il MoMA e le app nell’arte

In questi giorni stiamo preparando i materiali per la nuova app della collana di Contrasto dedicata ai grandi fotografi. Dopo Mario Giacomelli il prossimo autore sarà Wlliam Klein e dopo un anno di sperimentazioni, prove e incontri con sviluppatori e grafici, siamo pronti per lavorare ad una nuova interfaccia e struttura che tenga conto di tutto quello che di buono e ben fatto abbiamo visto finora.

L’analisi di come immagini, testi e materiali multimediali possano coesistere e interagire in un’app editoriale è giunta a maturazione nel momento giusto: da circa due settimane stiamo ragionando anche con un ottimo editore di arte su come lavorare insieme a un progetto.

Le app sull’arte che ho visto fino a questo momento non mi hanno molto convinto. Da un lato molte di quelle dedicate a mostre sono poco più che prodotti di marketing, piene di giochini, puzzle con i dipinti e poca attenzione ai contenuti. Dall’altro l’App Store è piena di app monografiche su singoli artisti, come le moltissime prodotte da Overdamped o Art Autority con scarsissima cura per la qualità delle immagini e schede informative prese da Wikipedia. Anche tra i musei che hanno sviluppato app c’è poco da segnalare con l’eccezione del  MoMA di New York.

L’app MoMA AB EX NY, è un percorso tra i 60 pezzi più rilevanti presenti nella mostra dedicata all’espressionismo astratto a New York, aperta fino allo scorso aprile al MoMA.

L’app, gratuita, ha un’interfaccia tanto semplice quanto elegante che consente di scegliere un quadro, liberamente o da una linea del tempo, oppure un artista. Per molti dei dipinti presentati è possibile vedere un video (20 in tutto), ascoltare un file audio di commento o leggere una breve scheda critica. I quadri sono riprodotti con ottime immagini ad alta definizione ed è possibile zoomare per vedere i dettagli. C’è una mappa di New York che segnala tutti i luoghi significativi per gli artisti e le opere in mostra, infine c’è un piccolo glossario che spiega i termini usati nelle schede.

Realizzata dal MoMA insieme all’agenzia newyorkese Deep Focus, l’app nasce come strumento promozionale per la mostra: da ogni foto è possibile fare un post su twitter e si può sempre accedere, tramite sito, allo shop e alla biglietteria del museo.

Ma pur trattandosi sostanzialmente di un prodotto di marketing va detto che, per la qualità del design e dell’interfaccia utente, per la cura dei contenuti e l’ideale integrazione con mostra, materiali didattici e catalogo, e per la strategia di comunicazione sottesa all’intero progetto, questa app ha una sua autonomia e regala ai lettori un’esperienza di altissima qualità.

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 2.12.2011
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