Un indignato di 4000 anni fa

A chi posso rivolgermi oggi?
I fratelli sono malvagi
E gli amici di oggi sono privi d’amore.

A chi posso rivolgermi oggi?
Gli animi sono avidi
E ognuno sottrae i beni del prossimo.

La gentilezza è morta
E la forza manca a ognuno.

A chi posso rivolgermi oggi?
Si è soddisfatti quando si è malvagi
E per questo ovunque si sciupa quanto c’è di buono.

A chi posso rivolgermi oggi?
L’uomo  che dovrebbe provocare risentimento con le sue azioni riprovevoli
Fa invece ridere tutti con il suo comportamento scorretto e cattivo.

A chi posso rivolgermi oggi?
Si deruba
E ognuno si approfitta del prossimo.

A chi posso rivolgermi oggi?
Sono costretto a fidarmi del malvagio
E il compagno con il quale ero solito agire è diventato un nemico.

A chi posso rivolgermi oggi?
Non si ricorda il passato
E nessuno ha quello che si merita.

A chi posso rivolgermi oggi?
I fratelli sono malvagi
E si è costretti a rivolgersi agli stranieri per trovare un po’ di rettitudine morale.

A chi posso rivolgermi oggi?
Gli sguardi si volgono altrove
E ognuno ha il capo chino quando incrocia il prossimo.

A chi posso rivolgermi oggi?
Gli animi sono avidi
E non c’è qualcuno di cui ci si possa fidare.

A chi posso rivolgermi oggi?
Non ci sono più uomini giusti
E la terra è abbandonata ai disonesti.

A chi posso rivolgermi oggi?
Manca qualcuno di cui ci si possa fidare
E si è costretti a rivolgersi a uno sconosciuto per potersi lamentare.

A chi posso rivolgermi oggi?
Nessuno è contento
Non c’è più nessuno con cui condividere il cammino.

A chi posso rivolgermi oggi?
Sono sopraffatto dal dolore
Perché manca qualcuno di cui ci si possa fidare.

A chi posso rivolgermi oggi?
La malvagità si è abbattuta sulla terra
E non se ne vede la fine…

Tratto da: Anonimo, “L’uomo che era stanco della propria vita”, Papiro di Berlino 3024 (2000 a.C. circa)

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 17.10.2011
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