Prima di salutare

Spesso i miei vicini di pagina al Sole lamentano che in Italia manca la cultura scientifica. Al bar sotto casa, non è del tutto vero mi sembra. Sarà mille volte meno popolare del calcio ma se ne parla spesso, di filosofia o di letteratura, mai.

Ah, ma se ne fa uso strumentale! Be’, lo strumento funziona, come dice la maglietta “Science: it works, bitches!“. (Sì, ce l’ho. No, mai messa.)

Ah, ma non se ne usa il metodo! La fallibilità, lo scetticismo radicale, l’incertezza costitutiva, la conoscenza transitoria al posto della verità immutabile. E se invece fosse proprio per il metodo, intuito, vagamente ricordato dai tempi delle medie, espresso con parole proprie, che il barista sotto casa e i suoi clienti ne fanno un uso strumentale?

Esempio. L’altro ieri, accennavo a una ricerca uscita su Science. Se fossi il direttore di un giornale ( e uno dei  motivi per cui non lo sarò mai) le avrei dedicato un peana, una pagina, mezza, le 30 righe che non si negano a nessuno. E’ il tipico strumento migliorabile, flessibile, adattabile con un po’ di bricolage, che serve a quei milioni di italiani – qualcuno di voi sicuramente –  che leggono i giornali e appartengono a e/o sostengono migliaia di associazioni dalla A come Action Aid alla Z come… (dopo WWF cosa c’è?).

Per di più fra gli autori della ricerca ci sono due italiani del Joint Research Centre a Ispra, Elisabetta Vignati e Luca Pozzoli (wow, presentazione di una grande firma, complimenti e avanti così!). Agli italiani non manca la cultura scientifica, manca lo sciovinismo!

Sarà un mio pregiudizio di casalinga a tempo parziale e di ex redattrice della Ramazza, glorioso organo ciclostilato dei netturbini milanesi, ma sono entusiasta.

Più che uno strumento, si tratta di una cassetta degli attrezzi per fare pulizia su scala planetaria, e per ragiornarci su prima di combinare un disastro con la candeggina.

Una squadra di 24 ricercatori, guidata dal climatologo Drew Shindell del centro Goddard-NASA a New York, ha testato 400 misure già applicate oggi per tagliare le emissioni di metano e di black carbon, il particolato di fuliggine e ozono che sopra l’Asia meridionale, per esempio, forma una mega-nuvola marrone. Sono sostanze dette “climalteranti” che scaldano di più l’atmosfera, anche se a tempo e distanze più brevi dell’anidride carbonica – questa ha un effetto serra determinante perché è ben miscelata e una parte scalda il cielo (e inacidisce il mare) per centinaia di migliaia di anni.

Scovati i 14 attrezzi più efficaci e convenienti, la squadra ha applicato il metodo di prima per calcolarne l’impatto, i costi e i benefici. Adesso riassumo o scrivo un romanzo. Se si cominciano a usare adesso per averli a regime nel 2030 è l’affare de secolo: l’acquisto si ripaga subito in maggiore resa agricola, risparmi sulla spesa sanitaria, sui giorni di lavoro persi per malattie dell’apparato respiratorio.

Last but absolutely not least si risparmiano da 2 a 4 milioni di vite all’anno.

Attenzione, scrive la squadra, i calcoli sul metano ci sembrano adeguati; quelli sul black carbon sono approssimati, non fidatevi troppo. Poi, sapete com’è un primo tentativo, i margini d’errore variano da matti, mancano un sacco di dati perché tanti paesi non hanno i soldi per raccoglierli, è soltanto una proposta, da confermare con altre ricerche. Fanno di tutto per smorzarmi l’entusiasmo, accidenti a loro. Alla fine però, son costretti ad arrendersi all’evidenza del loro modello fatto di scenari e modelli climatici epidemiologici, geografici, demografici, economici, fisici-dinamici-non lineari (e la scienza sarebbe riduzionista?):

Queste misure possono fermare il tasso di cambiamento climatico e contribuire a mantenere a breve termine il riscaldamento globale sotto i 2° C rispetto all’epoca preindustriale, mitigarne gli effetti nell’Artico e nell’Himalaya, e ridurre la disruption (“incasinamento” non va bene, ma rende l’idea, ndt) dei ritmi delle precipitazioni regionali. Oltre ai vantaggi sanitari locali, e da locali a globali per l’agricoltura. Rendersene conto può agevolarne la messa in opera precoce e diffusa….

Morale: la salute di flora, fauna (noi compresi), aria, acque ed economia è una sola e si può sanare l’ultima senza ammorbare tutti gli altri. Mi sembra una bella notizia per ringraziarvi di avermi letta e augurarvi buona domenica.

 

 
Commenti (4) Trackback Permalink | 15.01.2012
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4 risposte a Prima di salutare

 
Commenti
 
  1. Giulio scrive:

    potresti essere più chiara? non ci ho capito nulla

    • Sylvie Coyaud scrive:

      Non c’è molto da capire: è un modello che fa vedere come si possono diminuire gli inquinanti che danneggiano le persone, gli animali e le piante alimentari, il riscaldamento globale e lo scioglimento di grandi ghiacciai. Utile per governanti, economisti, amministratori sanitari o semplici volontari in qualche Ong umanitaria o ambientalista.

  2. ermetico scrive:

    Il riscaldamento globale è una balla , piuttosto si chiama guerra climatica ,usando armi elettromagnetiche che ufficialemente sono utilizzate come antisatellite , ma che possono provocare uragani terremoti siccità o alluvioni a seconda di come si usano .Perchè non rendere obbligatorio in città l’uso di auto elettriche per chi vuole andare in macchina ? in un colpo solo diminuzione del rumore di fondo e aria quasi pulita .
    Perchè non scrivi che la migliore soluzione al riscaldamento globale è una riduzionedella popolazione terrestre ad 1/3 dell’attuale ?

  3. Andrea scrive:

    Sono arrivato a leggere il tuo post alla ricerca di una traduzione in italiano della ricerca di cui hai parlato, sai dirmi se esiste e dove si può recuperarne una copia?
    Pensi che possano essere informazioni utili ad un normale cittadino, una microimpresa in ambito artistico, che, impastato nella crisi cerca uno spunto nuovo su cui basare il proprio lavoro?
    Pensi che possano essere info utili per cambiare pagina, continuare la propria vita con passione, con la voglia di Vivere e di contribuire nel piccolo ad un riscatto delle persone che mi sembrano sempre più concentrate a spiegare quanto gli altri dicano fesserie senza però cercare di capire, approfondire, e praticare un proprio percorso che tenda ad un rispetto delle idee, dei pensieri, delle persone, e della propria casa che è il nostro pianeta con la sua atmosfera?
    Grazie, Andrea.