Cremona ed il Museo del Violino che aprirà a settembre 2012

Cremona la città della musica, la città dei violini, la mia città di adozione. Ci vivo e lavoro da quasi 40 anni, anche se non sono nato qui. Aspetto anch’io come tutti i cremonesi la grande novità che verrà inaugurata quest’anno: Il Museo del Violino.
E’ una grande opera che catalizzerà l’attenzione di tutto il mondo su Cremona, sulla liuteria e sui suoi straordinari strumenti. Ci voleva proprio!

Secondo me è fondamentale che i musicisti sappiano cos’hanno in mano quando suonano. Conoscere a fondo lo strumento e l’archetto è importantissimo. Quale posto migliore di un museo realizzato ad hoc?!?
La liuteria poi come l’archetteria è un mondo davvero affascinante, per tutta la cultura, non solo per i musicisti.

Nel mio piccolo, anche io mi sono chiesto, alcuni anni fa, perchè non condividere le mie conoscenze ed ho cercato uno strumento per raccontare l’Arco in modo diretto e immediato. L’abbiamo fatto realizzando un Cd-rom multimediale in 6 lingue con tantissime immagini (fra foto e disegni). Oggi quel progetto software risulta obsoleto e quindi stiamo cercando un modo di trasformarlo in un sito web, ci stanno lavorando i miei figli, in questo campo proprio non ci capisco nulla.
E’ stato necessario tanto lavoro, e anche in termini di costi è stata un po’ una pazzia, ma quando mi metto in testa che una cosa è da fare, non sto troppo a calcolare e parto a capofitto.
La condivisione del sapere è fondamentale per la mia visione delle cose.
Anche recentemente un liutaio dal Giappone mi ha scritto ringraziandomi per aver diffuso le mie tecniche innovative per il restauro degli archi.
E’ questo che mi riempie di soddisfazione: il progresso di tutta l’ archetteria, non solo il mio.

Il problema che molto spesso ho incontrato è che a volte  il desiderio di divulgare le conoscenze veniva interpretato come un volersi fare pubblicità, un tentativo di vendere i miei archetti.
Se fossi stato uno studioso credo che avrei avuto meno ostacoli a girare i conservatori per fare conferenze e raccontare le mie scoperte. Ma la mia forza è proprio quella di lavorare sul campo. Non credo che uno studioso riesca a raggiungere l’esperienza che ho potuto fare io in tutto questo tempo. Sapete quanti archi mi sono passati per le mani in 40 anni?!? Sapete come li ho girati e rigirati, osservandoli con occhio sempre più attento.
Non si impara forse in questo modo? Non è cosi che si diventa esperti?!?

Pensate che  ad un concorso per archettai, dove all’iscrizione andava presentato il diploma di archettaio, mi fecero delle storie perchè non ero in possesso di un titolo che mi qualificasse appunto come archettaio e per questo motivo non volevano ammettermi alla gara. Io che in effetti non avevo un diploma (ero stato io il fondatore della prima ed unica  Scuola per Archettai in Italia) chiesi alla commissione di controllare sui diplomi degli altri archettai  partecipanti quale nome rendesse validi quegli attestati. Il risultato fu subito evidente: tutti i diplomi erano firmati da me, tutti gli altri partecipanti erano stati miei allievi. La mia mancata ammissione risultò paradossale e la commissione non ebbe più dubbi sulla mia partecipazione alla gara.
A volte essere troppo in anticipo sugli altri può diventare una fregatura!

 

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 10.04.2012
Condividi:

I commenti sono chiusi.