Passato e futuro

Di domenica, salvo emergenze, non accendo il computer. In questo periodo però, nei ritagli di tempo, mi sto occupando della revisione di un’autobiografia: un signore gentile sull’ottantina ha deciso di raccontare la propria vita per poi far dono del libro ai nipoti. Non aspira alla pubblicazione ufficiale, vuol solo accertarsi che il testo sia corretto e farlo stampare a proprie spese; paradossalmente scrive molto meglio di alcuni aspiranti autori le cui opere prime sono passate sul mio tavolo, tanto che corro il rischio di cadere nella trappola dell’editor principiante: affezionarmi alla lettura e perdere di vista l’obiettivo.

Non occorre avere la mano pesante con questo lavoro: c’è qualche refuso, non tutte le virgole sono al posto giusto ed è prudente verificare l’esattezza di alcuni nomi. Suggerisco di suddividere l’insieme in capitoli più brevi per ottenere maggiore movimento; decido di non segnalare, invece, la presenza di espressioni dalla sfumatura regionale che trovo diano personalità allo stile. Procedo un po’ a rilento, ma per una volta il cliente non ha fretta.

La ragione per cui ne parlo è che questa bozza mi ha riservato una sorpresa: ho scoperto che il primo impiego dell’autore, quand’era ragazzo, consisteva nel correggere gli annunci pubblicitari per un quotidiano nazionale. Ai suoi tempi ciò significava seguire il testo durante la composizione con la linotype, rivederlo e verificarne la collocazione nelle pagine del giornale, restando fisicamente in tipografia la sera tardi, fino a quella che tuttora chiamiamo “chiusura” (in sostanza, quando tutto è pronto e si va irrimediabilmente in stampa), per poter modificare la lunghezza secondo le esigenze.

Naturalmente da allora il lavoro editoriale è cambiato radicalmente. Oggi un correttore di bozze, che operi in redazione o a casa propria, riceve e restituisce dei file via e-mail o attraverso un server (magari, sembra assurdo dirlo, scansionando la bozza cartacea corretta a penna), passa ore davanti al monitor e sta imparando i linguaggi della pubblicazione digitale. Probabilmente le procedure sono mutate più rapidamente negli ultimi cinque anni che nei precedenti cinquanta, e il tipo di formazione che l’aspirante redattore dovrebbe poter ricevere fatica a stare al passo con una evoluzione tanto vitale. Nel frattempo, la semplice fruizione della cultura nella cosiddetta era digitale suscita bisogni inediti e fa venire in mente soluzioni mai tentate prima. E non accade solo al direttore editoriale o allo sviluppatore di app per l’Ipad, ma a tutti gli operai della parola scritta, inclusi noi revisori.

Ecco l’ultima cosa che ho da dire per questa settimana: per affrontare al meglio il futuro chi lavora nell’industria del libro dovrebbe certamente impegnarsi a fondo per insegnare tutto quello che sa ai più giovani; a patto, però, di esser poi pronto ad ascoltare le idee nuove che essi porteranno.

 

 
Commenti (4) Trackback Permalink | 12.02.2012
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4 risposte a Passato e futuro

 
Commenti
 
  1. ivan scrive:

    Il Vs. è un lavoro “artigianale” di altri tempi molto romantico . Definirei i correttori di bbozze una “razza in via di estinzione” proprio per questo andrebbero tutelati…

  2. mario giovanni ingrassia scrive:

    grazie per una bellissima settimana di blog appassionante!
    MGI

  3. Donatella scrive:

    Carissimi correttori di bozze,
    sono arrivata, dopo molto spulciare, al vostro blog e ne sono entusiasta. Ho iniziato da poco a pormi problemi su come correggere al meglio testi scritti da diverse persone e tutti diversi in quanto a stili e regole di ortografia e grammatica:-(. Per favore (!), sapreste indicarmi delle linee guida online o una pubblicazione -bibbia del correttore di bozze? Conosco il sito dell’accademia della crusca, ho la grammatica di Serianni, ma i casi che mi si presentano sono nuovi e diversi da quelli contemplati…. Grazie! -Donatella

  4. Cecilia Nono scrive:

    Cara Donatella,
    certo le regole della grammatica e dell’ortografia, al di là di una certa variabilità dettata dall’uso, sono universali; oltre giustamente a una buona grammatica, ai dizionari e al sito dell’Accademia della crusca ti segnalo una lettura che io ho trovato spesso utile, anche se di non agevolissima consultazione: “Il mare in un imbuto. Dove va la lingua italiana”, di Gian Luigi Beccaria, Einaudi. Fra i manuali è celebre “Il correttore di bozze” di Marilì Cammarata (Editrice Bibliografica), un po’ datato ormai, ma sempre utile; altrimenti io conosco “Lavorare sul testo: correzione di bozze” di Alessia Vinci, a cura dell’Agenzia Il Segnalibro, che mi pare grossomodo ben fatto. Un po’ di consigli anche sul nostro blog, http://correttricedibozze.wordpress.com.
    On-line puoi trovare risorse comode come il dizionario etimologico Pianigiani (http://www.etimo.it/?pag=hom), Logos (http://www.logosconjugator.org/) per le coniugazioni dei verbi, Homolaicus per i sinonimi (http://www.homolaicus.com/linguaggi/sinonimi/index.htm), il tool per la ricerca di plurali e femminili (http://parole.virgilio.it/parole/plurali_e_femminili/index.html, da prendere un po’ con le pinze).
    Quanto allo stile di ciascun autore, per dare una coerenza a un testo sarà necessario “entrarvi”, assorbirne il taglio e il tono per poi poterlo riprodurre migliorandolo.