. (da Wikipedia)

Una affermazione decisamente affrettata questa, così come quelle che ne hanno predetto la morte: “la televisione ucciderà il cinema, internet ucciderà il cinema….” è stato, ad esempio, detto più volte….
E’ vero le sale cinematografiche storiche hanno negli anni subito varie crisi, il loro numero si è notevolmente ridotto e anche ora la situazione è critica.
Però la gente al cinema vuole ancora andarci. Per motivi economici non sempre può permetterselo, ma vedo, dove lavoro, che iniziative particolari come rassegne a prezzi ridotti con film di qualità, oppure incontri con registi ed attori riscuotono un notevole successo. Il cinema è un luogo di divertimento, di cultura ma anche di aggregazione, uno spazio dove poter condividere le emozioni con altri.

Come proiezionista, in tutti questi anni, ho fatto il possibile per offrire al pubblico la migliore proiezione, con l’avvento del digitale, molte cose cambieranno, ma spero di conservare la passione che ho per questo lavoro!

Questo è il mio ultimo post. Ringrazio Chiara per la possibilità che mi ha offerto, dover scrivere del mio lavoro è stato anche per me un utile momento di riflessione.
Ringrazio le persone che hanno avuto la pazienza di leggermi, anche“rgeg”, se il tuo commento fosse stato più articolato ci sarebbe stata la possibilità di un confronto ….
Per finire un grazie particolare a mia moglie Adelfa e mia figlia Elisa che in questa settimana hanno anche dovuto sopportare le mie crisi di scrittore improvvisato..!

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 3.06.2012
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Ormai hanno deciso!

Le grandi case di Hollywood smetteranno di produrre e distribuire film in pellicola.
Si parla del 2013 o al massimo 2014….
Già oggi la maggior parte dei film vengono distribuiti in formato digitale oltre che in pellicola. In Europa ben oltre il 50% dei cinema sono pronti per questo storico passaggio.
In Italia cosa succede? Beh! Come al solito siamo in ritardo…..

Ora io non sono sicuramente un’esperto, ma mi sembra che produttori e distributori spingono per un veloce passaggio al digitale. Per loro sarebbe un bel risparmio. L’eliminazione della pellicola riduce enormemente i costi di distribuzione.
Non è necessario stampare una copia del film per ogni cinema che intende proiettarlo, non servono enormi magazzini dove conservarle, e spendere per smaltirle a fine vita. In teoria basta un singolo Hard Disk, il cui contenuto verrà copiato all’interno del server collegato al proiettore digitale.

Per i proprietari di cinema si tratta invece di tirare fuori molti soldi.
Ci sono, è vero, varie agevolazioni nei finanziamenti per chi intende acquistare questi nuovi impianti, ma anche così in un momento di crisi, non è il massimo…
Se la situazione economica non migliorerà, sono convinto che si avrà una ulteriore chiusura di sale cinematografiche, anche di quelle che fino ad ora erano riuscite a sopravvivere all’avvento dei grandi multiplex.
Se poi teniamo conto che molte di queste realtà sono quelle che privilegiano nella loro programmazione film di qualità, sarà in generale, una perdita per la cultura!

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 2.06.2012
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Una questione di…. professionalità!

Ieri ho concluso il post chiedendo e chiedendomi se dobbiamo festeggiare l’arrivo del “digitale” nel cinema oppure no….
Come spettatore devo rispondere decisamente di si!
La qualità dell’immagine è molto buona, è esente da graffi, righe e altri difetti dovuti all’usura della pellicola, la messa a fuoco è stabile, non essendoci parti in movimento e la qualità del sonoro è ottima. Insomma, se anche il film è bello, ci si può lasciare andare….. e gustare fino in fondo lo spettacolo!

Come proiezionista cosa devo rispondere?

In assenza di pellicola e proiettore meccanico la mia ventennale esperienza e professionalità non serve a nulla…. Professionalità imparata “sul campo”, da colleghi più esperti e dagli errori commessi.
Certo anche il proiettore digitale ha bisogno di una persona che lo controlli ma in effetti c’è ben poco da fare..
Il proiettore non ha parti in movimento, è completamente sigillato e non ha praticamente bisogno di manutenzione, solo la sostituzione periodica di filtri antipolvere e della lampada di proiezione, che il computer stesso provvederà a centrare correttamente.
Con un breve corso si impara l’utilizzo del computer che di fatto si occupa di gestire e far funzionare tutto. Difficilmente si verificano problemi, in tali casi la maggior parte delle volte è sufficiente spegnere e riaccendere, come già si fa molto spesso con i computer!
Se così non fosse, l’unica alternativa è mandare tutti a casa e aspettare l’arrivo del tecnico, mandato dalla casa costruttrice.

Spesso, con il progresso tecnologico, i mestieri si trasformano, alcuni si modernizzano, altri scompaiono perché sostituiti da altri.
Personalmente sono convinto che il mio scompaia.
Sono però anche sicuro che il progresso tecnologico non vada fermato, così come nel campo della musica il cd ha eliminato i dischi in vinile, la fotografia digitale ha eliminato la pellicola, gli e-book ridurranno drasticamente i libri è giusto che il cinema digitale si affermi.

Importante è il contenuto non il contenitore!

 
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Occhio non vede….

Il cinema è illusione!
Al cinema possiamo immedesimarci e illuderci di vivere storie fantastiche, drammatiche, reali ecc.ecc.
Ma il cinema è illusione anche perché in realtà stiamo osservando una serie di immagini statiche che viste ad un certa velocità danno appunto l’illusione del movimento.
Il nostro occhio, organo per molti versi strabiliante ha però dei limiti. Grazie a uno di questi è nato il cinema.
Ora che differenza fa se le immagini in sequenza sono stampate su una pellicola, oppure sono digitalizzate in un “file” contenuto in un Hard Disk?
Il nostro occhio si accorge della differenza?

Proiezioni senza pellicola se ne fanno da oltre 20 anni. Mi ricordo che anch’io, fin dall’inizio, ho fatto proiezioni con videoproiettori “a tre tubi” e ”monotubo”, ma la qualità di visione non poteva competere assolutamente con la pellicola. Immagini non molto luminose e di bassa risoluzione.
Si trattava infatti di proiezioni particolari, fatte durante rassegne, di filmati realizzati con telecamere televisive professionali o semiprofessionali. Le registrazioni erano “analogiche” su videocassette, simili alle VHS casalinghe, anche se di maggiore qualità o solo più recentemente su DVD.

I moderni proiettori digitali, grazie anche all’esponenziale progresso informatico e tecnologico degli ultimi anni, hanno invece superato tutte le limitazioni che ne impedivano un uso professionale cinematografico.
Ora la qualità di visione è oggettivamente identica a quella che si ottiene dalla pellicola. Solo qualche professionista del settore nota ancora la diversità, un po come accade al musicista che si accorge della differenza tra un disco in vinile e un MP3.

Ma lo spettatore che va al cinema è davvero interessato a sapere se la proiezione è in digitale o in pellicola, oppure è sufficiente che sia di ottima qualità?
“Ma perché usate ancora la pellicola?” Questa è una frase che mi sento rivolgere molto spesso. La gente in buona parte (anche diversi cinefili) è già convinta che da anni non ci sia più la pellicola….

Allora: “EVVIVA il digitale!”, oppure NO?

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 31.05.2012
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Cinema che passione!

Oggi prima di tutto il mio pensiero va alle vittime e a tutte le persone colpite dal terremoto. Evento che mi coinvolge in prima persona essendo per metà emiliano.

E’ difficile spiegare il motivo per cui trovo così affascinante il mestiere di proiezionista.
C’è il piacere tutto tecnico del fare manutenzione alle macchine. I proiettori devono funzionare come orologi. E’ richiesta la massima precisione di tutti i meccanismi, per far questo devo eseguire una costante manutenzione e una pulizia di tutti i componenti che potrebbero provocare malfunzionamenti o addirittura rovinare la pellicola.
Se si verificano guasti, devo essere veloce a capire di cosa si tratta e intervenire. Nel peggiore dei casi è motivo di soddisfazione e orgoglio riuscire a portare comunque a termine la proiezione, senza dover  rimborsare il biglietto (nell’ambiente si raccontano rocambolesche proiezioni con incredibili riparzioni a base di fil di ferro).
Devo inoltre prestare molta attenzione nel montaggio della pellicola, ogni sbaglio anche qui si ripercuote sulla corretta visione del film. E’ clamoroso il recente caso di quel cinema che ha proiettato per diversi giorni il film “Tree of Life” con un errata sequenza delle parti senza che nessuno se ne accorgesse.

C’è poi la tensione che provo quando la sala è piena e sto per iniziare la proiezione. Tensione che diventa soddisfazione quando si accendono finalmente le luci e il pubblico esce contento alla fine del film.
Dico contento ma può anche essere arrabbiato, triste, sognante o indignato, dipende dal film che ha visto.
Importante è non rompere la “magia” del cinema con una cattiva proiezione, in tal caso il pubblico sarebbe sicuramente arrabbiato, si ma con me!
Questo è uno degli aspetti particolari del mestiere. Meno il pubblico si accorge che esisto, meglio ho lavorato.
C’è infine questo sentirmi coinvolto nel processo produttivo del film e prendermi una piccola parte di merito. Merito che viene comunque riconosciuto anche da registi ed attori che ben sanno quale danno può arrecare una cattiva proiezione al successo della loro opera.
Essere protagonista si, ma invisibile!
Sarà così anche con la proiezione digitale?

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 30.05.2012
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