Pagano o non pagano? Ma quando ci pagheranno?

Ovviamente ieri sera si è fatto tardissimo…. Concerto, cena, chiacchere, ecc… la classica routine dei giorni di concerto. Stamattina sveglia prestissimo e di corsa in viaggio per appuntamenti al Teatro Comunale di Ferrara e al Ravenna Festival per progetti futuri. A Ravenna parliamo di musica sacra, di musica contemporanea, a Ferrara di opera barocca, di progetti per bambini.
In auto – con l’auricolare – chiacchiero con il Dr Giuseppe Oldani, decano dei manager italiani, presidente dell’Ariacs-Associazione dei Rappresentanti Italiani di Artisti di Concerti e di Spettacoli, la nostra associazione di categoria per la quale ci attendiamo presto un giusto riconoscimento a livello giuridico.
Giuseppe è un “maestro” per chi fa il nostro lavoro, un vero gentleman, con una grandissima passione per il proprio lavoro e l’instancabile presidente della nostra associazione.
Affrontiamo, tra l’altro, lo spinoso problema delle difficoltà economiche dei teatri.

La maggior parte dei teatri, festival, associazioni musicali italiane ha enormi difficoltà di bilancio ed i pagamenti dei cachet dei nostri artisti soffrono ormai da tempo di un cronico e crescente ritardo.
Alcuni nostri musicisti che si sono esibiti in Italia uno o due anni fa, ancora attendono di essere pagati!
Artisti senza i quali non si sarebbero potuti svolgere quegli spettacoli per i quali i teatri ricevono le sovvenzioni e per i quali il pubblico paga e va a teatro mantenendo in vita il mondo dello spettacolo.

E’ una situazione terribile alla quale si aggiunga che molti organizzatori non stanno quasi lavorando sulle prossime stagioni: sia perché non si sa quali saranno i fondi a disposizione per il 2012 da parte di ministero, enti locali e sponsor privati, sia perché molti stanno ancora aspettando la liquidazione di sovvenzioni del 2009 e del 2010 con un conseguente terrificante aggravio d’interessi passivi bancari che pesano su bilanci già precari; un teatro/ente lirico o concertistico getta dalla finestra circa il 25% del proprio budget annuo in interessi bancari passivi!
Non dimentichiamo, infine, che in questi ultimi anni, il FUS – Fondo Unico per lo Spettacolo del Ministero dei Beni Culturali, che sostiene l’attività dello spettacolo dal vivo in Italia, è stato, come sapete, drammaticamente decurtato, prostrando le attività cinematografiche, teatrali e musicali italiane.

Mentre il pubblico non diminuisce: anzi, come tutti sappiamo, i teatri e le sale da concerto sono molto più affollati di una volta! La gente ha fame di cultura.

Insomma, per chiudere in gloria questo piagnisteo, chi ci rimette moltissimo in questa situazione, siamo ovviamente noi manager: se l’artista non viene pagato, ovviamente non siamo pagati neppure noi e se il teatro non programma, noi non sapremo se arriveremo alla fine dell’anno.
Tanti artisti italiani hanno calendari vuoti, si aspettano da noi delle risposte, che non arrivano, giustamente ci assillano, pretendono che facciamo miracoli per confermare date che i teatri non sono in grado di confermarci a loro volta; allo stesso tempo gli artisti stranieri, ci tolgono le disponibilità perché all’estero tutti confermano concerti e quindi loro non aspettano.

Perdiamo affidabilità ogni mese che passa, le brutte figure più non si contano: passiamo ormai una parte incredibile del nostro tempo ad inseguire i teatri perché paghino, ad ascoltare gli artisti che chiamano continuamente chiedendo notizie sui pagamenti che non arrivano, a parlare con avvocati e a cercare – che pazienza – di non farci troppo sangue marcio!

Lo stress che stiamo vivendo in questi ultimi anni è davvero, a volte, insopportabile: non mi stupisce che alcuni colleghi abbiano chiuso baracca e burattini e cambiato completamente mestiere!
Ma noi resisteremo!

 
Commenti (4) Trackback Permalink | 13.12.2011
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4 risposte a Pagano o non pagano? Ma quando ci pagheranno?

 
Commenti
 
  1. Roberto scrive:

    Una situazione molto triste, da qualunque punto di vista la si veda. I tagli alla cultura rappresentano uno dei più miopi e – va ripetuto – tristi modi di “fare cassa”. Le alternative ci sarebbero, ma si tratta dei soliti tagli – agli sprechi, ai privilegi – che di fatto nessuno al momento sembra potersi permettere di realizzare. O no?

  2. marina scrive:

    Fratello,
    grazie per l’indimenticabile serata veneziana.
    Splendidi artisti,magnifica sala e ottima compagnia.
    Come fai ad avere sempre tanta energia?
    Prenditi una pausa ogni tanto!
    M

  3. mario giovanni ingrassia scrive:

    Caro Roberto, ci sarebbero tanti e tanti modi! venerdì cercherò di raccontare brevemente quanto la cultura “produca”, e quanto di quello che lo Stato da alla cultura, lo stato si riprende in tasse, balzelli, imposte assurde e via dicendo… grazie!

  4. Flavia Barbacetto scrive:

    Ahimè… Situazioni ben note ad artisti, manager, fonici e chiunque graviti nel mondo dello spettacolo (quello vero, fatto di gavetta e ore di prove, non di abiti succinti e spot televisivi).