Mac per sempre

Faccio parte della famiglia degli utilizzatori di Macintosh da sempre e non potrei immaginarmi con un pc tra le mani. Il primo Mac che ho avuto è stato il mitico Duo 250 e da lì sono passato su molte altre macchine bellissime e dalle prestazioni sempre più performanti.
Ricordo come fosse ieri quando il Duo arrivò a casa. Lo scartai con il cuore in gola e, appena acceso, quello schermo ancora in bianco e nero e con una manciata di pixel, mi cambiò la vita.

Oggi senza il fido Mac sarei spaesato. Negli aeroporti e nelle stazioni del mondo oppure a casa le cartelle del portatile diventano altrettante case con stanze e ampie sale. Per produrre, programmare, riflettere, scrivere, comporre, guardare, comunicare, insegnare, ascoltare…

So che questo avviene anche con gli altri computer ma il Mac è un mondo e una filosofia. Come le Ferrari, il Brunello di Montalcino o le Mini Minor. Con la differenza che un Mac non ti abbandona mai quando, backup dopo backup, la tua vita si ispessisce nelle pieghe di un hardisk che diventa l’interfaccia del tuo pensiero.

Non è casuale che nella grande famiglia dei Macintosh una grande parte sia rappresentata dagli artisti e da coloro che creano e che pensano. La fantasia vive così la sua libertà e la prematura scomparsa di Steve Jobs, ideatore straordinario del grande mondo della Apple, non impedirà di volare sempre e sempre più in alto grazie alla sua genialità, determinazione e lungimiranza.

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 6.10.2011
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