L’iPad di T.S. Eliot

Il 7 giugno 2011 Faber&Faber, uno dei più noti editori indipendenti inglesi, ha pubblicato insieme a Touch press, una nuova società specializzata in editoria digitale, la versione per iPad di The Waste Land di T. S. Eliot. Si tratta di una della più riuscite operazioni editoriali per iPad e per quanto mi riguarda una delle migliori app in circolazione.

Scaricando The Waste Land dall’App Store, si ottiene tutto il poema di Eliot con note critiche, una performance dell’attrice Fiona Shaw con lettura integrale dell’opera, brevi video con prospettive critiche su Eliot di intellettuali di primo piano come il poeta irlandese Seamus Heaney o Jim McCue, il curatore dell’edizione critica del poema pubblicata da Faber. Inoltre si può ascoltare la lettura dell’opera da diverse voci: Eliot stesso, Alec Guinness, Viggo Mortensen, tra gli altri. Per finire si può vedere il manoscritto originale, con le note di Ezra Pound e una galleria iconografica di foto e immagini relative al poema. Tutto questo per 10,99 euro.

La qualità dell’edizione per iPad non è però solo nella ricchezza dei contenuti, The Waste Land è un app progettata con un design superbo. La cura grafica, l’impaginazione, la tipografia usata, ogni elemento contribuisce a farne un piccolo capolavoro. Ruotando l’iPad da orizzontale a verticale mentre Fiona Show recita, davanti ad un caminetto acceso,  April is the cruellest month, compare il testo con in evidenza il verso declamato in quel momento. Invece, girando l’iPad da verticale ad orizzontale mentre si legge il testo, sulla sinistra compare una colonna con le note critiche. C’è una pagina di help ben fatta ma praticamente inutile: Il design dell’app rende la fruizione semplice e intuiva.

Comincio questo blog con The Waste Land per il piacere di condividere un lavoro così ben fatto, ma anche per una frase che Henry Volans, a capo di Faber digital, ha usato nel comunicato di lancio : “The Waste Land App is a flagship project in Faber’s mission to re-imagine poetry  for the digital age.” La missione di reimmaginare la poesia per l’era digitale. Vorrei partire da qui, mi sembra un passaggio significativo. L’editoria, chi lavora nella produzione e mediazione culturale, deve imparare a fare esattamente questo, ripensare i propri contenuti per un epoca nuova e diversa.

Faber&Faber infatti non ha semplicemente commissionato esternamente un prodotto ma l’ha progettato insieme ad un partner tecnologico. Ha scelto di guidare un processo di trasformazione, di essere fino in fondo editore. Faber&Faber ha incorporato ormai da anni il digitale aprendosi a nuove professioni e nuovi processi, con una visone chiara del proprio compito: immaginare il futuro per i proprio contenuti.

Per chi come me viene dall’editoria libraria, cominciare a lavorare sulle app significa per prima cosa farsi molte domande. Come funzionano le macchine che usiamo e sempre di più useremo per accedere ai contenuti, come cambiano i modelli di business, i processi
produttivi, distributivi e di promozione. Cosa succede ai contenuti che erano stati pensati per un libro quando entrano in un processo di lettura non lineare. E poi, come i lettori usano i reader e in particolare, perché di questo mi occupo, i tablet. E infine domande meno ovvie, come e dove viene usato l’iPad ? viene tenuto in mano o appoggiato su un tavolo ?

Chi lavora sui contenuti non deve imparare a programmare (anche se non guasterebbe) o a fare il grafico, ma deve sapere, e deve saperlo bene, cosa poter chiedere ad uno sviluppatore che lavora su un’app. Il rischio altrimenti è quello di lasciare la guida a chi di lavoro fa il meccanico e non il pilota.

 
Commenti (3) Trackback Permalink | 27.11.2011
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3 risposte a L’iPad di T.S. Eliot

 
Commenti
 
  1. debora scrive:

    Difficile ma necessario *pensare digitale* durante la crisi economica

  2. paola gallerani scrive:

    una nuova frontiera per ripensare la fruizione dei contenuti. Chissà cosa farebbe Faber&Faber con Dante… ma speriamo che se ne occupi un editore italiano, con l’idea di fare un prodotto culturale (vedi Enciclopedia dantesca Treccani) e non un giochino per studenti annoiati

  3. marianna scrive:

    ho comprato l’app The Waste Land, in effetti è bellissima, grazie per avermi così incuriosita, ne valeva la pena! :)