Cultura contro la crisi

Ci ho dormito sopra. Al problema della cultura in Italia, si intende.
Questa mattina mi sono alzato presto per andare in studio di registrazione a mixare il nuovo cd con Omar Sosa e Jacques Morelenbaum che verrà pubblicato per la mia nuova etichetta Tǔk Music che, a dispetto del nome, non vende biscotti ma produce i giovani jazzisti italiani ed europei.
Già, perché fare un’etichetta discografica oggi visto che i dischi non si vendono?
Editoria, scuole e seminari, festival e rassegne. Come in una catena alimentare tutto dovrebbe ritornare e invece manca qualche maglia o addirittura questa è spezzata perché se è vero che i dischi non si vendono i musicisti sono sempre di più come sono le tante scuole, le rassegne e i festival estivi che, nonostante il taglio drastico dei finanziamenti, si barcamenano con i pochi soldi pubblici e niente soldi privati.
Anche questa è l’Italia delle cose incomprensibili.
La gente non compra i cd (costano troppo e sono nella maggiore parte dei casi irreperibili se non in internet) ma è sempre più numerosa ai concerti. Perché nonostante la crisi ha voglia di condividere le emozioni e di utilizzare la musica come strumento di conoscenza e di scambio.
Esattamente come dovrebbe essere.
Al concerto ci si emoziona tutti assieme come al cinema si piange e si ride con gli altri.
Diverso è l’ascolto del cd o del vecchio vinile a casa come diversa è la visione di un bel film sul video del salotto spaparanzati sul divano a bere un buon Cabernet d’annata.
Se è vero che la crisi c’è e che è ormai mondiale (Atene ha licenziato 30.000 dipendenti pubblici per far quadrare i conti) è vero che la gente è speranzosa e che finché ci sarà ancora la voglia di condividere le emozioni significa che non tutto è perduto.
Ma ci rendiamo conto del che cosa saremmo se non ci fosse l’arte? Se non ci fossero i suoni e gli accordi, le melodie e i colori, i marmi che diventano visi e i pennelli che ridisegnano il mondo, le foto di Cartier-Bresson e gli affreschi di Giotto?
Altro che tagli. Per ora gli unici che hanno funzionato sono quelli sulle tele bianche di Lucio Fontana.

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 3.10.2011
Condividi:

I commenti sono chiusi.