LASCIATECI CANTARE!

Ieri sera ho terminato il bellissimo libro “la Casa del Pianista” di Jan Brokken (edizione Iperborea), che mi ha fatto conoscere il mio amico Klaus de Rijk.
Racconta della vita di Youri Egorov, il grande pianista russo morto di Aids a soli 33 anni nel 1988. Una vita che è un romanzo: la fuga dall’Urss – per sfuggire alle accuse di omosessualità – in occasione di un concerto a Brescia, il trionfale successo, la vita passata tra tournée, alcool, sesso e droghe, ma anche una profonda religiosità; ed incisioni che ci hanno, per fortuna, lasciato la testimonianza delle sua grande arte.
Leggetelo, è un libro appassionante e si parla anche di management! Oltre che di musica, arte, religione, storia, e letteratura.
A questo proposito ecco un regalo che ho scoperto grazie a questo libro: scrive Cechov in una lettera a Ciaikovskij: “le vorrei regalare il sole se ne fossi il proprietario”.

Ho chiesto a Stefano Scardovi, il mio collega che si occupa della sezione “lirica” del nostro ufficio, di raccontarci un po’ che succede nel mondo delle Audizioni per cantanti lirici.

Una situazione molto frequente che si trovano ad affrontare i nostri cantanti, in particolar modo quelli giovani, è quella dell’”Audizione“, ossia dell’esibizione in un teatro, di fronte ad un direttore casting e/o direttore artistico in vista di una possibile scrittura.

Qualcosa di simile ad un casting cinematografico? Si e no… A volte si ascoltano cantanti che si vogliono genericamente presentare all’attenzione di una direzione artistica. A volte le audizioni sono mirate alla necessità di ricoprire un ruolo ben preciso. Queste ultime sono quelle più interessanti e stimolanti: da parte nostra, dobbiamo capire se il nostro artista è veramente adatto a QUEL ruolo, in QUEL teatro, con QUEL direttore d’orchestra e QUEL regista (che magari avrà visionato delle foto). Non basta che l’artista sia bravo e preparato, occorre avere fiuto e immaginare l’effetto che potrà produrre l’ascolto in quella specifica situazione.
Non dimentichiamo che le audizioni costano tempo, stress, soldi (viaggi e alloggi) e quindi vanno fatte con criterio: meglio sostenerne una in meno ma farle bene!
Qualche volta (ma è raro) alle audizioni mirate sono presenti lo stesso direttore d’orchestra e il regista, ossia i principali responsabili dello spettacolo cui si sta pensando. A volte (e questo sì che può diventare elettrizzante) l’audizione si trasforma in una “working session”, ossia in un confronto fra il direttore d’orchestra e il cantante; che non si limita a presentare i suoi brani, ma si misura con il direttore il quale, appunto, lo mette alla prova saggiandone la sensibilità, la reattività, la flessibilità, insomma, la capacità di rispondere ai suoi ‘desiderata’.

Noi dobbiamo sempre essere vicino al cantante, in questo delicato momento, se possibile essere presenti, anche perché solo essendo testimoni possiamo capire veramente come sono andate le cose e ‘filtrare’ i legittimi entusiasmi di chi questa audizione l’ha sostenuta ma può verosimilmente averne una percezione non obiettiva. E, al contempo, possiamo supportare successivamente, con la direzione artistica, la prova del nostro artista.

Ma qualunque audizione è una ‘scommessa’ che si brucia nell’arco di pochi minuti, spesso in condizioni non ottimali, e va interpretata anche da parte di chi ascolta e decide: un cantante può eseguire in modo eccellente una o due arie dell’opera per cui si presenta e tuttavia non essere in grado di sostenere l’intero ruolo nel corso della produzione; che è fatta di prove su prove, di natura musicale e registica, di ripetizioni estenuanti e stress psico-fisico; e così, sempre più spesso, si assiste alla cosiddetta ‘protesta’ (il cantante viene “silurato”) che, come sostengo, non è tanto una sconfitta del cantante quanto del suo agente e, in ultima analisi, (soprattutto) della direzione artistica che l’ha scritturato.

Beh! allegria.. poveri cantanti, povero manager!


Un consiglio: chi si occupa di musica dovrebbe leggere sempre le notizie che Norman Lebrecht ci regala ogni giorno su Facebook.

 
Commenti (2) Trackback Permalink | 15.12.2011
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2 risposte a LASCIATECI CANTARE!

 
Commenti
 
  1. Denise scrive:

    Caro Mario, in effetti ci sono parecchi bei libri che raccontano del mondo della musica. Vorrei suggerirne uno molto poco conosciuto, che si intitola “Il Quartetto Rosendorf”di Nathan Shaham -Giuntina editore- che è anche un magnifico romanzo. E poi naturalmente Il Pianista di Wladislaw Szpilman, da cui hanno tratto il film notissimo …ma il libro-come sempre- è meglio. Szpilman,mi ha raccontato un colega polacco, era una persona fantastica, che ha mantenuto tutta la vita un atteggiamento positivo verso la vita, con un carattere dolce e generoso con tutti….e con quello che ha passato, ci vuole davvero una natura fuori dal comune!

  2. mario giovanni scrive:

    li compro subito!!! grazie!