Ufficio stampa – come ci sono arrivata?

Le tappe del mio percorso professionale nel mondo dell’editoria, sono state tante e diverse tra loro, riporto soltanto le principali; per la Mondadori Ragazzi ho selezionato e tradotto narrativa per l’infanzia sotto la guida esperta di Francesca Lazzarato; con la nottetempo ho potuto vivere a 360 gradi la nascita e lo start up di una piccola casa editrice, respirando le esperienze e le abilità di Ginevra Bompiani e Roberta Einaudi. Pubblicavamo pochi titoli l’anno, pertanto mi occupavo un po’ di tutto, correzioni di bozze, revisioni, selezione di dattiloscritti, diritti esteri verso Spagna e America latina, organizzazione di eventi e fiere oltre all’ufficio stampa. Sembrerà un paradosso, ma era l’unico ruolo in casa editrice che non volevo proprio svolgere. Mi tranquillizzava il fatto che, dovendo promuovere pochi libri l’anno, potevo continuare fare anche tutto il resto. Con gli anni le dinamiche tra soci hanno subito profonde modifiche e dopo una dolorosa frattura, ho lasciato nottetempo.

Dopo un anno d’intervallo in cui, pur continuando a tradurre, sono stata assunta per avviare e gestire il book bar Caffè Fandango di Roma di proprietà della Fandango di Domenico Procacci, Raffaello Avanzini mi ha offerto la posizione di responsabile dell’ufficio stampa, in un momento molto importante per la Newton Compton. Lo storico marchio romano si avvicinava al quarantennale e si apprestava a compiere le grandi trasformazioni che hanno anticipato la crescita di questi ultimissimi anni. Per me si è trattato di una vera e propria sfida personale, ero attratta dall’esperienza di entrare in una casa editrice di medie dimensioni ma allo stesso tempo ero spaventata dalle difficoltà che avrei incontrato. Mi è stato di grande aiuto l’incoraggiamento di Rosaria Carpinelli, allora direttore editoriale della Fandango, che aveva intuito il dinamismo e il potenziale evolutivo della Newton Compton, capendo che per me si trattava di un’ importante opportunità professionale.

Con un catalogo molto vasto (narrativa italiana e straniera, romanzi rosa, storici, noir, thriller, saggistica e inchieste, guide, gastronomia, manuali e libri regionali), avrei dovuto mettere a punto strategie e metodi di lavoro tutti da sperimentare. E non ero poi così convinta di voler continuare a lavorare come ufficio stampa. Quella mia resistenza non è riuscita però a frenare la voglia di mettermi alla prova e addentrarmi in una realtà editoriale unica in Italia, perché mostrava già allora la duttilità e il dinamismo di un’azienda giovane, ma aveva alle spalle l’esperienza di un catalogo costruito in quasi quarant’anni di editoria indipendente, perché era un’azienda di medie dimensioni con una produzione di quasi 300 titoli l’anno, ma a conduzione familiare; una realtà assai diversa dalla piccola editoria che avevo conosciuto.

Sono consapevole che le molteplici tappe professionali che ho alle spalle, sono state propedeutiche e mi permettono oggi di attingere da quelle esperienze per affinare sempre di più gli strumenti che utilizzo per portare avanti il mio lavoro. Ho intenzione di approfondire questa riflessione in un prossimo post dedicato alla formazione professionale.

 

 

 

 
Commento (1) Trackback Permalink | 4.12.2011
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Una risposta a Ufficio stampa – come ci sono arrivata?

 
Commenti
 
  1. carla scrive:

    Mi sembra di rivivere la mia prima vita! A Roma e in giro per il mondo.
    Piccole differenze: ho un anno di più e sono stata un’ interprete-traduttore in inglese e russo.
    Grandi differenze: ho lasciato tutto per seguire la famiglia, lontano.
    In comune: l’amore per i libri, per la traduzione, per la parola- scelta, pensata, amata.
    La lettura, che in età matura cambia sapore, suono e non ti lascia in pace.
    E questo fa una gran bella differenza (nella vita)