Fumetti e iPad. Quando Milano è l’America

Con l’iPad si possono fare molte cose ma una delle cose che si possono fare meglio è leggere i fumetti.

Non c’è dubbio infatti che nel panorama editoriale i fumetti siano il genere che ha trovato più velocemente nuova vita sui tablet. Il formato dell’iPad è quasi perfetto per riprodurre le pagine degli albo, la serialità consente di ammortizzare il costo di sviluppo iniziale e diverse applicazioni per leggere file di fumetti permettono modalità di fruizione alternative, ad esempio con zoom programmati da vignetta a vignetta che creano un effetto di movimento dentro la pagina. Non a caso tutti i marchi storici del fumetto americano si sono buttati nella pubblicazione per iPad: Marvel, DC Comics, Dark Horse e molti altri. I fumetti possono essere acquistati come singole app o all’interno di reader, generici (come Comics dove trovate quasi tutti i marchi americani) o dedicati a singoli editori o personaggi, con modalità in-app. Si possono poi scaricare app come ComicZeal o Cloud Readers che permettono di caricare su iPad, attraverso iTunes, fumetti in diversi formati, recuperati, diciamo, da fonti non ufficiali.

Anche in Italia il panorama del fumetto per iPad è abbastanza vivace con molte piccole produzioni e qualche attore di primo piano. Mancano protagonisti del fumetto seriale nostrano come Bonelli, che per ora non ha in programma edizioni digitali, ma c’è una app ben fatta per l’acquisto di fumetti Disney in edizione italiana con il meglio delle storie di Topolino e co. e poi classici come Sturmtruppen e Diabolik. Va poi menzionata la splendida versione per ipad del Jekyll & Hyde di Mattotti, pubblicata da Einaudi.

Si tratta comunque, sia per quelli americani sia per quelli italiani, sia per quelli statici sia per quelli che consento una lettura vignetta per vignetta, di fedeli trasposizioni della pagina come era sulla carta.

Un caso completamente diverso e a suo modo rivoluzionario è invece il Living Comics System, inventato dalla milanese White Mouse Publishing di Dario Picciau, artista, regista e imprenditore.

Chiunque abbia un iPad non può perdersi la loro graphic novel Helga Deen, 32 tavole di un autentico colossal per iPad, uno dei casi editoriali e produttivi più interessanti che abbia incontrato occupandomi di digitale. Per di più è italiano.

La White Mouse è una società che ha come missione la trasformazione in nuovi media di progetti artistici che attraversano e mettono in relazione cinema, editoria, audiolibri, e, appunto, graphic novel. Living Comics System, parte di un più vasto Living Publishing System, è la tecnologia, già registrata in tutto il mondo, che permette di fondere effetti cinematografici con la specificità statica del fumetto, valorizzandone al massimo le possibilità espressive senza per questo tradire un linguaggio che ha una sua storia e grammatica.

La graphic novel è ambientata nel campo di concentramento nazista di Vught, e racconta l’ultima notte di Helga Deen, personaggio storico e autrice di un diario pubblicato postumo nel 2005, prima di essere deportata a Sobibor, dove morirà.


Helga Deen è come dicevo un piccolo colossal, realizzato con la collaborazione di diversi talenti. L’interfaccia utente ad esempio è prodotta insieme a Hydrogen, altra società milanese all’avanguardia, con una particolare competenza nel design cross-media. Semplice e innovativa, l’interfaccia è progettata per lasciare al lettore solo il piacere della fruizione e permette di “animare” con un tocco le vignette.

Un colossal anche per il lavoro di preparazione successivo alla stesura del testo, che ha compreso un casting per scegliere i volti dei protagonisti, una modellizzazione in 3D di tutti gli ambienti, fedeli alla verità storica, un imponente lavoro sull’illuminazione delle scene per arrivare quindi ai dipinti e per finire all’applicazione della tecnologia del Living Comics System.

Helga Deen quindi realizza su iPad un’inedita sintesi tra arte, cultura e tecnologia. La qualità artistica è garantita dalle splendide tavole di Picciau, dalle musiche e dagli effetti sonori che accompagnano la fruizione. Il testo è di Roberto Malini, scrittore, sceneggiatore e attivista per i diritti umani con una competenza storica specifica sulla Shoa. Se si scorrono le tavole di questo lavoro non sorprenderà scoprire che White Mouse è stata selezionata, prima in Europa, con altre 50 imprese del mondo che producono innovazione, per partecipare al Global Access Program della UCLA. In California, grazie al programma, è stato possibile costruire un business plan per accedere al mercato americano, dove infatti sono già in programma diversi progetti editoriali e di graphic novel basati sulla tecnologia di Picciau e soci.

Personalmente l’interesse per questo autentico caso editoriale (locuzione una volta tanto non usata a sproposito) è molteplice. Da un lato c’è la capacità di trasportare i contenuti in un ambiente digitale con le nuove possibilità espressive e funzionali dei tablet, riuscendo, insieme, a non tradire il linguaggio di origine e a innovarlo nell’incontro con la tecnologia: una lezione che tutti gli editori, prima o poi, dovranno imparare. Dall’altro c’è una storia imprenditoriale di successo prodotta da un pensiero strategico che ha saputo scommettere sul futuro e lavorare in team con altre intelligenze ed esperienze creative e imprenditoriali. Per chi pensa di entrare in questo nuovo mondo e andare subito all’incasso, risultati come questo sono decisamente fuori portata.

 
Commento (1) Trackback Permalink | 1.12.2011
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Commenti
 
  1. paola gallerani scrive:

    ecco, facendo seguito a quanto hai scritto ieri: se volessi comprare questa app in che categoria la trovo nell’app Store?