Livio Magnini

Nato a Milano il 17 aprile 1973 alle 2 del mattino, ama ricordare di essere venuto alla luce alla clinica Mangiagalli. Il padre, Gianfranco, è caporedattore nella Garzanti ed, in seguito, lavora nell’industria farmaceutica come amministratore; anche la madre Giovanna opera nell’industria farmaceutica, mentre il fratello Luca è un grande appassionato di musica e di sport. Dopo le scuole dell’obbligo, Livio si iscrive al Liceo Scientifico sperimentale con indirizzo informatico; la sua carriera scolastica è buona, anche se è costretto a fare parecchie assenze per via della sua attività agonistica come schermidore. Livio, infatti, fa parte della nazionale italiana di scherma under 16. Arriverà secondo ai campionati europei juniores del 1992 e parteciperà anche ad un campionato mondiale Under 20. Quando parla della sua adolescenza, Livio la ricorda in modo dicotomico: nato da una famiglia dai sani valori e principi, mentre quando è all’estero fa la vita di qualsiasi ventenne frequentando i pub e gli strip club con i compagni di squadra, al suo ritorno a Bresso, nella provincia milanese, la famiglia la sera non lo fa uscire sino a che non compirà 23 anni. La sua passione per la musica è nata all’asilo, con un corso di musica legato al flauto e al pianoforte, ed è rimasto legato al flauto, che ha suonato per 13 anni. Alle medie Livio suonava le tastiere e cantava nel suo primo gruppo, che non aveva un nome. Il gruppo musicale era, per lui, anche un modo per staccare dalla rigida disciplina sportiva della scherma che, con gli allenamenti, lo occupava 4 ore al giorno. Perfetto dark dai 12 ai 15 anni, Livio ascolta tutti i generi musicali: dai Bros e Mandy Smith ai Metallica, Halloween o Motely Crue, pur non disdegnando Brassens, Lino Patruno e tutta la musica milanese – suggeritagli dal padre- e cantautorale italiana. Apprezza i dischi di Fabrizio De Andrè, Lucio Battisti, Roberto Vecchioni. A questo si aggiunge il suo professore di musica delle scuole medie che gli fà ascoltare tonnellate di musica classica come Ravel, Mussorgsky, Chopin. Dopo il congelamento dei Bluvertigo, Livio continua la carriera in ambito musicale come produttore e compositore, collabora con Giorgia producendo tre suoi lavori: Greatest Hits-Le cose non vanno mai come credi (2002), Ladra di vento (2003) e Stonata (2008). Il chitarrista dei Bluvertigo nel 2004 pone le basi di un progetto musicale chiamato Jet Lag con Emilio Cozzi e Jacopo Rondinelli, e la band pubblica un album, “On the air”. Nello stesso anno compone musiche per la colonna sonora del film Promessa d’Amore (2004), entra a far parte del progetto musicale Rezophonic ideato da Mario Riso – una superband che opera per finanziare la costruzione di pozzi in Africa – e lavora al progetto solista di Andy, con il quale non smette di sentirsi ed incontrarsi in occasione di dj set, ospitate durante i live set dei Jet Lag, dei Rezophonic o di Andy. Nel 2008 Livio torna a suonare nei Bluvertigo per il Retour. Nel 2010 e 2011 è in tour mondiale con i Bloody Beetrots, con i quali partecipa ai maggiori festival elettronici e non solo, concludendo al festival Australiano Big Day Out ed al famosissimo festival di Coachella.
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