Suoni, rumori e quel che ancora manca

Oggi si ricomincia
si riparte da inizio film, nuova fase: tagliare scene, spostare, accorciare, lavorare più sulla struttura del film che non all’interno delle scene.

Manca ancora:
le musiche, ovviamente molto importanti
tutto il lavoro sul suono: montaggio del suono, doppiaggi, la sala (vale a dire i rumoristi che sonorizzano il film), il mixage. Il suono è quello che da ampiezza al film, spazio, realtà nella percezione, è fondamentale
gli effetti speciali visivi: in questo film hanno girato diverse scene in studio da ambientare poi con altri sfondi, da fare effetto notte anche se girate di giorno
qualche sottotitolo per un personaggio straniero
Il controlllo del montato in laboratorio
i titoli di testa e di coda: li inventa e anima qualcuno ma se ne parla e si provano sulle immagini

Ci sono ancora molte relazioni aperte con il regista, con cui praticamente si convive per qualche mese, seduti a fianco a condividere le giornate, il film e inevitabilmente non solo;
Con chi produce, che partecipa molto nella messa a fuoco del film
con il laboratorio;
con chi distribuisce
con assistenti, sceneggiatori, direttori della fotografia, segretarie d’edizione ecc ecc.
e con gli attori che passo giornate intere a guardare nel dettaglio, a studiare e davvero poi mi pare di conoscere, a cui a volte sinceramente mi affeziono. Molti dialoghi alla fine li so a memoria e non me li scordo mai più e quelle parole sono dette per me da quella voce, mentre fa quel gesto…

Poi esce in sala, mettersi davanti al film finito, vedere l’impressione che fa, cosa suscita

è comunque una fine, lascia un vuoto

ogni film un mondo  

e sempre un po’ di paura verso il domani.

 
Commenti (2) Trackback Permalink | 8.03.2012
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2 risposte a Suoni, rumori e quel che ancora manca

 
Commenti
 
  1. lucabigazzi scrive:

    leggo il tuo blog e penso come questo nostro lavoro sia totalizzante. Come ogni minuto di ogni giornata, mattina , pomeriggio, sera, notti e sogni compresi, siano occupati, scanditi e determinati dalla nostra magnifica ossessione.
    Poi leggo che qualche ex-ministro ci definisce fannulloni, con acido e invidioso disprezzo. E mi sento molto fortunato, mentre corro per la citta’ per cercare di fare in modo che le idee diventino immagini, possibili e concrete. E sento che la nostra fatica restituisce gioie, emozioni, dibattito, verita’, a volte. E contribuisce alla ricchezza materiale e culturale del paese. Ogni tanto, ultimamente a Berlino, qualcuno se ne accorge….

  2. carlotta cristiani scrive:

    io spero che questo tuo commento venga letto…grazie, ci si sente meno soli!