LARGO AI GIOVANI!

Finalmente a casa!
Oggi “andiamo di email e telefonate”, come dice una cara collega, non prima di essersi accertata che nel primo cassetto della scrivania, un po’ nascosto ma pronto all’uso, ci sia il boccettino con le gocce di tranquillante!
Tra colleghi ci chiediamo spesso come si faceva a lavorare senza mail e senza cellulari! Ormai anche il fax sembra una cosa obsoleta!
Io sono arrivato ad avere sul computer circa 15.000 mail salvate, con una media quotidiana di mail ricevute/spedite, intorno a duecento e ogni giorno scopro che sono in ritardo nel rispondere a circa una cinquantina.
Come fare? Qui viene fuori il nostro talento “multitask”: scrivere mail, mentre si parla al telefono e mentre si chatta su facebook con il nostro pianista che, in Canada per concerti, si è svegliato presto e ha bisogno di essere rincuorato perché la fidanzata l’ha mollato all’improvviso due giorni fa.

Mi chiama Orazio Sciortino: Orazio è uno straordinario musicista/pianista, 27enne, siciliano di origine, vive a Milano. Mi parla dei suoi ultimi impegni: ha appena suonato alla Scala, non so se mi spiego, ed ha in uscita due nuovi cd per prestigiose etichette internazionali. Tutti progetti che porta avanti da solo, senza un manager e comunque con grande e meritato successo.
Io vorrei aiutarlo: purtroppo però ho già troppi progetti da seguire e non riesco. Ma mi fa una rabbia che un musicista eccezionale come Orazio, pieno di progetti interessanti, una testa pensante e non solo un “esecutore”, non abbia un manager che si occupi di lui come meriterebbe.
E per fare una carriera avere un manager, diciamocelo: serve.

Dovete sapere che in Italia, a differenza di tanti paesi europei, i giovani musicisti non vengono abbastanza aiutati ad inserirsi nel mercato del lavoro, soprattutto per quanto riguarda la carriera solistica (pianisti, violinisti, ecc) o quella cameristica (i quartetti d’archi per intenderci); meglio va, direi, per i cantanti lirici e i direttori d’orchestra…ne riparleremo con il mio collega Stefano Scardovi, che, in Mamusic, si occupa della sezione lirica, e che vi racconterà del meraviglioso mondo delle Audizioni.

Come dicevo troppe nostre stagioni concertistiche sono piene di musicisti stranieri e dei giovani italiani, spesso, non si vede l’ombra.
Ci sono alcune importanti eccezioni, per fortuna, ma la regola è “avanti lo straniero”!
Purtroppo, devo dirlo, è colpa anche di alcuni manager italiani: è molto più facile “importare” dall’estero – dove invece i giovani sono sostenuti e invitati spesso a suonare in pubblico, dando così loro la possibilità di crescere e maturare e farsi esperienza – il giovane “già lanciato”, piuttosto che promuovere un giovane artista italiano, probabilmente altrettanto bravo ma sconosciuto.
La responsabilità è però, soprattutto, di molti direttori artistici che non s’impegnano quanto dovrebbero per valorizzare i nostri tantissimi bravi e giovani musicisti.

Adesso è ora di chiamare i miei due direttori Christophe Rousset e Gaetano d’Espinosa, entrambi impegnati questa sera: Christophe dirige a Napoli la penultima recita de “Il Marito Disperato” di Domenico Cimarosa al Teatrino di Corte di Palazzo Reale per la stagione del Teatro San Carlo, mentre Gaetano debutta al teatro di Sassari con musiche di Nino Rota, Giacomo Puccini e Ottorino Respighi.
Tutto mi pare sotto controllo, per fortuna: dovete sapere che gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo! Contrabbassi che non arrivano, orari di prove sbagliati, aereo cancellato, cantante che perde la voce all’ultimo minuto e non si trova un sostituto e l’opera non può andare in scena, oppure all’oboista del teatro i colleghi hanno sfregiato l’abito da concerto perché non è del sindacato “giusto”!

E a proposito di “Largo ai Giovani” ci sarebbe bisogno di avere nuovi e valenti manager musicali!
Se qualcuno fosse interessato, l’Ariacs-Associazione Italiana di Rappresentanti di Artisti di Concerti e Spettacoli, organizza dei bellissimi corsi. www.ariacs.it

In bocca al lupo!

 
Commenti (9) Trackback Permalink | 13.12.2011
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9 risposte a LARGO AI GIOVANI!

 
Commenti
 
  1. Denise scrive:

    Caro Mario, come ogni giorno tento ti mandarti un commento,sperando di riuscire almeno oggi a fartelo avere! Mi piace molto come scrivi, dovresti sfruttare di più questa tua capacità..perché non scrivi un libro sulle avventure di un manager musicale? Ce ne sarebbero delle belle da raccontare! Apprezzo molto il tuo ottimismo, quando consigli ai govani di fare il nstro mestiere : sarà un buon consiglio? Me lo chiedo, ma non trovo la risposta !Buona giornata di telefono e mail!

  2. Cara Denise, mille grazie per il tuo messaggio! Sei sinora l’unica collega che mi scrive! E questo mi fa molto piacere. Guarda che “io lo so” che anche tu scrivi benissimo! quindi scrivi, commenta e racconta anche tu qualcosa! non mi lasciate solo! un abbraccio e ancora grazie! MGI

  3. umberto scrive:

    Io non lavoro nel mondo della musica, ma sono un appassionato spettatore e ho avuto modo di vedere da vicino tutto quello che ci sta dietro. Ho lavorato invece nella parte aministrativa di eventi legati al mondo della moda, e so bene quali siano siano la fatica, lo stress, come sia forte la tensione che si crea quando si avvicina il momento dello spettacolo o dell’evento, con l’ansia che un minimo inconveniente o ritardo mandi all’aria tutto il lavoro. Perciò come spettatore apprezzo ancora di più quelle due ore di magia che si creano quando tutto va al suo posto, che possono regalare non solo relax, ma vera e propria felicità. Non tutti lo capiscono, proprio per questo c’è bisogno di persone come voi :) Continuate così!

  4. Andrea scrive:

    questi frammenti di vita quotidiana sono davvero unici: è impagabile rendersi conto di quanta passione e quanta vita ci sia nella vostra attività.
    Proprio perché spesso non sono né i teatri, né le orchestre o le compagnie a rendersi conto del vero talento un giovane, ma proprio gli agenti che per primi decidono di investire nelle capacità e nel talento di un giovane promettente.

  5. Laura scrive:

    Mario in Inghilterra pero’ ci sono YCAT (Young Classical Artist Trust ) ed in America YCA (Young Concert Artists) che aiutano i giovani musicisti ad inserirsi nel mercato del lavoro. Ma in Italia non c’e’ nulla di simile?

  6. dante scrive:

    Caro Mario, ora capisco perché tutte le volte che ti chiamo sei occupato al telefono.Lo sospettavo ma ora ho la certezza.
    Colgo al balzo l’appello di Denise e ti invito a raccontarci qualche aneddoto che non sicuramente non ti manca. E vorremmo anche i nomi !

  7. mario giovanni ingrassia scrive:

    Caro Andrea, come hai ragione! grazie mille per il tuo commento!

    Cara Laura, in Italia esiste il Cidim, ed altre accademie o istituzioni che aiutano un poco i giovani.
    Purtroppo il problema, che riguarda soprattutto i giovani concertisti e meno i giovani cantanti d’opera, è che pochissimi organizzatori di concerti puntano sul giovane italiano, preferendo, troppo spesso, invitare il giovane straniero. Il quale nel suo paese ha potuto contare su una rete di concerti numerosi e bene organizzati che gli hanno permesso di poter maturare e crescere.
    Ricordiamo che un concertista, “fa concerti” come dice la parola stessa. E per tenere concerti serve consapevolezza, padronanza del palcoscenico e del rapporto col pubblico, con la stampa e con i media. Un giovane deve poter sperimentare tutto questo altrimenti non potrà mai maturare e diventare un vero concertista. E questo dovrebbe essere un compito “prìincipe” delle nostre orchestre e società di concerti italiane! grazie a tutti!

    ps: caro Dante, magari potessi!!!!!! ce ne sarebbero da raccontare di aneddoti! … ci provo nei prossimi giorni!

  8. gabriele scrive:

    Le grandi e piccole agenzie dovrebbero spingere e sostenere i giovani musicisti, in Italia non lo fa nessuno. Prima dei tagli al FUS il problema sta a monte. Pochi soldi ma utilizzati bene, così non è; solite lobby, soliti inciuci, agenti che prendono solo artisti che automaticamente portano concerti, per mezzi loro o per amicizie. Ribadisco, prima dei soldi, il problema dell’Italia sono i direttori artistici, vecchi e accentratori, e delle agenzie che favoriscono la solita gente. i giovani? i fortunati emigreranno..

  9. mario giovanni ingrassia scrive:

    grazie Gabriele!