Per i giovani

Sto guardando sul sito il “Progetto 18-30″ andrò poi a vedere come procedono gli allestimenti del campeggio.

Sì, un campeggio a Festivaletteratura: quest’anno finalmente abbiamo contribuito ad attivare un luogo dove il nostro pubblico più giovane (18-30 appunto) può trovare ospitalità a prezzi contenuti.
Una opportunità, in una città che non ha un ostello, per quei giovani che hanno voglia di venire qui ad ascoltare i loro autori, a scambiare idee e che non hanno disponibilità economiche infinite.
Per loro ci sono anche convenzioni e facilitazioni.

Qui al Festival di giovani ne abbiamo sempre avuti tanti e per noi la loro presenza è fondamentale, è linfa vitale, a loro siamo piacevolmente abituati.

Una domanda che spesso mi fanno è: “ma i giovani leggono?”.
Le statistiche in Italia non sono lusinghiere eppure, basandomi su quello che vedo ogni anno a Festivaletteratura, devo andare contro corrente e dire: “Sì, leggono da appassionati, solo da curiosi, non con continuità forse, ma leggono.

Tra il nostro pubblico ne contiamo tanti ed è a loro che abbiamo pensato per questo nuovo progetto di ospitalità
Come dicevo qui vengono lettori forti, documentati, lettori curiosi che arrivano senza timori perché non trovano barriere, formalità, ascoltano, giudicano, condividono o criticano ma toccano con mano, “sentono” da vicino, si appassionano.
Trovano riferimenti o amici, oppure semplicemente fanno un’esperienza, ma sono loro, qui in prima persona, che decidono se e quando avvicinarsi alla “cultura”.
Vengono perché già interessati o per quel tam tam positivo che da sempre ci segue e che li porta qui da soli o insieme agli altri.

Noi diamo occasioni, opportunità, il resto è compito loro e spesso rispondono con motivazione e grande passione.

Certamente così risponde la gran parte dei nostri volontari (moltissimi giovanissimi) con tanta voglia di fare, di costruire insieme e ancora una volta con passione e divertimento.

Tra loro c’è anche chi viene senza essere un lettore ma vuole capire, condividere e “contare”.
La passione per la lettura poi contagia e non è raro che anche chi non aveva dimestichezza con i libri se ne vada con un libro in mano, magari passato da un amico, firmato forse da un personaggio simpatico o addirittura cercato e comprato.

Hanno anche in questo caso avuto una possibilità e non l’hanno sprecata; i nostri volontari ritornano, sono loro che danno la “carica” che spingono per continuare a fare e a migliorare, sanno che il loro contributo è importante: noi sappiamo che il loro aiuto è fondamentale, è energia.

E i giovani scrittori?
Li seguiamo, li invitiamo e abbiamo dedicato a loro una parte del Festival, quelle “Scritture Giovani” che da anni vedono qui (e nei luoghi dei Festival nostri partner) esordienti che si misurano, si mostrano, incontrano il pubblico, leggono i loro racconti, incontrano tutto il mondo dell’editoria (da tre anni, in periodi non “festivalieri”, abbiamo organizzato un “Cantiere SG”, anche in questo caso per fare incontrare chi vorrebbe entrare nel modo legato all’editoria con chi l’editoria la fa, un esperimento per cercare di avvicinare e far capire a chi ha voglia di cimentarsi con cosa dovrà confrontarsi).

Da qui sono passati alcuni degli scrittori più interessanti oggi sul panorama Italiano: Valeria Parrella, Davide Longo, Marco Mancassola, Flavio Soriga e tanti altri italiani, inglesi, tedeschi e di altri paesi europei.
Loro hanno avuto un’occasione, noi abbiamo potuto apprezzarli, conoscere le loro emozioni, i loro dubbi, la loro ricerca.

Ecco, se ci sono opportunità, se si dà loro qualità, i giovani ci sono e sanno fare e prendersi le loro responsabilità.

E per finire posso testimoniare che da noi i giovani sono tantissimi – pubblico, volontari, scrittori – anche quelli che hanno età diverse (insomma che hanno superato il 18-30) , sono come i primi pieni di entusiasmo, di voglia ancora di sperimentare e conoscere e, in qualche caso, con il piacere di trasmettere silenziosamente la loro esperienza.

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 28.08.2012
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