Voice coacher: ma che mestiere è?

Voice coacher, da voice coach: allenare la voce, quindi allenatore di voce…

Mah!… Perché in inglese? Il titolo di una professione o classificazione di un mestiere… è una etichetta virtuale?

Sempre più inglesismi nella nostra bella lingua italiana!

Forse in questo caso l’inglesismo è da accettare!

Nonostante passino i decenni, ancora per noi italiani, l’insegnante di canto è senz’altro e solo il maestro di canto, lirico, nei conservatori di musica. Solo da pochi anni nelle scuole di altro ordinamento o in qualche conservatorio si dispone di un insegnante di canto Jazz o di canto per musica antica, altro esempio. Certo, si parla sempre e solo di canto!

Ancora, la foniatria ha fatto notevoli progressi nell’analizzare il fenomeno voce, sia parlante che cantante, e cura, spesso tardivamente, la guarigione da vari malfunzionamenti di emissione vocale o malattie varie, interviene spesso chirurgicamente e delega la riabilitazione del linguaggio soprattutto alla logopedia. Resta però, giustamente, nella sfera scientifica, anatomica e circoscritta a tutti gli organi, soprattutto di fonazione.

L’insegnante di voce, parlante, non si sa cosa sia, e comunque è relegato alla sfera del mondo della formazione dell’attore di teatro di prosa, però da non confondere con l’insegnante di dizione:

1. maniera di pronunciare le parole, avendo riguardo alla loro intelligibilità: quell’attore ha una eccellente dizione

2. recitazione in pubblico di versi o brani di prosa

3. modo di dire: locuzione, espressione (Dizionario Garzanti della Lingua Italiana)

Certo! C’è proprio l’uso della voce, nella dizione, ma l’intensità, la proiezione nello spazio e la duttilità timbrica di comunicazione? Il personaggio? Per questo ci vuole l’insegnante di voce.

Ebbene, l’attore di Teatro di prosa è senz’altro il discente ideale del voice coacher in quanto per professione deve padroneggiare, variare, cantare, esercitare e usare a lungo, nel tempo delle prove e poi sul palcoscenico, il proprio strumento di lavoro principe: la propria voce nel e del proprio corpo.

Corpo e voce con anima, però, sensibilità e duttilità nella ginnastica dell’intellettualità delle parole pronunciate, declamate, sussurrate, e anche intonate, ripetute almeno per 30 sere di fila, per non dire cantate. Inoltre deve padroneggiare qualità e duttilità di memoria sonora, sensoriale, perché re-cita (ripete) per varie sere sempre lo stesso testo con altri attori, dal vivo con magari novità di azione e reazione diverse tutte le sere.

Il Voice Coacher è senz’altro un professionista poliedrico, un maestro, un maieutico che per mestiere valorizza la personalità del discente, lo accompagna verso la metabolizzazione del positivo che si esperisce. Insieme lo aiuta alla maturazione della personalità e del comunicare.

Se si cerca su google: voice coach, voice coaching, voce, educare la voce, l’arte vocale ecc. ecc. troverete migliaia di siti e di proposte di definizione, di lavoro sulla voce, libri, convegni, metodi, video (tanti su Youtube!) ecc. ecc.

Insomma, Voice coacher è tante cose, si occupa anche di insegnanti di nuoto che devono parlare e comunicare nel frastuono acustico e lo sciabordio rumoroso dell’acqua nelle piscine.

Per me significa: tendere ad incontrare con disponibilità una personalità viva, fisica, un essere umano, un unicum e vivere insieme un percorso indescrivibile, inesplicabile, indefinibile e misterioso verso il meglio di sé, il migliorarsi e far migliorare la comunicazione e la comprensione dell’altro e dell’alterità.

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 31.10.2011
Condividi:

I commenti sono chiusi.