Un libro è un libro è un libro

Tema: Ebook. Risposta standard 1: in Italia non saranno mai una fetta di mercato significativa. Risposta standard 2: aiuto, che orrore, noi amiamo il libro di carta, perfetto e insostituibile. Come diceva quella storiella ebraica: la tua pentola io non l’ho mai vista e non so chi l’abbia rubata, comunque sappi che non valeva niente e aveva un buco grosso così sul fondo!

Appena si parla di ebook anche, o soprattutto, gli addetti ai lavori smettono di ragionare e ricorrono a degli slogan. E poi sembriamo tutti improvvisamente trasformati in proprietari di cartiere, stampatori e simili. Ma l’editoria non è già in buona parte una faccenda immateriale? E il contenuto di un libro non è sempre stato più importante della sua forma?

Le edizioni di Aldo Manuzio sono belle perché contengono dei testi sublimi, magnificamente redatti e composti, se contenessero il catalogo delle derrate di una nave non credo che ci emozionerebbero alla stessa maniera.

È ovvio che l’apparizione dell’ebook – che oggi vale quasi il 20% del mercato USA e che naturalmente prenderà piede anche in Italia – cambierà parecchie cose e che chi si trova nei segmenti più materiali della produzione , distribuzione e vendita al dettaglio dei libri di carta , avrà dei problemi . Ma i vantaggi , in termini di velocità , comodità , risparmio sono innegabili e anche la distribuzione – in un paese così carente di librerie come l’Italia – sarà molto migliorata. Gli autori, gli agenti e gli editor sono, a mio parere, quelli che hanno meno da temere da questa nuova forma del libro.

 
Commenti (3) Trackback Permalink | 27.10.2011
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3 risposte a Un libro è un libro è un libro

 
Commenti
 
  1. Federica scrive:

    La banalità delle considerazioni con cui si pretende di smontare chi è contrario all’ebook è sconcertante. “Ma l’editoria non è già in buona parte una faccenda immateriale? E il contenuto di un libro non è sempre stato più importante della sua forma?” Lei fa finta che queste siano domande retoriche, ma la risposta a entrambe è “No”. L’editoria non è mai stata una faccenda immateriale, per il semplice motivo che non esiste niente di immateriale al mondo, e il contenuto non è mai stato più importante della forma, perché forma e contenuto non vanno mai separati l’uno dall’altro. Noi leggiamo con i sensi, non soltanto con il cervello. Questo è ciò che tutti date per scontato. Da un punto di vista sensoriale _toccare_ le pagine e _sentire_ l’inchiostro, _annusare_ un libro e poterlo _sporcare_ con i tuoi liquidi è parte coessenziale della lettura, dell’apprendimento e dell’acculturamento. Togliete tutto questo ai bambini, gli avrete dato una cultura asettica e anaffettiva. Ne riparliamo tra 50 anni.

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  3. Flaminia scrive:

    Invece, cara Federica, quando io leggo un libro, proprio perchè lo faccio da anni e tanta parte delle mie giornate sono dedicate al “leggere”, dopo appena qualche riga io non sono più nella mia stanza, con quel pezzo di cartone e fogli in mano, ma sono con il personaggio/i, sono nel loro mondo, lontana…
    L’e-book è una rivoluzione importante, importantissima e speriamo che i lettori lo riescano a sapere… Che gli interessi di pochi non la soffochino in culla, sarebbe anche un’ingiustizia sociale :)