Libri nel tempo

Non cambia l’obiettivo di fondo fissato da Croce: veicolare i contenuti più innovativi della ricerca intellettuale fuori della cerchia degli specialisti, presso un pubblico ampio. Ma le modalità si trasformano radicalmente. Ad esempio, se gli ebook si affermeranno, non ci sarà più il problema della lunghezza di un testo, essenziale per un editore su carta. E forse cambierà il rapporto tra testo e immagini in movimento, magari prese dal web, se si definiranno le questioni del copyright, oggi assai incerte.
Al momento di sicuro c’è che il miglior presidio dei libri rimangono le librerie, nonostante tutte le profezie infauste di questi anni. Tutto il resto è ancora in fase sperimentale: ho l’impressione che nessun editore di rilievo farà il budget 2012 sugli ebooks… E però le librerie soffrono di un accorciamento progressivo dei tempi: un libro sopravvive sui tavoli due, forse tre mesi, poi torna all’editore o nei casi migliori va a scaffale. Non è cosa da poco: i libri per loro natura aspirano al periodo lungo. Per Laterza la prova della bontà di un testo è ancora oggi la sua vita nel tempo, il suo diventare “catalogo”. Impresa difficile, anche se non impossibile: alcuni dei titoli ancora oggi più venduti hanno quasi cinquant’anni di vita, come la Storia linguistica dell’Italia unita di Tullio De Mauro, per far solo un esempio. Un libro che magari qualcuno potrebbe definire “ideologico”. Come Bodei non mi pare che questo sia necessariamente un difetto.

 
Commenti (3) Trackback Permalink | 25.09.2011
Condividi:

3 risposte a Libri nel tempo

 
Commenti
 
  1. tiziana scrive:

    Con un libro ideologico ci puoi sempre discutere, ora che sono finite le ideologie i libri sono come gli hamburger, in grande quantità già macinati o meglio premasticati e quelli che avanzano presto rimacinati.

  2. carlo penco scrive:

    Magari il catalogo 2012 no, ma il “catalogo” può anche offrire “e-books” di testi non più ristampati. Almeno come primo passo questo ci si aspetta da un Editore. Da quest’anno le Feltrinelli vendono massicciamente lettori di e-books. E molti hanno già un kindle. Gli editori non hanno da temere, ma da spingere in questa direzione. Mancano e-books di saggistica; sono quasi tutti di narrativa. Ma gli “intellettuali” sono i primi a usare e-books; perché non provare anche con la saggistica e i classici? (io mi sono scaricato quasi tutti i testi dei filosofi antichi gratuitamente da Amazon; è comodo averli con sé senza peso…)

    • Giuseppe Laterza scrive:

      Penco è certo dell’effetto positivo degli e-books. Io invece qualche dubbio ce l’ho. In ogni caso anche noi abbiamo reso disponibile buona parte dei testi in formato digitale.