Strumenti di lavoro

Questa mattina dopo la colazione da Caravatti (mentre durante il Festival sarà sempre al bar Venezia) dedicata al punto della situazione, mi sono incamminata per raggiungere i nostri uffici e la biglietteria.
Una anziana suorina di Torino, tutta vestita di bianco, si aggirava per piazza Erbe chiedendo dove fosse la Loggia del grano (la nostra biglietteria appunto): cercava di raggiungerla per prenotare un biglietto per sua nipote. È venuta con me ed è stata  accolta con mille sorrisi felici e divertiti, dai tecnici dei computer ai responsabili della biglietteria: la sua presenza è stata una piacevole improvvisata.

Succede  proprio di tutto in questo grande Festival e speriamo sempre di riuscire a mantenere l’attenzione anche per tutte quelle cose piccole che hanno e danno più sapore.

E se di piccoli si parla, allora si apre un grande argomento: al Festival ci sono anche i bambini. Attenzione, non c’è un festival dei bambini: ci sono incontri, workshop e laboratori che coinvolgono solo loro oppure loro e i genitori. Incontri che non abbiamo mai voluto pensare (se non nel colore della grafica sulla comunicazione per ovvie questioni di praticità) divisi o diversi dagli altri; l’attenzione che diamo è la stessa; la ricerca, la passione nel selezionarli anche. E molti autori che “scrivono per i grandi” su nostra richiesta hanno accettato, contenti e attenti, di dedicarsi anche a loro.
Siamo molto orgogliosi di questa parte di Festival che Carla in particolare segue (ma dove un po’ tutti ci mettiamo il naso – confesso, molto, anch’io) affidando a Camilla, Cecilia e tanti altri, il reperimento delle mille cose improbabili che ogni volta servono.

Ah, al Festival servono davvero tante cose che mai potresti immaginare e che molto spesso, chieste all’ultimo momento, sono anche quasi impossibili da recuperare; ma qui c’è una rete speciale, la città, la gente ci è vicina e ci aiuta, ci conosciamo un po’ tutti e per questo se serve fare orli all’ultimo minuto c’è sempre una sarta a disposizione e per le candele di un camerino c’è un sagrestano disponibile o per i palloncini e la pistola di Ceronetti… mille cose mille aiuti.
Questo Festival si fa così e vive perché può contare su questa grande e veloce capacità di reazione. Tutti motivati e a disposizione: la zia, il cugino, i figli, gli amici dei figli, quelli che incontri di solito per strada.

Questo nel micro procedere delle cose prima e durante il Festival, ma una rete eccezionale c’è soprattutto nella macro organizzazione attraverso le mille segnalazioni che arrivano dai soci, dai volontari, dagli amici che lavorano nel mondo dell’editoria, dagli autori che sono già stati a Festivaletteratura e anche da chi poco conosciamo. Tutti con generosità offrono idee. Abbiamo in questo modo una “varietà” di occasioni da poter valutare e selezionare (scelta che alla fine viene autonomamente fatta da noi e da nostri collaboratori) e poi ancora… si va a cercare, si va a caccia oppure, e capita spesso, si vede, si ascolta qualcosa mentre facciamo il nostro lavoro, qualcosa che ci colpisce e che poi ripensato, rivisto può forse servire al Festival.
Da questo punto di vista sono fortunata vivo nel mondo dell’arte, faccio l’editore da tanti anni. Frequento per lavoro e per piacere mostre d’arte, fiere, incontri un po’ in tutto il mondo e di “idee” in giro ne incontri tante e tante belle e interessanti. Nel mio lavoro è importante saper vedere, magari vedere prima, mescolare e rimettere insieme. Come sempre, nulla nasce dal nulla e come diceva in un famoso titolo (non mio ahimè, ma di Laterza) Bruno Munari: da cosa nasce cosa.
Lui Munari ha saputo anche “far vedere l’aria”. Con lui ho lavorato per anni, ho tanto imparato e sono felice di avere nel catalogo Corraini i suoi straordinari libri.
Ecco, lui sarebbe stato l’ospite perfetto per Festivaletteratura, ma spero che un po’ di ciò che mi ha insegnato in fondo sia dentro a questo Festival. Per lo meno, provo a inserire sempre anche quel po’ di imprevisto e di razionale e ironica follia positiva che lo caratterizzava.

Magari…  Nel tempo qui al Festival sono venuti come ospiti alcuni autori che certamente, in modo diversissimo, avevano la sua stessa impalpabile genialità: Paul Cox defilatissimo e straordinario inventore di scenografie, immagini, manifesti. Lo abbiamo avuto e vogliamo ancora averlo qui con noi; le sue soluzioni e i suoi workshop ci lasciano sempre stupefatti. E il designer delle idee, come io lo chiamo, Martí Guixé che sa passare dal cibo, a ogni materiale povero e ai diamanti con la stessa semplicità inventiva, portandoti sempre là dove non te l’aspetti. Anche lui tornerà: troppo bravo per non averlo con noi.

Mi sto accorgendo, come spesso capita, che sto già pensando ad altri Festival,  in fondo questo – sedicesima edizione 2012 – è già fatto, ora dobbiamo viverlo.

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 1.09.2012
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