Venerdì. Un giorno per dimenticare

Oggi è la giornata in cui devo dimenticare:
la sceneggiatura che ho letto a favore del film che vedo davanti a me
liberarmi dell’idea che un attore è noto e dare il giusto peso ai personaggi e i lineamenti del personaggio
delle pressioni che sento sul “progetto”, sul film
del peso che hanno  delle scelte fatte che forse oggi devo abbandonare

comincio e nel fine settimana ci penso su.

“Perché non la smetti di fare domande?”
“No, non la smetterò. Tanto, nessuno ti risponde”
è da un film….

 
Commenti (2) Trackback Permalink | 9.03.2012
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2 risposte a Venerdì. Un giorno per dimenticare

 
Commenti
 
  1. monika dattner scrive:

    È bella e illuminante questa cosa del dimenticare.
    Se ci pensi vale per tutti i lavori in cui hai a che fare con la progettazione, o l’invenzione. Ed è la parte più difficile in assoluto, la parte in cui ti devi concentrare per cercare di riconoscere, o ritrovare, l’essenza di quello che stai facendo e che rischi di avere perso di vista. Cercherò di ricordarmene (ricordarmi di dimenticare).

  2. lucabigazzi scrive:

    E’ proprio cosi’.
    Quello stato di vigile incoscienza, in cui dimentichi tutto il sapere materiale accumulato negli anni, e’ il momento in cui nasce lo scarto creativo.
    Per riuscire a dimenticare e’ necessaria una grande dose di coraggio, quel coraggio che ti riporta al momento felice e dinamico di quando, giovane, osavi senza conoscere nulla.
    E, forse, inventavi la TUA realta’, originale e personale.