Il pifometro

Ogni collega ha un proprio sistema per valutare l’affidabilità di una ricerca e decidere se parlarne e come. (L’importanza è un altro discorso.) Il mio è un indice composto da fattori istituzionali di autorevolezza, calibrato dal “pifometro” come dicono i francesi – da “pif”, naso in gergo – che è un metodo bayesiano (detto così, fa più chic) in quanto aggiornato dall’esperienza.

Quando l’indice è alto, riferisco la novità del mio meglio. Quando è basso, guardo il curriculum degli autori e se risale, mando un mail a scienziati fidati. “Scusi, ho letto questo, pdf allegato. C’è quest’idea x che mi sembra interessante e a lei?” E mi aiutano a decidere. Se cala…

Peter Duesberg, per esempio, era ritenuto un bravo oncologo sperimentale e per l’aspetto teorico un bastian contrario (ci vogliono) arrogante e testardo. Onesto però. Per trent’anni aveva teorizzato l’origine virale del cancro, poi si era ricreduto senza smettere di aggiungere conoscenze, come quelle sugli oncogeni che era stato il primo a isolare.

Dal 1987, nega l’esistenza dell’HIV. A suo parere è un’invenzione di colleghi al soldo di Big Pharma, la sindrome è causata dallo stile di vita di gay e drogati. Semplifico, rif. il suo libro AIDS. Il virus inventato.

All’epoca caratterizzare un virus era più difficile di oggi, ma una volta descritta parte della cascata molecolare che consente all’HIV di nascondersi e replicarsi, si sono trovati gli inibitori e chi riesce a procurarseli sopravvive. Dai primi anni ’90 inoltre, è evidente che nell’Africa subsahariana e in alcuni paesi asiatici ad alto tasso di prostituzione femminile, l’infezione si diffonde in prevalenza attraverso rapporti eterosessuali e che l’HIV passa dalla madre al feto né drogato né gay.

Duesberg non si ricrede.

Dal 2000 è stato il consulente del presidente Thabo Mbeki secondo il quale l’HIV era un’invenzione dei bianchi per ridurre la natalità degli africani, i quali soffrivano semmai di carenze nutrizionali. Così ha ostacolato le Ong che distribuivano anti-retrovirali e lasciato che #!!$[* spacciassero rimedi “alternativi” e tradizionali: dalle spremute di aglio, limone e bietola rossa a bambine vergini da stuprare.

Non so come abbia fatto Mbeki, io misuro l’autorevolezza di Duesberg con

- le citazioni accumulate da precedenti articoli come da indice a pagamentogratuito e approssimato (un confronto giova…);

- il rango della sua università dato da almeno due classifiche (nel caso di Berkeley, ometto);

- il fattore d’impatto della rivista dove pubblica.

Poi taro con il pifometro. La curva gaussiana delle citazioni ha code lunghe? Punti in più. Dottoranti dicono che nel lab si sta bene? Idem. E per il fattore d’impatto, calcolo un articolo riportato in copertina su Cell quanto uno sul Lancet.

In pratica

Con otto coautori, dal passato meno brillante e di atenei minori, Duesberg pubblica un articolo (1) sull’Italian Journal of Anatomy and Embryology. Fattore d’impatto 0,488, neanche un articolo su due citato nell’anno seguente, altri particolari sconfortanti qui. E l’arrampicata sugli specchi statistici è ovvia persino a me.

Risultato

0,5 al pifometro, margine d’errore +/-0,5.

(1) Con poche correzioni rispetto a quello ritrattato da Medical Hypotheses insieme ad altro trash.

 
Commenti (12) Trackback Permalink | 11.01.2012
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12 risposte a Il pifometro

 
Commenti
 
  1. dino scrive:

    Gentile Signora Coyaud,

    se ci fosse stato ai tempi di Galileo la possibilità di misurare l’impact factor, lei avrebbe scritto che quello lì, quel fiorentino eretico, era uno un po’ stralunato e da non prendere sul serio. Alla fine nessuno voleva pubblicare i suoi libri e se qualcuno lo avesse citato avrebbe corso rischi mortali.
    Come vuole che le pubblicazioni scientifiche citino Duesberg o i suoi lavori, se l’ostracismo è totale? E come vuole che Duesberg venga, in genere, citato, se è sconveniente farlo? Se sei un ricercatore ben pagato e ci tieni al tuo posto di lavoro, ti guardi bene dal citare Duesberg: devi anche tu pagare il mutuo.
    Il suo “pifometro” è proprio un nasometro, lei va a spanne.
    Lei scrive:” Dai primi anni ’90 inoltre, è evidente che nell’Africa subsahariana e in alcuni paesi asiatici ad alto tasso di prostituzione femminile, l’infezione si diffonde in prevalenza attraverso rapporti eterosessuali …….”. Lei scherza vero? E’ proprio il contrario. Se l’infezione si trasmettesse attraverso rapporti sessuali (badi bene, l’infezione), lo farebbe con i neri, con i gialli, con i bianchi, non è che il colore della pelle cambia la natura dell’atto sessuale. Ebbene: mi dice per favore dov’è l’epidemia AIDS fra le prostitute? I bordelli, le strade d’Italia e d’Europa dovrebbero tracimarne.
    La vicenda di Duesberg è una cosa tristissima, una vergogna scientifica. Non lo lasciano pubblicare, lo bloccano dappertutto e lui, pur di far conoscere il suo punto di vista, farebbe stampare i suoi articoli anche sulla Gazzetta di Lodi, con nefaste conseguenze sull’impact factor, vero?
    Lei si presenta come divulgatrice scientifica… mi astengo da ogni ulteriore commento.

    • Sylvie Coyaud scrive:

      “Galileo”
      Aveva un ottimo fattore d’impatto! Forse mi son spiegata male, ma si applica agli articoli di scienziati, non di ecclesiastici o gazzettieri.

      “Lei scherza vero?”
      Purtroppo no. Ho scritto “dai primi anni ’90″, perché il monitoraggio delle donne (e dei neonati) è iniziato allora, prima molti la pensavano come Duesberg.
      Oggi il 60% dei sieropositivi sono donne i tre quarti delle quali vivono nell’Africa subsahariana.
      La percentuale è molto minore nei paesi europei, grazie alla sanità pubblica. Negli USA “neri gialli e bianchi” è diversa.

      “prostitute”
      India e Thailandia in testa In Italia – e non solo, ovviamente – aumentavano le vendite di preservativi. Secondo l’ONU da 5 – 6 anni c’è un calo da “condom fatigue”.

      “come vuole che le pubblicazioni scientifiche citino Duesberg o i suoi lavori, se l’ostracismo è totale”
      Totale? Se clicca su “gratuito ma approssimativo”, vedrà che le sue pubblicazioni sugli oncogeni sono ben citate. Se clicca su “Peter Duesberg”, vedrà che i suoi scritti sull’HIV non descrivono esperimenti, ma cercano di dimostrare che la correlazione HIV-AIDS è spuria con statistiche “depurate” dai dati scomodi.

  2. dino scrive:

    “Galileo Aveva un ottimo fattore d’impatto! Forse mi son spiegata male, ma si applica agli articoli di scienziati, non di ecclesiastici o gazzettieri”.

    L’unica cosa impattante su Galileo era la proibizione di insegnare e di divulgare le sue scoperte. Per gli ipotetici misuratori del fattore d’impatto di allora (diciassettesimo Secolo), era auspicabile aspettare quasi quattro secoli (fino al 1992 con la riabilitazione di Papa Giovanni Paolo II). Fuor di metafora: se a Duesberg non è consentito pubblicare, che senso ha parlare di fattore d’impatto? E’ una presa in giro.

    “Oggi il 60% dei sieropositivi sono donne i tre quarti delle quali vivono nell’Africa subsahariana”.

    Guardi in fondo alle tabelle che lei cita: c’è scritto “stime”, e queste stime fantasmagoriche vengono modificate ogni anno per gli anni precedenti. Esempio: l’OMS ha modificato a posteriori le stime per il 2002; non erano più 42 milioni, ma ‘solo’ 30, per il 2006 non erano più 40 milioni, ma 33 (legga i bollettini ufficiali dell’OMS). E come nascono queste cifre? Fin dal 1985 con la dichiarazione di Bangui l’OMS accettò che per una diagnosi di AIDS in Africa non fosse necessario il test dell’HIV, in quanto non tutti i Paesi potevano permetterselo. In mancanza del test, la diagnosi di AIDS viene pertanto fatta solo sui sintomi. E sa quali sono questi sintomi? Febbre, astenia, tosse, espettorato, grave perdita di peso. Sì, lo so che ha capito: sono gli stessi sintomi della tubercolosi. E nei Paesi africani che si possono permettere il test, come il Sud-Africa, tale test viene fatto sulle donne incinte. Uno si può chiedere perché proprio le donne incinte. E’ solo perché si vuole essere sicuri che ci sia stato un atto sessuale. Il problema è che lo stesso produttore dei kit per il test HIV avverte nelle istruzioni che, usando campioni di sangue prelevati a donne con gravidanza pregressa, ci possono essere dei falsi positivi. E non c’è un secondo test di controllo. A questo punto (diagnosi sui sintomi più falsi positivi) lei ha dei dati totalmente fasulli che vengono inseriti a computer ed estrapolati sulla popolazione mondiale.

    “La percentuale è molto minore nei paesi europei, grazie alla sanità pubblica”.

    Lei confonde, come molti, la sieropositività con l’AIDS. Cosa c’entra la sanità pubblica con l’HIV? e lei parla di HIV, parla di un virus, da cui può essere contagiata, sia che la sanità pubblica sia ottima, sia che risulti pessima. Caso mai la sanità c’entra con la terapia successiva se ci fosse AIDS. Ma capisco: anche lei si è assuefatta alla furbissima sigla HIV/AIDS, che non fa volutamente capire se parliamo di solo HIV o se parliamo di malattia conclamata.

    “prostitute India e Thailandia in testa In Italia – e non solo, ovviamente – aumentavano le vendite di preservativi”.

    Quindi lei sostiene che in Italia (o in Occidente) non abbiamo catastrofi di HIV o AIDS perché usiamo il preservativo? Le ricordo che solo in Italia nascono ogni anno 600.000 bambini. Vogliamo dire che almeno per 600.000 volte non si è usato il preservativo? Magari una coppia ci prova anche due volte, e superiamo abbondantemente il milione. Ogni anno! Solo in Italia! Perché non c’è epidemia? Lei conosce qualcuno fra i suoi amici o parenti o conoscenti o amici di amici che è morto di AIDS?

    “Totale? Se clicca su “gratuito ma approssimativo”, vedrà che le sue pubblicazioni sugli oncogeni sono ben citate”.

    Infatti, quando parla di cancro Duesberg viene pubblicato. Ma allora è un ciarlatano quando parla di AIDS ed è un genio quando parla di cancro?

    “Se clicca su “Peter Duesberg”, vedrà che i suoi scritti sull’HIV non descrivono esperimenti, ma cercano di dimostrare che la correlazione HIV-AIDS è spuria con statistiche “depurate” dai dati scomodi”.

    Questo ovviamente non è vero, conosco troppo bene la materia, ma so che lei l’ha copiato pari pari dai blogger che osteggiano Duesberg. Guardi chi li finanzia. C’è perfino scritto.

    • Sylvie Coyaud scrive:

      “Galileo Aveva un ottimo fattore d’impatto! Forse mi son spiegata male, ma si applica agli articoli di scienziati, non di ecclesiastici o gazzettieri”.

      L’unica cosa impattante su Galileo era la proibizione di insegnare e di divulgare le sue scoperte. Per gli ipotetici misuratori del fattore d’impatto di allora (diciassettesimo Secolo), era auspicabile aspettare quasi quattro secoli (fino al 1992 con la riabilitazione di Papa Giovanni Paolo II).

      Sta di nuovo parlando degli ecclesiastici, non degli scienziati che – dove non rischiavano troppo – hanno subito usato e divulgato le sue scoperte

      Fuor di metafora: se a Duesberg non è consentito pubblicare, che senso ha parlare di fattore d’impatto? E’ una presa in giro.

      Ma i suoi suoi primi articoli sull’HIV sono usciti su riviste importanti. Il mio punto è che sarebbero stati citati di più se avessero riportato dati sperimentali.

      “Oggi il 60% dei sieropositivi sono donne i tre quarti delle quali vivono nell’Africa subsahariana”.

      Guardi in fondo alle tabelle che lei cita: c’è scritto “stime”, e queste stime fantasmagoriche vengono modificate ogni anno per gli anni precedenti. Esempio: l’OMS ha modificato a posteriori le stime per il 2002; non erano più 42 milioni, ma ‘solo’ 30, per il 2006 non erano più 40 milioni, ma 33 (legga i bollettini ufficiali dell’OMS).

      Sta mescolando le stime e le proiezioni. Quelle che lei chiama “stime fantasmagoriche” sono derivate da studi campioni – discutibili, ma non esiste altro metodo – e sono sempre riviste e corrette, qualunque sia la patologia.

      E come nascono queste cifre? Fin dal 1985 con la dichiarazione di Bangui l’OMS accettò che per una diagnosi di AIDS in Africa non fosse necessario il test dell’HIV, in quanto non tutti i Paesi potevano permetterselo. In mancanza del test, la diagnosi di AIDS viene pertanto fatta solo sui sintomi. E sa quali sono questi sintomi? Febbre, astenia, tosse, espettorato, grave perdita di peso. Sì, lo so che ha capito: sono gli stessi sintomi della tubercolosi.

      Dal 1985 sono cambiate molte cose.
      Solo alcuni sintomi sono gli stessi, perciò si fanno altri esami di laboratorio

      E nei Paesi africani che si possono permettere il test, come il Sud-Africa, tale test viene fatto sulle donne incinte. Uno si può chiedere perché proprio le donne incinte. E’ solo perché si vuole essere sicuri che ci sia stato un atto sessuale. Il problema è che lo stesso produttore dei kit per il test HIV avverte nelle istruzioni che, usando campioni di sangue prelevati a donne con gravidanza pregressa, ci possono essere dei falsi positivi. E non c’è un secondo test di controllo. A questo punto (diagnosi sui sintomi più falsi positivi) lei ha dei dati totalmente fasulli che vengono inseriti a computer ed estrapolati sulla popolazione mondiale.

      Il test non si fa solo sulle donne incinte né solo in Sudafrica. Dal 1992 le stime includevano i dati del Pasteur (Sénégal, Cote d’Ivoire Guinée Eq. ecc) ottenuti con due test (Elisa e Wolf). E le analisi statistiche tengono conto del tasso di falsi positivi dei test, ovviamente.

      “La percentuale è molto minore nei paesi europei, grazie alla sanità pubblica”.

      Lei confonde, come molti, la sieropositività con l’AIDS. Cosa c’entra la sanità pubblica con l’HIV?

      Ha presente le campagne di informazione in scuole, concerti, luoghi pubblici a cura o con il sostegno del “Ministero della sanità pubblica”?

      e lei parla di HIV, parla di un virus, da cui può essere contagiata, sia che la sanità pubblica sia ottima, sia che risulti pessima. Caso mai la sanità c’entra con la terapia successiva se ci fosse AIDS. Ma capisco: anche lei si è assuefatta alla furbissima sigla HIV/AIDS, che non fa volutamente capire se parliamo di solo HIV o se parliamo di malattia conclamata.

      Con “sieropositivi” intendo sia l’infezione che le sue conseguenze, per brevità, questo è un blog.
      Sanità pubblica significa anche test gratuiti, diagnosi precoce, farmaci gratuiti che contribuiscono a fermare la diffusione di qualunque virus, influenza compresa.

      “prostitute India e Thailandia in testa In Italia – e non solo, ovviamente – aumentavano le vendite di preservativi”.

      Quindi lei sostiene che in Italia (o in Occidente) non abbiamo catastrofi di HIV o AIDS perché usiamo il preservativo?

      No, come si vede dal contesto rispondevo alla sua domanda sulla prostituzione. Adesso le rispondo nel suo commento, così evitiamo altri fraintendimenti.

      Le ricordo che solo in Italia nascono ogni anno 600.000 bambini. Vogliamo dire che almeno per 600.000 volte non si è usato il preservativo? Magari una coppia ci prova anche due volte, e superiamo abbondantemente il milione. Ogni anno! Solo in Italia! Perché non c’è epidemia? Lei conosce qualcuno fra i suoi amici o parenti o conoscenti o amici di amici che è morto di AIDS?

      Domanda irrilevante. I miei amici e conoscenti né si prostituiscono né fanno figli con prostitute – a quanto ne so. In Italia non c’è epidemia proprio perché il contagio avviene per contatto diretto. Comunque dei 1.300-1500 casi conclamati all’anno, il 43-45% riguarda eterosessuali senza trascorsi di droga (dati: Spallanzani).

      “Totale? Se clicca su “gratuito ma approssimativo”, vedrà che le sue pubblicazioni sugli oncogeni sono ben citate”.

      Infatti, quando parla di cancro Duesberg viene pubblicato. Ma allora è un ciarlatano quando parla di AIDS ed è un genio quando parla di cancro?

      Non ho detto né l’uno né l’altro, perché lo chiede a me?

      “Se clicca su “Peter Duesberg”, vedrà che i suoi scritti sull’HIV non descrivono esperimenti, ma cercano di dimostrare che la correlazione HIV-AIDS è spuria con statistiche “depurate” dai dati scomodi”.

      Questo ovviamente non è vero, conosco troppo bene la materia, ma so che lei l’ha copiato pari pari dai blogger che osteggiano Duesberg. Guardi chi li finanzia. C’è perfino scritto.

      Sbaglia, lo scrivo – per esempio sul Sole – da molto prima che esistessero i blog.
      Lei conosce “troppo bene la materia” nel senso di meglio dei biostatistici del Cochrane, dell’OMS, della Banca Mondiale ai cui lavori mi riferisco, presumo. Complimenti, but where’s the evidence?

  3. dino scrive:

    Mi dispiace Signora, ma mi fermo qui.
    Vedo che la furbizia, quasi scorrettezza, alberga anche presso di lei e presso il Sole24ore. Il mio commento era intero, non spezzettato. Il moderatore doveva pubblicarlo intero e dopo lei avrebbe potuto commentarlo. Invece lei ha avuto accesso al mio commento prima che venisse pubblicato, e le è stato consentito di farlo riprodurre a spezzoni, con inframmezzati i suoi commenti.
    La scienza o la discussione su di essa è una cosa seria. Quando si usano questi mezzucci, ci si squalifica, anche e soprattutto come divulgatrice scientifica.

    Non è così, la moderatrice sono io e ho scritto nel suo commento perché prima non l’avevo fatto e lei ha frainteso una mia risposta. Come dicevo se preferite che non lo faccia, basta dirmelo e mi cancello

  4. Dora scrive:

    Gentile Signora Coyaud, collaboro con HIVforum.info, un forum dedicato all’HIV e alle persone HIV positive, e da molto tempo seguiamo con apprensione le vicende legate alle teorie negazioniste in materia di HIV/AIDS.
    Desidero dirle che ho molto apprezzato sia il suo post, sia le risposte da lei date al Signor Dino.

    Vorrei segnalarle che l’ultimo firmatario del vergognoso articolo di Duesberg è il Professor Marco Ruggiero, ordinario presso l’Università di Firenze (e non a caso l’articolo è uscito sull’Italian Journal of Anatomy and Embryology. Cfr. anche http://www.hivforum.info/forum/viewtopic.php?f=2&t=6).
    Ruggiero è un noto “dissidente” o “negazionista” italiano, relatore di tesi di laurea in cui si nega la correlazione HIV-AIDS, che sta diffondendo presso molti malati la credenza che uno yogurt addizionato di Gc MAF (MAF 3 14) possa “rinforzare” le difese immunitarie (“attivandole”!! in persone con sistema immunitario cronicamente iperattivato!!) e così contribuire all’eradicazione del virus dell’HIV dall’organismo, secondo la teoria-bufala del Professor Nobuto Yamamoto.

    Il pessimo servizio che Ruggiero sta facendo alla comunità sieropositiva italiana, spingendo addirittura dei malati a pagare centinaia se non migliaia di euro di tasca propria per entrare in possesso del MAF 3 14 e inducendo forse anche alcuni malati ad abbandonare le terapie antiretrovirali CHE, SOLE, LI TENGONO IN VITA, non è sfuggito alla comunità scientifica.
    Infatti, qualche tempo fa, la professoressa Claudia Balotta scrisse un breve articolo sul notiziario di ANLAIDS (cfr. http://www.hivforum.info/forum/viewtopic.php?f=2&t=411).

    Purtroppo, però, questa presa di posizione ha trovato risonanza soltanto in HIVforum.info e molti pazienti continuano a seguire la sirena del Pifferaio di Firenze, nel completo disinteresse delle altra grandi associazioni dedicate alla malattia e, presumibilmente, alla tutela dei malati.

    Se vorrà prendere a cuore questa vicenda, le sarò immensamente grata.
    Un caro saluto
    Dora

    • Sylvie Coyaud scrive:

      Grazie a lei. Le cure “miracolo” fanno danni tremendi e la stampa ne parla troppo poco. Provo a seguire questa, non sapevo dell’aspetto “economico” – magari sento la prof. Balotta e facciamo qualcosa, almeno su Oggi Scienza. Buon lavoro.

  5. Dora scrive:

    Buon lavoro a lei!
    E se le servisse materiale per inquadrare l’opera “scientifica” del Professor Ruggiero (pretesi “trial” fatti in spregio di qualsiasi basilare regola del metodo scientifico, paper presentati a congressi anche importanti – lo IAS di Roma, per esempio – in cui si mescolano i dati di pazienti con patologie diverse insieme alle analisi del Professore stesso e dei suoi collaboratori presumibilmente HIV negativi, nonostante il chiarissimo professore ami citare Galileo e cerchi di farsi passare per martire del libero pensiero), non esiti a contattarmi.

    In qualsiasi sua iniziativa in materia, avrà l’appoggio del “Gruppo HIVforum”.

    Grazie
    Dora

    ri-grazie, so dove trovarla, s.c.

  6. Alessandra Cerioli scrive:

    Cara Sylvie,
    anche se in “leggero” ritardo ( ma ero in vacanza fino a ieri senza accesso alle mai :-) ) intendo inviarle il mio commento positivo al suo pifometro su Duesberg.
    Con la sintesi e il realismo che la contradistingue nella risposta al signor Dino ha centrato la perfettamente la questione del negazionismo ,l’orda omofobica che in essa è contenuta così come il disprezzo per chi consuma sostanze stupefacenti.
    Ma come lei segnala la questione più grave fu l’influenza della teorie di Duesberg sull’allora governo Sudafricano. Mbeki seguendo Duesberg fece un vero “piacere” a Big Pharma negando l’accesso ai farmaci ai Sudafricani/e, nonostante Mandela nel 1997 avesse varato la legge “Medicines and Related Substances Control Amendment Act”, dove si rendeva disponibile l’importazione parallela (comprando il farmaco brevettato più economico), si rafforzava la possibilità di sostituire farmaci generici e si aumentava il controllo sui prezzi dei farmaci.
    Purtroppo come le segnala Dora le teorie complottiste hanno sempre un certo fascino su alcuni/e e adesso da noi è in voga il professor Nobuto Yamamoto e la GCMAF. Anche nella chat della LILA vi è stata una discussione su questo e le confermo tutto quello che le ha segnalato Dora.
    Che ne dice Sylvie di un PIFOMETRO anche su questo giapponese ?
    Alessandra Cerioli
    Presidente Nazionale Lila

  7. Marcello De Meo scrive:

    Un saluto a tutti, sono sieropositivo e non prendo più alcun farmaco. Da quando ho smesso ho acquistato peso e la mia vita è nettamente migliorata in accordo con le teorie che voi definite “complottiste” e delle quali vi preoccupate tanto di screditare (fallendo puntualmente perchè la gente non è stupida, vi citate e montate tutti questi post ad arte, ma chi vi crede?).

    Sarò stato sciocco io a non informarmi all’inizio sulla realtà dei fatti ma la questione è molto semplice basta che ogni persona in terapia dedichi un minutino alla lettura dei fogli llustrativi dei fantastici inutili farmaci che con “effetti speciali” fanno apparire numeri e valori su carte di analisi, quando basta guardarsi allo specchio mentre il fisico giorno dopo giorno perde la sua battaglia CONTRO I FARMACI e non contro alcun virus.

    I farmaci che prendevo erano KALETRA e TRUVADA. Ora vi leggo un po di cose che sono scritte sul foglietto illustrativo di queste medicine.”INFORMAZIONI IMPORTANTI: “Kaletra non rappresenta una cura per l’infezione da HIV o per l’AIDS. Nei pazienti che assumono Kaletra, si può comunque verificare l’insorgenza di infezioni od altre malattie associate all’hiv o all’aids. Kaletra non riduce il rischio di trasmissione dell’hiv ad altri individui”

    L’altro farmaco che prendevo eraTruvada, e sul foglio illustrativo dice:”questo medicinale non è una cura per l’infezione da Hiv. Mentre prende Truvada lei può comunque sviluppare infezioni o altre malattie associate all’infezione da hiv.”.

    Bene, ora sul foglio illustrativo di ENTRAMBI I FARMACI alla voce effetti indesiderati comuni entrambi c’è scritto: “diminuzione della conta dei globuli bianchi (questo può renderla più soggetto ad infezione)”…. SCUSATE MA CREDETE CHE SIAMO CRETINI? CERIOLI & Compagnia bella: vergognatevi!

    Continuate a prendervela con scienziati che vi sbattono in faccia la realtà, se così non fosse signorina Cerioli, Dora e l’autrice di questo articolo osceno… diteci CHE COSA SONO I GLOBULI BIANCHI se non cellule del sistema immunitario? E Ancora diteci che cos’è l’immunodeficienza? Il vostro teatrino di menzogne volge al termine, e i vostri portafogli farciti dagli amici “informatori scientifici” di questa o quella casa farmaceutica sono destinati a dimagrire, al pari del dimagrimento che ho subito io avvelenandomi e seguendo i vostri consigli contornati da tante belle parole e tanti bei discorsi dalle coccole che non illudono più nessuno. Basta con questo parassitismo!

  8. gloria scrive:

    Buongiorno,
    faccio riferimento al polverone sollevato in questi giorni, nell’ambiente sieropositivo che segue i diversi forum, dalla lettera che un esiguo gruppo di utenti, facenti capo ad hivforum, ha inviato al Rettore di Firenze.
    Come si può immaginare si è sollevato un grave problema di legittimazione ad agire, poichè Dora ha inviato la lettera (sulla cui bontà di contenuti non stiamo a discutere poichè in questo momento ci premono preoccupazioni più urgenti) SENZA chiedere il consenso di nessuno, anzi, ignorando tutte le proteste e le voci contrarie che in quei giorni si sono sollevate, in hivforum, voci contrarie che sono state prontamente cancellate nel tentativo di dare una credibilità maggiore ad un’azione condotta da pochi.
    C’è poi un ulteriore problema, in coda alla lettera inviata al rettore, nella bibliografia al punto 7, sono citati (a prova della “truffaldinità” del Prof. Ruggero) alcune discussioni tra utenti nel forum Lilachat. Gli utenti, che spontaneamente o stupidamente hanno scritto nei vari post di aver contattato il Dottore o di aver acquistato yogurt, potrebbero essere chiamati a confermare in caso di indagine.
    Ora, premettendo e puntualizzando che nessuno di noi ha MAI autorizzato Dora a mandare in piazza i nostri affari, che ne’ lei ne’ nessun altro si è mai presa la briga di chiedere il consenso ad esporci ad un rischio che, seppure esiguo, non so quanti si sarebbero assunti poichè in questi casi ne va di ciò che abbiamo di più prezioso: la nostra privacy, il nostro diritto di scegliere, anche di avere dei dubbi o di sbagliare, Bene, premesso e sottolineato tutto ciò mi piacerebbe che l’iniziativa venisse portata avanti da persone fisiche o associazioni che si firmino e che possano, in caso di iniziative giudiziarie, rispondere personalmente, evitando così che la macchina del fango coinvolga utenti e malati.
    Grazie e cordiali saluti
    Gloria

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