LE LINEE DELLA VITA

Weekend campale!
Oggi partenza all’alba da Siena per Assisi: alle 11 inizia il concerto nella Basilica di San Francesco, registrato dalla Rai e poi trasmesso il 25 dicembre su Raiuno, con la mia giovane violinista scozzese di origini italiane Nicola Benedetti.
Sono molto contento perché Nicola è una grande artista ma ancora poco conosciuta in Italia e spero che questo concerto ci aiuti a promuovere la sua carriera.
E’ quasi certa la presenza al concerto del Presidente Napolitano!
(potrei scrivere dieci blog sull’organizzazione di questo concerto e relativi problemi di costumi, abiti, trucco, prove, viaggi, trasferimenti, albergo, programma cambiato e tagliato e ri-cambiato e ri-tagliato!)

Sarei poi dovuto correre da Assisi a Roma perché la mia Playtoy Orchestra è ospite per due giorni della Accademia Filarmonica Romana, con due concerti ed un evento al Museo dei Bambini di Roma, ma invece devo ritornare al più presto a Firenze per assistere con Nicola ad una prova di Claudio Abbado con l’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, in vista di un concerto nel nuovo teatro dell’opera che si inaugura la prossima settimana (e che verrà richiuso il 2 gennaio e chissà quando definitivamente riaperto!).
Andrò a Roma domenica mattina col primo treno per essere presente almeno a uno dei concerti della Playtoy.

Vorrei concludere questo blog con un augurio per me, per i miei colleghi e per la nostra categoria in generale.

Mi piacerebbe che, come in Gran Bretagna, Francia, Austria, Polonia e Germania e altrove, la professione di agente/segretario artistico/manager fosse rispettata e considerata come un anello importante della vita culturale nazionale e locale: in quei paesi, il manager è qualcuno cui si chiede un consiglio, un parere, è un punto di riferimento, lo strumento per conoscere nuovi artisti, nuove musiche e nuove culture, ed anche, certamente, per risolvere problemi contrattuali, logistici amministrativi ed organizzativi.
All’estero il nostro “mestiere” è ordinato da leggi e albi professionali: non ci si può improvvisare manager da un giorno all’altro, si devono sostenere esami per poter praticare e ci sono regole e comportamenti da rispettare.
Tutto questo manca in Italia ma Ariacs, la nostra associazione di categoria, si sta adoprando per avere una legge “ad hoc” che istituisca un “albo per gli agenti dello spettacolo”, legge che speriamo veda la luce quanto prima.

Desidero ringraziare moltissimo Il Sole 24 Ore che mi ha dato questa incredibile opportunità di far conoscere un poco di più lo strano mestiere di manager musicale; ringrazio sinceramente commosso chi mi ha seguito, letto, accompagnato, linkato, commentato e discusso in questi giorni, e mi auguro che si possa parlare presto e ancora, e più approfonditamente, dei tanti problemi della vita musicale italiana da un punto di vista nuovo e costruttivo.


Andate a teatro, all’opera e ai balletti, andate al cinema e soprattutto ai concerti! Ma non state a casa a guardare la tivvù!

Die Linien des Lebens – Friedrich Hölderlin, 1846

Die Linien des Lebens
sind verschieden,
wie Wege sind,
und wie der Berge Grenzen.
Was hier wir sind,
kann dort ein Gott ergänzen
mit Harmonien
und ewigem Lohn und Frieden.

“Le linee della vita
sono varie,
come strade sono,
e come i crinali dei monti.
Ciò che noi siamo qui,
di là potrà compierlo un dio
con armonie e premio eterno e pace.”

 
Commenti (3) Trackback Permalink | 16.12.2011
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3 risposte a LE LINEE DELLA VITA

 
Commenti
 
  1. Annamaria scrive:

    Grazie per questi racconti quotidiani, Mario… è stato un piacere leggerti. Buon lavoro e… continua così! Ad maiora!!

  2. Rosario scrive:

    Sono assolutamente d’accordo, qualche anno fa ho dovuto rinnovare la mia carta d’identità e quando mi hanno chiesto che mestiere facessi, io ho risposto, naturalmente, orgogliosamente: Il musicista! L’impiegato mi ha guardato come se avesse davanti un alieno e poi mi ha spiegato che questo non era contemplato nelle possibili opzioni…. per anni sulla mia carta d’identità c’è stato scritto studente nono stante avessi concluso gli studia al Conservatorio da un pezzo! In bocca al lupo a tutti i musicisti, gli agenti e quelli a cui chiedono: ok, suoni, ma poi che lavoro fai?

  3. umberto scrive:

    A questo proposito mi vengono alla mente alcune battute dal racconto di Thomas Mann:

    “Che mestiere fa?”
    Tonio Kröger deglutì prima di declinare con voce sicura la sua professione.
    Il signor Seehase alzò la testa guardandolo incuriosito.
    “Hum!”, disse il poliziotto.

    Aggiungo solo che il testo originale è ancora più esplicito. La domanda suona così: Was sind Sie denn? (Ma insomma, Lei che che cos’è?)

    Grazie per questo blog Mario, adesso capiamo molte cose in più, e mi unisco agli auguri perché tu e tutti coloro che lavorano con te in questo mondo difficile e bellissimo possiate lavorare sempre meglio.