Canto corale e…

Il fatidico giovedì dell’inizio dell’Anno Accademico 2011/2012 alla Scuola d’Arte Drammatica milanese è arrivato!
Ho avuto ieri mattina tre ore di lezione con i nuovi allievi aspiranti attori che da questo mese in poi e per tre anni scolastici frequenteranno l’istituto fino a guadagnare un diploma riconosciuto dalla Regione Lombardia. Ma soprattutto, vivranno un tale allenamento tecnico-espressivo nelle classi e su palcoscenici vari che saranno riconosciuti di fatto, da tutti, attori pronti alla professione!
Ebbene, anche quest’anno grazie a un’affiatata equipe di insegnanti di “vocalità”, mi trovo a curare, per questo gruppo di allievi: “canto corale”.

Rispetto alle lezioni a un solo allievo, l’insegnante di canto corale deve curare sia il singolo che il gruppo di “singoli”, valorizzando anche la “fusione” delle voci di tutti per un repertorio corale in genere a quattro voci, cioè quattro melodie che si “sposano” armonicamente insieme.
Ma come sapete, sin dal medioevo esistono composizioni a più melodie, sovrapposte e cantate contemporaneamente, fino ad arrivare a più di trenta solisti. Questo per dire che, se si vuole
esercitare la propria emissione in rapporto a quella della persona vicina e delle altre nel gruppo, esiste un repertorio codificato, e firmato da musicisti più o meno famosi vastissimo.

Certo ad un attore non si chiede di saper le leggi armoniche delle composizioni come a un cantante e di lavorare solo su un genere di repertorio, diciamo, “classico”, ma piuttosto di usufruire del cantare insieme e “far musica” insieme, per affinare il proprio contributo al gruppo, l’ascolto di sé in rapporto all’altro, i giochi dinamici ed agogici, vivere in coro come in una affiatata futura “compagnia”: attori che civilmente e artisticamente si supportano e anche “sopportano”.

Ieri mattina ho potuto già “provare” queste qualità e penso riuscirò meglio di altri anni a svolgere un buon lavoro di insieme. Belle voci, ricche di armoniche, abbastanza estese e duttili.

C’è anche una potenziale bellissima voce femminile che ha facilità di fusione dei registri di petto e testa, che salendo con un semplice vocalizzo senti che sa “girare la voce” e quindi sfogare gli acuti, che ha eccellente musicalità per diventare musicista. Dedicherò strategica attenzione “segreta” al suo cantare e se fiorirà il lavoro che per lei sarà più facile, canterà senz’altro da grande solista al suo primo saggio davanti a un pubblico.

Spiccherà tra tutte le sue compagne e compagni: sarà la Primadonna!
Certo per diventare una futura Felicity Lott si dovrebbe…

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 4.11.2011
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