Non è sempre così facile fare l’agente

Da come l’ho raccontata nella prima puntata (anzi nel primo post, non mi sono ancora abituato al nuovo linguaggio, scusate) sembra tutto facilissimo: si riceve un libro già venduto all’estero, lo si legge in fretta e furia, lo si manda per email a una pattuglia di editori e si aspetta il loro responso. È così più o meno che funziona con i libri stranieri che poi si traducono in Italia: la cosa più importante è conoscere a menadito il panorama dell’editoria di casa nostra, sapere chi fa che cosa e come lo fa, le case editrici più o meno affidabili eccetera. È un sapere che si acquista con l’esperienza come in quasi tutti i lavori: e poi, diciamolo, per ogni libro che si riesce a vendere nello spazio di pochi giorni ce ne sono almeno altri dieci per i quali invece ci vogliono settimane o mesi di sforzi per convincere gli editori.

Il lavoro sugli autori italiani è invece molto diverso e si divide grosso modo in due grandi linee: andare a caccia di autori nuovi e promuovere autori già in diversa misura affermati. Un mio amico editore francese dice sempre che non ha nulla in contrario se gli agenti trovano i libri per gli editori (e poi magari glieli servono su un piatto d’argento… i francesi non sopportano gli agenti!) ma se

incominciano a interporsi tra gli autori e la maison allora vade retro! In effetti degli agenti si può dire, come diceva il grande Valentino Bompiani a proposito degli editori, che non è facile capire che cosa facciano: non scrivono i libri, non li stampano, non li vendono, non li recensiscono… ma fanno tutto il resto! In Italia, fino a non moltissimi anni fa questo “tutto il resto” lo facevano appunto gli editori, adesso invece – come in un gioco di scatole cinesi – dentro il Tutto il Resto Numero 1 si è aperto un Tutto il Resto Numero 2 e questo Numero 2 lo fanno gli agenti. È un po’ un rompicapo, per cui per adesso mi fermo qui.

 
Commento (1) Trackback Permalink | 24.10.2011
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Una risposta a Non è sempre così facile fare l’agente

 
Commenti
 
  1. Bettina scrive:

    Cosa accade, poi, quando l’editor DEVE pubblicare quel libro per ragioni che niente hanno a che fare con la qualità del prodotto, e lo passa subito al redattore editoriale, che – mettendosi le mani nei capelli, e spesso non comparendo nemmeno nei credits – glielo rimette a posto da cima a fondo?