Suonare di pancia o di testa?

In viaggio per Vicenza dove questa sera, nella Chiesa di Santa Maria dei Servi, ci sarà un inusuale concerto acustico intorno al tema del respiro. La Fondazione Zoé organizza tutto un festival intorno a questo tema e dunque si affronterà il tema del respiro nelle note e nel cinema, quello della libertà e dello yoga o ancora nella medicina o nello sport.
“La musica in un soffio” è il titolo dello spettacolo che terrò assieme a Mario Arcari e Andrea Bressan anche se ancora non abbiamo deciso cosa succederà.
È un titolo che mi piace e che a mio avviso rappresenta bene l’essenza della musica che è fisica come il respiro e vibrante come l’aria.
A pensarci bene il respiro è l’anima della vita. Ne scandisce un tempo che non è metronomico e ne alimenta l’afflato rendendo il suono dinamico e in movimento.
Respirare una frase musicale è come parlare con il giusto tempo.
Il respiro riempie dentro e ossigena la mente facendo sì che le idee possano scorrere liberamente inanellandosi l’una dietro l’altra.
Molti anni fa, più o meno all’inizio della mia carriera, un giornalista mi chiese se suonavo il jazz di pancia o di testa. Troppo giovane non capii la sua domanda.
Oggi so che suonare di pancia significa non solo respirare il suono ma farlo con gli altri. Solo dopo questo passa alla testa che lo canta con un filo di voce come la tromba sordinata di Miles Davis.
Elvin Jones suonava di pancia e così cantavano Billie Holiday, Ella Fitzgerald e Louis Armstrong.
Respiro è una linea retta che parte dal basso e che attraversa non solo il corpo ma l’universo. Senza tempo e senza regole. Perché l’essenza non ha ne codici ne steccati.

 
Commento (1) Trackback Permalink | 4.10.2011
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Una risposta a Suonare di pancia o di testa?

 
Commenti
 
  1. Rita Martinelli scrive:

    Chi esprime Poesia come te è Poesia. La Poesia non può esprimersi che attraverso la Poesia. In quale modo potrebbe, altrimenti, se non attraverso se stessa?
    Grazie, perchè la tua è cibo per la mia.