Da lunedì a condurre il Faber blog sarà Nino Criscenti, documentarista d’arte. Grazie a Dianora Bardi

 
Commento (1) Trackback Permalink | 29.04.2012
Condividi:

Una risposta a Da lunedì a condurre il Faber blog sarà Nino Criscenti, documentarista d’arte. Grazie a Dianora Bardi

 
Commenti
 
  1. Marcello Nizzoli scrive:

    Egregio Dott. Crescenti,
    grazie del lucido articolo sulla brutta vicenda dei musei di Reggio Emilia, purtroppo le ultime amministrazioni comunali non sono nuove a stravolgimenti ed imposizioni dittatoriali di scelte discutibili di drastiche modifiche o demolizioni di luoghi storici:

    Reggio Emilia: la Las Vegas padana senza memoria.
    Leggo da mesi sul dibattito che si sta sviluppando sui carissimi funghi dell’architetto Rota, che veri e propri baracconi stile las Vegas, si vorrebbero costruire in pieno centro storico come presunto, anacronistico, abbellimento di un antico palazzo che bello lo è già e che contiene già una straordinaria ed interessantissima collezione museale, che non avrebbe bisogno d’altro che di una giusta valorizzazione in termini di comunicazione, pubbliche relazioni e pubblicità per attirare visitatori da tutto il Mondo. Io sono personalmente preoccupatissimo che si possa rovinare l’ennesimo monumento storico della nostra Città che andrebbe solo valorizzato ma non stravolto. Per capire meglio la situazione occorre fare un paio di passi indietro nel tempo, una sorta di Curriculum Vitae e parlare delle vere e proprie barbarie messe in opera dagli ultimi due sindaci di Reggio Emilia, la famigerata accoppiata Spaggiari / Delrio che hanno imposto per sempre alla città: 1. i cavalcavia nel deserto di un architetto spagnolo che avrà visitato Reggio un paio di volte, forse, che con una parcella da capogiro, ha “regalato alla città” un progetto simile a tanti altri già presenti un po’ ovunque, quindi di quasi nessuna originalità, tranne quella di fare un’opera spropositata per scavalcare un’autostrada e due archi su due rotonde posticce, create ad arte per la stessa inutile opera, senza marciapiedi né piste ciclabili. L’unica cosa che ha fatto sicuramente Calatrava è quello di ritardare per anni un possibile sviluppo e circolo virtuoso creato dallo snodo ferroviario della fermata mediopadana della TAV che chissà quando sarà finita, servirà ad unire Reggio a Milano, Bologna e Roma, in un epoca dove i voli low cost stanno ormai spopolando … ha drenato importanti capitali che potevano essere spesi in viabilità e miglior sviluppo;
    2. È stato costruito un bunker con una presunta opera d’arte al centro, che il povero artista aveva pensato oltretutto diversa, a Porta Santo Stefano / Piazza Duca D’Aosta, che quando i nostri nonni lo videro inorridirono all’idea dell’edificio pseudo-bellico ricostruito posticcio oltretutto senza pensare ad un minimo di servizi collegati, mancano infatti sicuri attraversamenti pedonali, sono stati cancellati posti auto, manca una vera pista ciclabile, anzi i ciclisti che percorrono l’anacronistica piazza fatta costruire dai nostri bravi amministratori, che non serve a nulla, tranne che a rischiare la salute e chi ha guadagnato milioni di euro per la stupida costruzione. Ed ora si dice che la città ha bisogno di un nuovo parcheggio in Piazza della Vittoria: siamo una città senza memoria con degli amministratori senza vergogna!
    3. Delrio ha fatto radere al suolo tutta Piazza della Vittoria per costruire una vera “fontana tipo Las Vegas”, creando una piazza di pietra che nelle stagioni calde si trasforma in un deserto ed in quelle fredde in tundra per chi la frequenta o vi passa: tutti quelli che la vedono per la prima volta inorridiscono, tantè che ancora oggi su molte foto della città si riportano i bei giardini ed aiuole che ornavano la straordinaria piazza storica, vittime della barbarie, ora cancellati dalla nuda pietra, al costo di svariati milioni di euro, anche per importare platani dalla Spagna. Sindaco Delrio ne valeva la pena?
    4. È stato raso al suolo l’antico e storico isolato del Gasometro con annessa aggraziata palazzina Liberty della ex-sede Enel, angolo Via Pansa e Viale Isonzo per far posto ad uno dei peggiori fenomeni di anacronistica speculazione edilizia privata, già oggi preda di degrado ed abbandono, semivuoto con viabilità ineffieciente, pericolosa, un dramma moderno lasciato costruire non si sa con quale criterio e scopo, quando con un po’ di lungimiranza poteva diventare un bell’esempio di sviluppo del Centro verso Nord, con un recupero di archeologia industriale dell’800, invece oggi è un vero imbuto di traffico, barriera allo sviluppo, vero obrobrio estetico. Vergogna!
    5. Sono stati abbattuti in fretta e furia gli edifici ottocenteschi delle Officine Gallinari, nessuno ne ha memoria di quanto fossero belle e potessero rappresentare un esempio di riutilizzo intelligente di un’altra zona storica reggiana di archeologia industriate: ora c’è solo un parcheggio.
    Certo nei nostri amministratori non manca una coerenza con l’eredità storica post bellica è stata chiara: sostenendo barbarie, demolizioni e speculazioni a breve termine, basta pensare alle cancellazioni inaudite di edifici miracolosamente soppravvissuti al tempo ed alla seconda guerra mondiale: Palazzo Vicedomini (Corso Garibaldi), Porta Castello, Porta San Pietro, antico Isolato San Rocco, che con il passare di pochi anni sono stati sostituiti da monumenti alla speculazione edilizia sconsiderata, svergognata ed arrogante. Per concludere spero che l’amministrazione attuale si fermi e pensi a valorizzare i beni, ovvero pensi a restauri conservativi seri e non drastici di un patrimonio storico reggiano importante e prezioso, utilizzando i capitali che oltretutto scarseggiano per adeguamenti antisismici degli edifici storici, viabilità ciclabile e pedonale più sicura, soprattutto vicino ai plessi scolastici ed alle zone industriali. BASTA OBROBRI E SPECULAZIONI EDILIZIE A CARICO DEI CITTADINI: NO AI FUNGI DI ROTA!