Fotografia e iperglicemia tecnologica

Quando poco più di un anno fa con Raffaele Cardone – siamo soci in questa avventura –  abbiamo cominciato a ragionare su un progetto di collana di fotografia per iPad, non esisteva praticamente nulla sul mercato simile a quello che avevamo in mente.

Abbiamo scelto la fotografia perché è una comune passione e perché è un linguaggio universale, adatto ad un prodotto che volevamo presentare contemporaneamente in più lingue. Avevamo visto molte app dove il virtuosismo tecnologico faceva passare il contenuto in secondo piano. Il touchscreen apre a infinite possibilità e i movimenti delle dita sullo schermo hanno fatto andare in iperglicemia più di uno sviluppatore e designer che hanno dedicato molto più tempo, intelligenza e attenzione alla creazione di effetti sorprendenti che ad un serio ragionamento sul modo migliore per presentare un testo o un’immagine e renderla fruibile.

Per noi era chiaro che il contenuto, la fotografia, dovesse essere il punto di partenza e il centro del nostro progetto. Trovare il modo migliore per proporre il lavoro di un fotografo, lasciando però libero il lettore di spaziare tra i contenuti secondo un proprio percorso. Questo è uno dei grandi vantaggi delle app, soprattutto rispetto al formato epub: lasciare al lettore la scelta di farsi indirizzare e guidare dall’editore come di vagare liberamente tra le fotografie, senza necessariamente accedere a note, testi critici o impaginazione. Credo che in parte sia stata la nostra attenzione al linguaggio fotografico e al rispetto del lavoro dei fotografi che rappresenta a convincere Roberto Koch, proprietario di Contrasto, della bontà del progetto e a lavorare insieme sulla collana che stiamo realizzando, Contrasto Great Photographers.

A maggio eravamo ormai a buon punto, la prima app, dedicata a Mario Giacomelli, era praticamente conclusa e lavoravamo con gli sviluppatori di Keitai per risolvere gli ultimi problemi. Fu in quel momento che uscì sull’app store il World Press Photo 2011. Per chi non sapesse di cosa si tratta, WPP è un’associazione indipendente che dal1955  organizza ogni anno il più prestigioso premio dedicato al fotogiornalismo. La mostra con i reportage premiati gira per 100 città in 45 nazioni e il catalogo è pubblicato ovunque.

E adesso è anche un’app.

Il primo sentimento è stato di disappunto. Ci avevano battuti sul tempo. Ecco la prima vera app editoriale di fotografia e non solo non era la nostra ma era dedicata all’unico evento al mondo in grado di competere con la qualità del programma di uscite concordato con Contrasto. Oltretutto era splendida. Grafica pulitissima, navigazione intuitiva, interviste video ai fotografi realizzate ad hoc, un sistema di lettura delle didascalie che forse non mi ha convinto del tutto ma è senz’altro innovativo.

Però quella app, che resta lo stato dell’arte e un ottimo punto di partenza per chi volesse sviluppare progetti simili, dimostra che la decisione che avevamo preso era quella giusta.

Nessun giochino, nessun origami da fare con le fotografie, solo i contenuti, presentati nel miglior modo possibile. L’ipad rispetto all’edizione cartacea ha molte fotografie in più, la localizzazione geografica di tutti gli scatti, categoria per categoria, su una cartina del mondo, molti video e una scheda tecnica su ogni scatto che rende l’acquisto irresistibile per ogni fanatico fotoamatore. C’è tutto o quasi quello che l’ipad può regalare nella fruizione senza però che la tecnologia distragga dagli scatti che restano il centro del progetto, visibili tutti, volendo, in sequenza, a schermo intero, senza note, icone o menù. E’ esattamente la filosofia che abbiamo scelto per il lavoro con Contrasto.

La buona notizia era che eravamo sulla strada giusta. Sta emergendo una sintassi condivisa per l’editoria digitale su tablet; partendo dalle stesse premesse l’incontro con l’iPad e le app sta producendo a distanza esiti comuni. Si possono fare app editoriali, serie, scommettendo sulla qualità dei contenuti senza doverli per forza trasformare in intrattenimento.

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 28.11.2011
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