Self voice coaching

Prima Lezione: amplificazione della propria voce… nello spazio

Trovare una stanza grande, possibilmente con acustica senza riverberi o eco e arieggiarla!

Fare della ginnastica dolce per allungarsi e ossigenarsi. Lasciare il respiro fluire in base ai movimenti di allungamento arti, tronco, colonna vertebrale, gambe ecc. Considerare apertura della bocca affinché passi spontaneamente più aria e respiro. Muoversi sempre più aerobicamente, magari su musica piacevole e a ritmo deciso. Scaldarsi fisicamente!
Aprire la bocca sempre con più abbandono. Dopo un quarto d’ora di movimento fluido e divertito, fermarsi e pesare sull’appoggio totale dei piedi, posizionarsi comodi, eretti, con colonna cervicale allungata e morbida, senza irrigidirsi. Respirare semplicemente.
Liberamente aprire la bocca come se si sbadigliasse. Cercare lo sbadiglio! Emularlo e muovere la voce appunto, come quando si sbadiglia, con brevi glissandi (scivolate) dagli acuti verso i gravi. Pausa! Emulare lo sbadiglio che nel quotidiano è naturale e piacevole!

Ripetere… man mano facendo diventare il glissando discendente naturale, più presente acusticamente verso lo spazio davanti a voi. Intorno ecc. Muoversi ovviamente con calma nello stanza e fermarsi sempre pesando la propria persona sul pavimento. Quindi muoversi ecc. alternare movimento e soste. Sbadigliare iniziando in pianissimo morbidamente e scivolando crescere sonoramente con finale di vocali miste, verso la A la O … abbandonandole.

Far diventare esercizio vocale l’emulazione dello sbadiglio: l’pertura della bocca e il naturale estendersi e allargarsi del tronco, il glissare vocale comodo dagli acuti naturali senza sforzo fino ai gravi, senza spingere. Magari iniziare dagli acuti in pianissimo e precisare sempre più verso la fine dello sbadiglio la A o la O sonoramente, senza sforzare e abbandonando l’intonazione.

Dopo un po’, nuovo esercizio: immaginare e simulare di masticare, gustare e degluttire una buona mela anche con mugugni e quindi apprezzamenti. Aprire e giocare coi movimenti buccali sia senza
emissione vocale o con piccoli versi sonori ed esclamazioni tipo: “… uhm che buona!… uhm… uhm… buona!…” Proferire, dire il tutto con calma e “gusto”…

Dopo un po’ provare a chiamare un amico o amica nello stanza, ancora con calma, ma con decisione di intenzione. Immaginare la persona più lontano e variare le intenzioni del chiamare.
Preferire nomi ricchi di vocale A, esp: Amalia, Anna, Antonia oppure Marco, Adamo, Alvaro ecc…

Chiamarla con ammirazione, invocazione, allerta e magari rimprovero e minaccia, ecc. ecc.
Ho scritto le varie intenzioni supponendo un crescendo di impegno vocale. Non preoccuparsi di inspirazioni, ma di ispirazioni!
Ovviamente se si allerta la persona per un pericolo a lei vicino non si sussurrerà, vero?
Se si percepisce facilità si è sulla strada giusta. Provare!… Come va?… Facile?…

Se invece si sente difficoltà, riposarsi e con calma ripetere il chiamare sempre lo stesso nome con la stessa intenzione migliorando il tutto… Magari con quella che sembra più facile da gestire nella ripetizione… Si raccomanda l’immedesimazione nel caso. Ciò aiuterà a percepire il lavoro.

Difficoltà?
…Ci si sente affaticare? Oppure tutto sembra facile nel mandare il ri-chiamo sempre più lontano nello spazio? Magari oltre la stanza…? Non irrigidirsi è sottinteso! Vero?
Si cerchi di percepire le sensazioni, l’articolazione delle consonanti e delle vocali, “riempire” soprattutto le vocali e direzionare la voce immaginando la persona amica fisicamente.
Provare e riprovare l’esercizio con diligenza, non pretendere subito grande intensità vocale.

Prego… È facile? Sembra di emettere con più “voce del solito?”Cioè, la voce riempie la stanza? Sonora? Al proprio “ascolto” è “centrata” l’intenzione con l’emissione?
Ci si sente vibrare? Energetici?
Si può osare ad aumentare l’emissione oltre la stanza? Cioè la persona è altrove?

Se si è neofiti di queste sensazioni e di “ginnastica” di intenzioni, risulterà difficile anche il semplice chiamare e il ripetere a grande intensità sonora il tutto. Forse ci si accorgerà che inspirare aria è una funzione da affinare. Se invece sembra tutto facile:
Complimenti!
…È comunque finita la prima lezione di autopercezione e proiezione della propria emissione vocale naturale e… artistica!

 
Commento (1) Trackback Permalink | 3.11.2011
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