Cinema che passione!

Oggi prima di tutto il mio pensiero va alle vittime e a tutte le persone colpite dal terremoto. Evento che mi coinvolge in prima persona essendo per metà emiliano.

E’ difficile spiegare il motivo per cui trovo così affascinante il mestiere di proiezionista.
C’è il piacere tutto tecnico del fare manutenzione alle macchine. I proiettori devono funzionare come orologi. E’ richiesta la massima precisione di tutti i meccanismi, per far questo devo eseguire una costante manutenzione e una pulizia di tutti i componenti che potrebbero provocare malfunzionamenti o addirittura rovinare la pellicola.
Se si verificano guasti, devo essere veloce a capire di cosa si tratta e intervenire. Nel peggiore dei casi è motivo di soddisfazione e orgoglio riuscire a portare comunque a termine la proiezione, senza dover  rimborsare il biglietto (nell’ambiente si raccontano rocambolesche proiezioni con incredibili riparzioni a base di fil di ferro).
Devo inoltre prestare molta attenzione nel montaggio della pellicola, ogni sbaglio anche qui si ripercuote sulla corretta visione del film. E’ clamoroso il recente caso di quel cinema che ha proiettato per diversi giorni il film “Tree of Life” con un errata sequenza delle parti senza che nessuno se ne accorgesse.

C’è poi la tensione che provo quando la sala è piena e sto per iniziare la proiezione. Tensione che diventa soddisfazione quando si accendono finalmente le luci e il pubblico esce contento alla fine del film.
Dico contento ma può anche essere arrabbiato, triste, sognante o indignato, dipende dal film che ha visto.
Importante è non rompere la “magia” del cinema con una cattiva proiezione, in tal caso il pubblico sarebbe sicuramente arrabbiato, si ma con me!
Questo è uno degli aspetti particolari del mestiere. Meno il pubblico si accorge che esisto, meglio ho lavorato.
C’è infine questo sentirmi coinvolto nel processo produttivo del film e prendermi una piccola parte di merito. Merito che viene comunque riconosciuto anche da registi ed attori che ben sanno quale danno può arrecare una cattiva proiezione al successo della loro opera.
Essere protagonista si, ma invisibile!
Sarà così anche con la proiezione digitale?

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 30.05.2012
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