Ritorno ad un ascolto senza filtri

Giornata ” noise”, sotto tutti gli aspetti. Oggi ho avuto una piacevole ed animata discussione con un amico musicista scaligero a proposito di un concerto noise che avevamo appena visto. La discussione verteva su cosa fosse il genere noise e quali fossero le caratteristiche che potevano definirlo. La mia opinione era che il genere è difficile da definire ed a mio avviso la capacità di riprodurre dal vivo ciò che si genera in studio deve essere una condizione fondamentale per la veridicità della musica stessa. In parole povere se fai del rumore o hai una cognizione di causa acquisita sul campo, provando e riprovando, fino a che non sei capace di dominare quel rumore, oppure tutto quello che generi è casuale. Non dimentico che se il risultato fosse emotivamente coinvolgente, non sarebbe assolutamente importante il modo in cui viene generato e non sarebbe altrettanto importante la sua riproducibilità. Lui al contrario sosteneva che, pur non conoscendo il genere, il concerto gli era piaciuto perchè lo aveva ” emozionato” e che aveva trovato qualcosa di interessante in quel rumore. Poco dopo mi faceva notare che il mio ascolto era alterato dai miei filtri, il mio troppo ascoltare o l’abitudine ad analizzare un pezzo come un produttore, mi portava a giudicare senza entusiasmo una cosa, solamente perchè simile a qualcosa che avevo già sentito.

Accidenti è vero! Rimpiango spesso i momenti in cui riuscivo a farmi rapire dalla musica senza pregiudizi, senza ascolti analitici, senza isolare gli elementi di un pezzo e cercare di capire una programmazione. E’ sempre più difficile rilassare il cervello e lasciarsi prendere dalla musica.

A volte però succede ed è una sensazione meravigliosa, esiste solo la musica , quello che sento mi emoziona e fa viaggiare la mia immaginazione. Spesso succede con dischi che ascolto per la prima volta anche se già usciti da molti anni e già conosciuti dagli altri. Ecco che finalmente capisco di cosa sono fatti questi filtri, il mio ascolto è viziato dalla mia conoscenza del genere. Perchè ritornano sempre questi ” generi” nella mia vita proprio non lo comprendo. E’ possibile dover definire per forza qualcosa che non necessità una definizione? Incasellare è quello che forse mi fa sentire più al sicuro e sorrido all’idea che sono io per primo quello che pretende apertura dagli altri.

Insomma una bella gatta da pelare questo noise, in fin dei conti quello che disturba a volte svolge nel migliore dei modi le sue intenzioni. Aspetto qualche ora per tirare delle conclusioni…

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 24.05.2012
Condividi:

I commenti sono chiusi.