Il reale e il virtuale

A proposito di ebook, librerie online eccetera, devo chiarire – visto l’entusiasmo per il virtuale del mio ultimo post – che  non mi auguro affatto la sparizione dei libri di carta e delle librerie: anzi penso che la lentezza incorporata nel processo di produzione di un libro cartaceo o nell’acquisto di un libro in libreria, sia qualcosa da conservare, allo stesso modo di tante altre “lentezze” che rendono piacevole e significativa la nostra vita: andare a piedi o in bicicletta invece che in automobile, fare la spesa in un piccolo mercato di campagna invece che in un supermercato, incontrare un amico in un bar invece che su Facebook.

D’altra parte ricordo bene la fatica di una ricerca bibliografica in biblioteca (soprattutto se italiana!) o la macchinosità nel procurarsi un libro straniero nei primi tempi del mio lavoro editoriale. Queste lentezze mi sembrano diverse dalle prime, non modi più lenti e riflessivi di vivere, ma solo intralci, impedimenti.

Ecco, penso che se un giorno – abbastanza vicino – avremo sempre  la scelta se comprare un libro cartaceo o elettronico e comprarlo in una libreria o in un negozio online, quello sarà un bel giorno.

Del resto, i contatti materiali, i rapporti umani non possono essere mai completamente surrogati da qualcos’altro: è questo il motivo per cui le fiere del libro – di cui si annuncia continuamente la sparizione – sono oggi più necessarie di un tempo. Non per vendere o comprare diritti editoriali , ma per conoscersi , per stabilire dei rapporti di fiducia: alla fine, in tutto il processo che porta dall’autore all’agente, all’editore e al libraio, quello che tiene insieme tutto è la fiducia.

 
Commenti (2) Trackback Permalink | 29.10.2011
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2 risposte a Il reale e il virtuale

 
Commenti
 
  1. margherita marra scrive:

    ecco, cercavo proprio un filosofo da scuotere a proposito dell’arte in genere del secolo scorso e-sembra-di questo nuovo. De Chirico ha iniziato a mettere in risalto il vuoto “mentale” dei primi del secolo (fascismo, ecc); Picasso ha mostrato che non erano + le xsone ad essere al centro del mondo(uomo in pezzi); negli anni successivi in tanti lo hanno seguito nel deserto. A fine secolo-e oggi-è il consumismo con l’uso degli oggetti ke viene considerato (oggettistica nella pittura e scultura). Ok. Ora direi BASTA! Dove siete voi filosofi? volete riprendere le redini del pensiero umano e rimetterlo al centro della vita? xké siete spariti? Che cavolo fate?
    Quando ero molto piccola, ascoltavo Croce ke conversava con altri vekki fra cui mio nonno e già allora pensavo ke dicevano cose da vekki xké non parlavano del futuro, (ke la psicologia era sotto-cultura della filosofia, che Mussolini era un male necessario x fare l’Italia, ecc).
    FILOSOFI, riprendete le fila del pensiero umano e rimettete l’arte al proprio posto, liberandola da tutti gli orpelli che l’hanno distrutta ma ke ci hanno detto che è l’uomo e il suo pensiero ad essere distrutto. Un saluto da M2

  2. Flaminia scrive:

    “Ecco, penso che se un giorno – abbastanza vicino – avremo sempre la scelta se comprare un libro cartaceo o elettronico e comprarlo in una libreria o in un negozio online, quello sarà un bel giorno.”: è esattamente il pensiero giusto da far emergere quando si parla di e-book.
    MA in Italia, come al solito, uno dei Paesi nei quali si legge meno… Facciamo una battaglia contro gli e-book e continuiamo a NON leggere.
    Io non credo, proprio in riferimento alla Comunicazione scritta che vi sia una corrispondenza assoluta tra forma e contenuto. Noi leggiamo, immaginiamo, apprendiamo con la nostra mente. Vi è comunque molto di astratto nella lettura, se un autore ci descrive il profumo delle rose e noi abbiamo in mente un bel tomo cartaceo, che per caso avremo “tra le mani” l’odore delle rose? No, al max. quello della carta su cui è stato stampato il libro :)
    Non occorre essere aut-aut, o libro o e-book, occorre essere aperti alle diverse possibilità.
    Grazie