Libri di testo, wiki, eduteche (e il ruolo degli editori)

E i libri? I nostri cari libri di testo? Così grandi, così corposi, così pieni di informazioni… così costosi!

Quante volte i ragazzi e i genitori ci hanno guardato con aria perplessa e sfiduciata quando giungiamo in classe con plichi di fotocopie, di appunti e chiediamo ai nostri ragazzi di comprare “un libro di approfondimento” o il romanzo che loro devono leggere per il mese successivo… e quando alla fine dell’anno lo studente guarda quel grande volume, che per mesi gli ha spezzato la schiena e scopre di aver guardato solo poche pagine, lasciandolo quasi intonso ma “pronto per essere rivenduto”?

In Italia molti sono i progetti sulla sostituzione dei libri di testo, chi li scrive da solo elaborando i propri appunti e le lezioni in classe, chi ha creato una rete di scuole in cui i docenti in forma collaborativa producono materiali didattici che andranno completamente a sostituire i libri tradizionali e così via…

Io non amo molto queste soluzioni, dal mio punto di vista “l’autore” è insostituibile, per quanto io possa conoscere Leopardi non sarò mai in grado di sostituirmi agli studiosi, quali ad esempio il Luperini. E se il nostro sforzo, nel momento in cui conduciamo i nostri quattordicenni nel grande mare di internet è quello di insegnare loro che ogni sito ha un suo valore a seconda del contesto in cui si opera, ma che se dobbiamo fare cultura dobbiamo cercare quelli validi scientificamente, dobbiamo far comprendere che il sito della Treccani non ha lo stesso scopo o valore di studenti.it, ebbene come possiamo poi permetterci di consegnare dei libri, che acquistano il valore di “verità scientifica”, che sono stati scritti da docenti sicuramente eccezionalmente bravi, ma che non sono stati validati scientificamente?

Io non me la sento, anche se non faccio comprare i libri di testo.

Può sembrare una contraddizione, ma non lo è, credetemi.

Nella mia classe, in tutte le classi della sperimentazione, abbiamo un armadio, pieno di libri che i rappresentanti ci hanno lasciato nel corso degli anni, all’interno del nostro istituto c’è una biblioteca molto ben fornita, esistono poi le biblioteche online, le risorse digitali, internet ci offre moltissimo, ci sono i nostri appunti, che abbiamo sempre lasciato nel cassetto della scrivania. Abbiamo creato un sito (www.lerisorsedigitali.it e presto su imparadigitale.it sarà presente una eduteca) in cui sono raccolti link a siti per noi scientificamente validi, che possono supportare il docente e gli studenti nel loro lavoro quotidiano. In questo modo l’apprendimento si baserà non su un’unica fonte, monoindirizzante, che rende passivi i ragazzi, ma da una miriade di documentazioni che dovranno essere analizzate, studiate, elaborate, selezionate per permettere ai ragazzi, in modalità wiki sul web, di creare il proprio ebook multimediale che entrerà nello scaffale della propria biblioteca virtuale. In questo modo avranno letto e scritto moltissimo, avranno sviluppato il loro senso critico, saranno stati protagonisti creativi del loro sapere, avranno imparato a rispettare le fonti, citandole, a capire cosa vuol dire “proprietà intellettuale”, avranno compreso che youtube non serve solo per mettere video che riportano atti di bullismo in classe…e contemporaneamente avranno imparato. E quando io, docente che li avrò seguiti, condotti per mano nel loro percorso e avrò valutato tutte le abilità che avranno messo in atto e le competenze che avranno raggiunto, dovrò giudicare anche le loro conoscenze… mi dispiace, via gli iPad e passiamo all’interrogazione!! Ma credetemi, non sarà più così terribile!

Se poi, un domani, gli editori, come da tempo sto proponendo loro, ci daranno la possibilità di scegliere il materiale che servirà per fare lezione attraverso micro pagamenti dei singoli brani e capitoli… con lo stesso procedimento con cui compriamo le APP per il nostro tablet, allora la didattica nelle tecnologie farà un grande passo avanti.

 
Commenti (2) Trackback Permalink | 27.04.2012
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2 risposte a Libri di testo, wiki, eduteche (e il ruolo degli editori)

 
Commenti
 
  1. Mi riallaccio ad un precedente intervento per confermare che nel frattempo la regione Liguria ha approvato all’unanimità una legge regionale dal titolo: Istituzione di una piattaforma informatica per la realizzazione e l’adozione di libri di testo elettronici.
    A di là delle enunciazioni di principio sarà solo il futuro a chiarire se gli ambiziosi obiettivi saranno concretamente raggiunti. La piattaforma dovrebbero coesistere sia i libri digitali con copyright prodotti dagli editori tradizionali, redatti da autori sperimentati ed affidabili, sia libri alternativi sia l’altro materiale didattico disponibile in copyleft.
    La trattativa con gli editori non sarà certamente facile anche perchè il pericolo di copie pirata è un fatto reale, le scuole che fanno rete tendono ora a permettere l’accesso solo alle scuole collegate, l’altro materiale didattico esistente sul web non dà garanzie di affidabilità.
    Affrontare questi problemi su scale regionale può forse dare vantaggi. Mi soffermo su uno. Nell’intervento della prof. ssa Bardi si accenna ad un sito che raccolga i link ai siti affidabili. Ma c’è un secondo aspetto i testi devono essere raccolti in modo ordinato e devono esse facilmente scaricabili in un formato facilmente usufruibile dai tablet.. Torno all’esempio della letteratura italiana (ed anche latina, greca, in lingua straniera) Lo strumento piattaforma permette di mettere insieme ed ordinare i file tratti dai vari siti che li offrono con licenza Creative Commons. Diventa perciò possibile seguire con un unico indice (in ordine cronologico, piuttosto che alfabetico) i testi di Liber Liber, Wikisource ecc,, curando non solo di indicare il grado di affidabilità/completezza, ma anche di assicurare la conversione di formato (ad esempio epub.
    Un sistema del genere può coesistere con una valorizzazione dei libri cartacei, valorizzando la biblioteca di classe. Per il rispetto del diritto d’autore potrebbe essere trovata una soluzione in cui sia la scuola a farsi carico di acquistare i testi , anziché solo usufruire della copie saggio.

  2. In aggiunta a quanto detto sopra, riporto un commento tratto dal sito ufficiale della Regione Liguria:
    -“Interventi regionali a sostegno della scuola digitale e della diffusione del libro elettronico”: è questo il titolo del progetto di legge approvato all’unanimità e presentato dai consiglieri del Pdl per diffondere nel sistema scolastico i supporti tecnologici e i nuovi media per promuovere la didattica digitale. Per fare questo, la legge prevede specifici protocolli con i ministeri competenti, gli enti locali, le Istituzioni scolastiche autonome (Isa), il sistema produttivo, le associazioni, istituzioni culturali, università e le reti scolastiche e forme di collaborazione per diffondere e condividere le pratiche già sviluppate nella didattica digitale e per attrezzare potenzialmente ogni aula con lavagne interattive multimediali (Lim) o altri supporti tecnologici equivalenti, valorizzando la produzione di contenuti e software a matrice libera e non proprietaria. La legge prevede azioni coordinate con i ministeri competenti e le Isa per la formazione del personale.
    La Regione, in particolare, promuove la diffusione del libro digitale nelle scuole e negli organismi formativi accreditati e si avvale del sito giovaniliguria.it per la diffusione delle pratiche già in atto nelle scuole e per pubblicizzare le ricerche e gli studi di settore più significativi. La piattaforma “e-learning”, su giovaniliguria.it verrà anche utilizzata per mettere a disposizione materiale didattico e software a matrice libera e non proprietaria. Viene, infine, istituito il comitato di pilotaggio sulla diffusione delle tecniche digitali nei processi educativi che avrà funzioni consultive e propositive nei confronti della Giunta regionale nelle materie di competenza della presente legge.