Il film prima del taglio

Oggi sarò tutto il giorno a fare delle correzioni al montato. Abbiamo visto il film intero per ora solo una volta, una decina di giorni fa. Era molto sbilenco, è normale, abbiamo capito delle cose, ci abbiamo e ci stiamo lavorando, mercoledì lo rivedremo e sarà diverso. Ancora non abbiamo preso grandi decisioni. Prima di tagliare o spostare delle scene vediamo l’impressione che ci fa ora che dovrebbe essere un po’ più centrato, calibrato, aggiustato. In più ci sarà qualche musica. E lo vedremo con altre persone, più o meno coinvolte nel film. Vedere il film con altri cambia molto la percezione: mi emoziona e mi spaventa un po’. Esco dal dettaglio, mi allontano, scordo i problemi a cui stavo cercando soluzione e vedo il film con gli altri, sento come lo vivono, dove reagiscono, se si emozionano, se si annoiano, capisco un po’ il pubblico… A volte mi sorprende come riemerga precisa l’idea sul film che mi ero fatta all’inizio, la sensazione che avevo avuto e che poi avevo messo da parte nel lavoro quotidiano. L’istinto, sono convinta che sia in tutti noi, una grande forza.

Quando ho cominciato a lavorare, il montaggio era in parte mestiere artigianale. Si archiviava il girato in rulli con le varie scene, tutti i ciak uno dopo l’altro sincronizzati a mano sulla moviola, ogni rullo di pellicola stampata accoppiato al rullo di magnetico, il suono. La taglierina, lo scotch per unire le inquadrature e i suoni… Ho fatto a lungo l’assistente, molto stava nel tenere in grande ordine tutto e soprattutto i tagli, gli avanzi delle inquadrature montate, i fotogrammi prima e dopo il taglio perché poi spesso il taglio veniva ripensato e bisognava saper ritrovare quel che avevano tolto.

Mi è capitato che il fatto di non trovare qualche centimetro di pellicola tra migliaia di tagli, mi procurasse attacchi di riso e sono stata, almeno un paio di volte, gentilmente invitata ad andare a prendere un po’ d’aria. Con un caro amico a cui ho fatto da assistente, ci capitava di ridere per una nostra stupida battuta “aziendale”: nel mezzo di una scena molto intensa immaginavamo di mettere il cartello fine. Interrompere nel mezzo, lasciare sgomenti tutti: spettatori, regista, tutti. Immaginarli ci faceva morire dal ridere.

Perché sulla moviola avere dei tempi morti per caricare e scaricare le pizze di girato o per fare attenzione a stare a sincrono ecc… lasciava in modo naturale più spazio anche al meraviglioso perdere un po’ di tempo, a due chiacchiere. Per me momenti irrinunciabili del lavoro.

Adesso lavoro in una stanza con il regista e quasi sempre uno o due assistenti. Tutto il tempo, tutto il giorno, davanti ai monitor senza nessun motivo per alzarsi. I vantaggi pratici nel montaggio digitale sono enormi, uno tra tutti la possibilità’ di ascoltare il suono in modo decente e insieme poter provare delle musiche, degli ambienti, degli effetti sonori. Lavoro a Milano dove non essendoci molta produzione di film non ci sono assistenti al montaggio che già abbiano esperienza di lungometraggi. A Milano si lavora per lo più in pubblicità o televisione. Chi lavora con me come assistente quasi sempre ha fatto la scuola di cinema qui e quasi sempre dopo due o tre film prende la strada per Roma o diventa a sua volta montatore. Se hanno la possibilità cerco di convincerli (senza successo) a continuare a studiare o al Centro Sperimentale di Roma o all’estero.

Avere a fianco più persone è bello, a me sembra che renda il lavoro più sensato perché condiviso. Aiuta a non esser troppo autoreferenziali. Allargare ad altri il piacere di fare, spero sia offrire una prospettiva più’ ampia, dare come possibile una strada. E in generale con altri cercar di costruire un gruppo, un riferimento per confrontarsi, appoggiarsi e consigliarsi, per me è fondamentale.

 
Commenti (4) Trackback Permalink | 6.03.2012
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4 risposte a Il film prima del taglio

 
Commenti
 
  1. paola piacenza scrive:

    Non è forse la natura stessa del cinema, esperienza collettiva? Forse un film anche nel suo farsi deve passare attraverso il vaglio spaventoso, ma anche bellissimo, del confronto con gli altri, quelli che lo guardano da fuori.

  2. Rosalba Vinciani scrive:

    Una domanda stupida: ora che si usa solo il montaggio digitale, cosa fanno esattamente gli assistenti?

  3. carlotta cristiani scrive:

    @rosalba:
    gli assistenti oltre a caricare il materiali del film si occupano del suono dell’ordine dell’archivio dei montati di restare in contatto con il montaggio del suono con il laboratorio con gli effetti speciali e il doppiaggio. Hanno da fare!

  4. carlotta cristiani scrive:

    @paola: non solo nel confronto ma anche nella collaborazione e soprattutto nella visione il cinema è esperienza collettiva