Volume Superleggero

Oggi, venerdì, in gita a Rovereto con gli studenti. Visitiamo il fantastico archivio del Mart, uno dei migliori musei italiani, senza dubbio. Da diversi anni, quando è possibile, porto a vedere dal vero i capolavori dell’editoria d’avanguardia del XX secolo. Da Marinetti ad Apollinaire, da Tristan Tzara a Schwitters, da Andy Warhol a Alighiero Boetti, una serie di libri che hanno tradotto i sentimenti dei poeti e le idee degli artisti in qualcosa che non esisteva prima e in forma di volume. È molto diverso vederli da vicino e toccarli, invece che vederli riprodotti sulle pagine di un libro o sullo schermo di un computer. Ci si può illudere di appoggiare le mani dove le avevano appoggiate gli autori. Non è solo feticismo. È come vedere la sedia Superleggera di Giò Ponti riprodotta oppure prenderla in mano e sedercisi sopra. I libri sono oggetti di design che nella forma hanno un’idea.

Penso sempre ad Ardengo Soffici che progetta il suo BÏF§ZF+18 e me lo immagino arrabbiato contro i poeti e i salotti borghesi del tempo, tanto da realizzare un libro così grande da non poter entrare negli scaffali di biblioteche e case perbene, da voler star fuori dalla massa e urlare con le sue dimensioni. Non solo un libro grande ma un manifesto già prima di essere aperto.

Ma per fortuna gli scaffali del Mart sono abbastanza capienti.

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 25.11.2011
Condividi:

I commenti sono chiusi.