Un lavoro che si può fare in treno

Per cominciare a dire che cosa fa un agente letterario, ieri e oggi sono due buone giornate.

Ieri mentre andavo in treno a Verona in compagnia del mio fido Ipad (versione 1, non 2), mi è arrivata una email sul mio assai meno fido Iphone (meno fido non per colpa sua, ma perché l’etere italiano è tutto un buco e non si sa mai se e quando e per quanto ci sarà la connessione). Prima di dirvi che cosa c’era nell’email, devo parlare dell’accoppiata treno / Ipad: significa lettura continuativa e concentrata di un manoscritto dopo l’altro, una cosa che capita di rado in ufficio schiacciato tra una telefonata e una email e anche a casa con il cane da portare giù e la pasta da buttare. Lavorativamente, la coppia treno /ipad vuol dire la felicità, vuol dire sapere che cosa dire all’autore il giorno dopo, oppure a che editore mandare quel libro sugli aristocratici russi (o sull’intelligenza dei cani o sulle perversioni sessuali, tutte proposte vere  dell’ultimo anno).

Bene, sono all’altezza di Brescia e sto appunto leggendo un manoscritto italiano che non ho ancora deciso se rappresentare o no, quando mi arriva l’email con la notizia che un nostro cliente inglese – un agente pure lui che rappresentiamo in Italia e in Germania – ha venduto a un ottimo editore UK  un’opera prima di una ventiseienne. All’ultima  fiera del libro di Francoforte ne avevo sentito parlare, ma il testo non c’era ancora e non era stato venduto e quindi ho pensato “aspettiamo e vediamo”. Ora il testo c’è, lo scarico subito sull’Ipad e l’editore che l’ha comprato è uno di quelli con i fiocchi. Mi metto subito a leggerlo, lasciando stare il manoscritto italiano: è intenso, con una scrittura veloce, ma precisa, avvolgente, una storia strana e inquietante.

Tornato a casa la sera, lo finisco velocemente e vado a letto ripromettendomi di occuparmene la mattina seguente. Mattina dopo: già aprendo il computer, noto una sfilza di richieste, tutte per quel romanzo.: Accidenti gli scouts  (i cani da caccia, per così dire  , degli editori che scovano le migliori prede nei vari mercati editoriali) non hanno chiuso occhio ! Mi metto subito al lavoro anch’io (non che sia l’alba, sono le 10, I am not an early bird…): con la mia socia decidiamo a quali editori mandare il romanzo e dopo due ore di frenetica dattilografia ( con due dita ahimé) per mandare email a destra e a sinistra a tutti gli editor, ecco qua: 24 ore dopo l’acquisto del libro da parte dell’editore londinese, già qualche decina di lettori è china sui tablet per decidere se il libro gli piace e se va bene per la loro casa editrice e se faranno un’offerta.

Non funziona sempre così, naturalmente, ma questa è un’altra storia, che racconterò in un prossimo post.

 

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 23.10.2011
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