Come nei sogni

Il montaggio come ricomposizione. Ricomporre vicinanza nella distanza, mettere a fianco per assonanza o per equilibrio o per gusto o per senso. Frattura nella continuità della visione per sottolineare svegliare cambiare o disturbare. O per far vedere invece che far partecipare. Uno sguardo sul mondo o entrare in un mondo. Costruire e spezzare. I pieni e i vuoti. I ritmi. Il rapporto tra continuità e discontinuità, tra il visibile e il fuori campo. Movimento e stasi. Sintesi. Il rapporto tra le parti. La ricerca di senso. Ma tutto questo già lo conosciamo: quando ricordiamo o sognamo facciamo esattamente così: con primi piani – stacchi – suoni – musica a volte. Il montaggio è d’istinto. Va condotto, aiutato, raffinato, coltivato ma è in noi.

Ecco, questo è il mio ultimo post, è stato molto strano per me che sempre lavoro su materiale di altri dover scrivere di come faccio, anche perché in fondo ogni volta è diverso ma alla fine è stato anche bello e utile. Mi sembra di aver capito qualcosa in più di quel che faccio.

Arrivederci e grazie!

 
Commento (1) Trackback Permalink | 11.03.2012
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Una risposta a Come nei sogni

 
Commenti
 
  1. Giorgio scrive:

    Buongiorno Carlotta,
    bellissimo il suo blog! Grazie per aver raccontato un pò del suo lavoro! Un mese e mezzo fa le ho mandato una lettera per propormi come suo assistente. Mi piacerebbe molto!
    Un saluto,
    Giorgio