Domenica, festa.

È la prima domenica del mese e l’appuntamento è a Castelgoffredo per il mercatino dei libri fuori catalogo. Tutti i portici della cittadina delle calze sono pieni di bancarelle di libri, solo di libri. Sono tanti, forse non come a Milano in piazza Diaz, ma ci stanno arrivando, c’è veramente di tutto e ci vuole occhio per scovare i tesori.  Conosco diversi librai antiquari che vengono presto per cercare prime edizioni e spesso purtroppo portano via i pezzi migliori.
Per me è festa e ci vado comoda. Arrivo più tardi per scovare libri per bambini  vecchi, interessanti, riviste dagli anni ’30, libri di artisti, ovviamente di design, di illustrazione. Vengo sempre via con qualche libro per me prezioso, ma mentre metto le mani tra carta e polvere. Trovo anche idee, idee per me e per il Festival. Spesso mi meraviglio (mi piace essere sorpresa e meravigliata) davanti alla grafica degli anni ’50/’60, alla tipografia, alle splendide copertine d’antan.

Abbiamo proprio da imparare e non è un caso che Pietro, Leonardo, e tanti altri nuovi graphic designer siano collezionisti o meglio ricercatori di questi gioielli di carta.
Di carta … i libri sono di carta, ora ci sono gli e-book, le app tramite cui leggiamo (anch’io con iPad, Kindle, o altri strumenti analoghi). Leggiamo e io sono felice di questo per la comodità, per la velocità di reperimento, per mille motivi, ma leggiamo e, credo, non leggiamo i libri. Leggere i libri prevede i libri di carta dove sfogli ritorni, gusti il segno, l’inchiostro, lo spazio. Attraverso la tecnologia leggi, sì, leggi e basta.

Come sempre il mondo va avanti e apprezzeremo il nuovo trattenendo dal passato gli elementi migliori, non credo finirà il libro classico se ne stamperanno meno, e non è un male, ma più curati meditati, sensati, illustrati…. Mentre il resto sarà giustamente su tablet e sono sicura che pian piano nasceranno progetti adatti a questo straordinario strumento. Non ho quindi pensieri nostalgici ma consapevolezza di quello che c’è stato e rimarrà e di quello che sarà, magari una nuova realtà stupefacente, vedremo.
Strumenti  come il tablet e il computer oggi fondamentali e ormai in mano a molti  sui quali quest’anno si potranno vedere  anche  incontri del Festival in streaming: otto incontri vissuti dagli utenti insieme al pubblico che sarà in piazza Castello.
Defilati sul palco ci saranno blogger che commenteranno e aiuteranno a seguire. Sarà un modo diverso di incontrare gli autori e il Festival. Un nuovo percorso.

In fondo, ed è vero, abbiamo sempre detto che questo Festival non ha un percorso unico  come non ha un argomento unico: è il frutto di tanti pensieri e ci piace mettere tutto questo materiale a disposizione affinché ciascuno scelga il proprio Festival, appunto il proprio personale percorso. Dalle prenotazioni vediamo la varietà delle scelte, ma c’è sempre una ragione che unifica le scelte di una persona rispetto all’altra: si vedono le passioni, la voglia di conoscere e incredibilmente quasi sempre si finisce con scegliere tra gli altri anche un incontro leggero all’insegna del divertimento, magari per finire la giornata con un po’ di serena spensieratezza.
Quest’anno addirittura una pagina suggerisce un itinerario, un viaggio tra eventi del Festival segnalati come vicini all’idea di felicità e la felicità sta anche nel percorrerli.

Modi diversi di vivere e di fare il Festival, come quelli dei ragazzi di Blurandevù con Ilaria e Giuseppe: ragazzi giovanissimi che si preparano a condurre gli incontri, a far da intervistatori ad affermati scrittori. Sono sempre emozionati, quasi impauriti ma poi nessuna paura del palco e sempre hanno saputo costruire momenti assai interessanti e coinvolgenti (sempre fiducia ai giovani, mi ripeto), lo vedremo anche quest’anno con Massimo Carlotto e Michela Murgia.

E alla sera di venerdì e sabato tutti a “Il furioso in festa”, ci saranno tanti autori in tante stanze  e luoghi di Palazzo Te, ma vige il silenzio, non si sa cosa succeda:  letture, interpretazioni, musiche, giochi, immagini, tutto questo e di più; Alessandro e Pietro giurano che  sarà fantastico, struggente, divertente, emozionante. Sarà  per tutti un’occasione speciale, irripetibile, bisognerà esserci e allora tutti a Palazzo Te per la festa di Orlando.

Domenica.
Qui Castelgoffredo, un buon aperitivo per il Festival con l’immersione in tutti questi libri, con Manuela e Salvatore che poco più in là dal mio girovagare silenzioso spiegano ai visitatori del mercatino cosa potranno vedere, se verranno, in questo Festival.
Luciana e Corrado, tra gli organizzatori, hanno promesso in cambio di questa conferenza un sostanzioso e buonissimo piatto di tortelli all’erba amara.

Io torno in città.
Arrivederci a Mantova 5/9-9/9.

 
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Strumenti di lavoro

Questa mattina dopo la colazione da Caravatti (mentre durante il Festival sarà sempre al bar Venezia) dedicata al punto della situazione, mi sono incamminata per raggiungere i nostri uffici e la biglietteria.
Una anziana suorina di Torino, tutta vestita di bianco, si aggirava per piazza Erbe chiedendo dove fosse la Loggia del grano (la nostra biglietteria appunto): cercava di raggiungerla per prenotare un biglietto per sua nipote. È venuta con me ed è stata  accolta con mille sorrisi felici e divertiti, dai tecnici dei computer ai responsabili della biglietteria: la sua presenza è stata una piacevole improvvisata.

Succede  proprio di tutto in questo grande Festival e speriamo sempre di riuscire a mantenere l’attenzione anche per tutte quelle cose piccole che hanno e danno più sapore.

E se di piccoli si parla, allora si apre un grande argomento: al Festival ci sono anche i bambini. Attenzione, non c’è un festival dei bambini: ci sono incontri, workshop e laboratori che coinvolgono solo loro oppure loro e i genitori. Incontri che non abbiamo mai voluto pensare (se non nel colore della grafica sulla comunicazione per ovvie questioni di praticità) divisi o diversi dagli altri; l’attenzione che diamo è la stessa; la ricerca, la passione nel selezionarli anche. E molti autori che “scrivono per i grandi” su nostra richiesta hanno accettato, contenti e attenti, di dedicarsi anche a loro.
Siamo molto orgogliosi di questa parte di Festival che Carla in particolare segue (ma dove un po’ tutti ci mettiamo il naso – confesso, molto, anch’io) affidando a Camilla, Cecilia e tanti altri, il reperimento delle mille cose improbabili che ogni volta servono.

Ah, al Festival servono davvero tante cose che mai potresti immaginare e che molto spesso, chieste all’ultimo momento, sono anche quasi impossibili da recuperare; ma qui c’è una rete speciale, la città, la gente ci è vicina e ci aiuta, ci conosciamo un po’ tutti e per questo se serve fare orli all’ultimo minuto c’è sempre una sarta a disposizione e per le candele di un camerino c’è un sagrestano disponibile o per i palloncini e la pistola di Ceronetti… mille cose mille aiuti.
Questo Festival si fa così e vive perché può contare su questa grande e veloce capacità di reazione. Tutti motivati e a disposizione: la zia, il cugino, i figli, gli amici dei figli, quelli che incontri di solito per strada.

Questo nel micro procedere delle cose prima e durante il Festival, ma una rete eccezionale c’è soprattutto nella macro organizzazione attraverso le mille segnalazioni che arrivano dai soci, dai volontari, dagli amici che lavorano nel mondo dell’editoria, dagli autori che sono già stati a Festivaletteratura e anche da chi poco conosciamo. Tutti con generosità offrono idee. Abbiamo in questo modo una “varietà” di occasioni da poter valutare e selezionare (scelta che alla fine viene autonomamente fatta da noi e da nostri collaboratori) e poi ancora… si va a cercare, si va a caccia oppure, e capita spesso, si vede, si ascolta qualcosa mentre facciamo il nostro lavoro, qualcosa che ci colpisce e che poi ripensato, rivisto può forse servire al Festival.
Da questo punto di vista sono fortunata vivo nel mondo dell’arte, faccio l’editore da tanti anni. Frequento per lavoro e per piacere mostre d’arte, fiere, incontri un po’ in tutto il mondo e di “idee” in giro ne incontri tante e tante belle e interessanti. Nel mio lavoro è importante saper vedere, magari vedere prima, mescolare e rimettere insieme. Come sempre, nulla nasce dal nulla e come diceva in un famoso titolo (non mio ahimè, ma di Laterza) Bruno Munari: da cosa nasce cosa.
Lui Munari ha saputo anche “far vedere l’aria”. Con lui ho lavorato per anni, ho tanto imparato e sono felice di avere nel catalogo Corraini i suoi straordinari libri.
Ecco, lui sarebbe stato l’ospite perfetto per Festivaletteratura, ma spero che un po’ di ciò che mi ha insegnato in fondo sia dentro a questo Festival. Per lo meno, provo a inserire sempre anche quel po’ di imprevisto e di razionale e ironica follia positiva che lo caratterizzava.

Magari…  Nel tempo qui al Festival sono venuti come ospiti alcuni autori che certamente, in modo diversissimo, avevano la sua stessa impalpabile genialità: Paul Cox defilatissimo e straordinario inventore di scenografie, immagini, manifesti. Lo abbiamo avuto e vogliamo ancora averlo qui con noi; le sue soluzioni e i suoi workshop ci lasciano sempre stupefatti. E il designer delle idee, come io lo chiamo, Martí Guixé che sa passare dal cibo, a ogni materiale povero e ai diamanti con la stessa semplicità inventiva, portandoti sempre là dove non te l’aspetti. Anche lui tornerà: troppo bravo per non averlo con noi.

Mi sto accorgendo, come spesso capita, che sto già pensando ad altri Festival,  in fondo questo – sedicesima edizione 2012 – è già fatto, ora dobbiamo viverlo.

 
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Storie di archivio

Eccoci a fine mese, domani si entra nel fatidico settembre e tra qualche giorno si inizia davvero. È incredibile, sono ormai sedici anni, i ragazzi che lavorano con noi sono diventati bravissimi. Tutto procede eppure ogni tanto, tac, ecco ritornare l’emozione, la stessa del primo Festivaletteratura quando dalle finestre alte del primo ufficio i giovani volontari mi chiamarono dicendo: “Marzia squillano i telefoni, la gente prenota!” – e improvvisamente tutto si mise in moto…
Non c’era internet, ma solo telefoni e fila.
Avevamo attivato il meccanismo delle prenotazione e di un piccolo costo per incontri letterari, era allora impensabile ma volevamo motivazione a esserci e attenzione a chi parlava; i lettori hanno risposto subito e da allora ci sono sempre stati vicini.
Offrivamo la possibilità di incontrare l’autore preferito in luoghi storici mozzafiato. Il pubblico ha apprezzato e ancor di più gli scrittori che nei chiostri, nelle piazze antiche, in sale decorate hanno dato spesso il meglio di sé e anche qualcosa di speciale: ricordo l’emozione del concerto di Nick Cave e la voce sottile di Nadine Gordimer in una piazza Castello gremita, il canto ritmico degli story teller sudafricani che intonavano un grazie coinvolgente al “blu people” (le magliette blu che accompagnano il Festival), Cristina Donà che riprende dopo un diluvio infinito e tanti tanti altri racconti, testimonianze, poesie in tutti questi anni di Festival.
Sono solo piccoli frammenti o squarci di tanti Festival passati per noi dietro le quinte, in bicicletta tra un incontro e l’altro, quasi mai lì seduti ad ascoltare quello che abbiamo scelto: è la nostra parte e va bene così.

Molto del primo Festival è ancora in questa sedicesima edizione, ma gli anni sono passati e mille altri preziosi Festival si sono aggiunti dando alla domanda di lettura e cultura almeno un tentativo di risposta, là dove soprattutto (e i casi sono tanti) si punta alla qualità, all’originalità, alla passione, là dove al centro ci sono lettore e autore (quello di Gavoi per esempio o l’esemplare “I Suoni delle Dolomiti” per citarne due).

Il sedicesimo Festival è adolescente, sedici anni, è cresciuto, è cambiato ma ha ancora spazio per evolversi e lo fa anche guardando a ciò che è stato già fatto, ai tanti scrittori, intellettuali che qui sono passati e hanno lasciato un segno. Per costruire un buon futuro bisogna servirsi anche del passato e il nostro archivio è nato per questo.

Abbiamo voluto raccogliere e pian piano rendere disponibili le migliaia di testimonianze scritte, filmate, registrate, fotografate dei tanti che sono passati nei Festivaletteratura. Questo materiale si può studiare, sfogliare, vedere.
Pian piano, ma di tempo ce ne vorrà tanto, lo metteremo a disposizione su richiesta sul sito, ma intanto anche altri autori, scrittori, giornalisti vogliono metterci le mani e quest’anno ecco nascere proprio dalla nostra struggente testimonianza registrata di Anna Politkovskaja una lettura/spettacolo ideata da Luciano Minerva con voce di Ottavia Piccolo. Era logico che il Festival la proponesse.
Questo è il primo esempio ma siamo sicuri che altri e diversi modi di utilizzare questo infinito materiale si presenteranno sempre più spesso noi prossimi anni.

Intanto vedo i ragazzi della redazione Anna, Matilde, Mattia, Maurizio, la Maffi e Gabriele che scavano nell’archivio per trovar foto di chi è già venuto, per leggere o sentire cosa hanno detto, insomma per preparasi a presentarli meglio sul nostro sito /www.festivaletteratura.it, per dare informazioni, trovare commenti e approfondimenti.

Ieri erano lì a risentirsi Toni Morrison con le registrazioni un po’ flebili dell’evento 19 del 9/9/1999, lo hanno ascoltato fino alla fine con la leggerezza e la determinazione di ragazzi di 20 anni.
Sono rimasti lì al caldo del Conventino fino a sera tardi, per preparare materiale, per fare schemi, turni operativi tra grande serietà e ordini di servizio maniacali e tante risate.
Saranno lì accanto all’ufficio stampa, vicini a tutti i giornalisti per sbirciare e imparare ma anche per inventare e fornire notizie con la freschezza dei loro sguardi. La CULTURA ha bisogno di questa freschezza e anche della loro determinata semplicità.

Redazione sì ma anche logistica, squadre volanti, biglietteria, accompagnatori, interpreti: questi ragazzi sono già qui con noi per far funzionare la macchina e per affrontare i mille imprevisti che in fondo cambiano le cose, li fanno pensare, muovere, ideare e divertire.

Quando li guardo, guardo noi e ancora mi stupisco di cosa siamo riusciti a fare insieme ma proprio avendoli davanti capisco perché ci siamo riusciti.

E stasera di nuovo riunione per vedere, capire e valutare le prenotazioni, oggi finalmente aperte a tutti.

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 30.08.2012
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Seconda puntata

Seconda puntata perché riprendo il tema di ieri e cioè: le immagini.

Riiniziamo dalla graphic novel: abbiamo, fin dai primi Festival, seguito questa forma di narrazione e quest’anno abbiamo un gradito ritorno: Vittorio Giardino (eventi 134-166), insieme ad altri più giovani autori tra i quali Emmanuel Guibert (evento 163) che realizza le sue storie mescolando reportage, inchieste giornalistiche, racconti, fumetti, fotografie…

Ci piace da sempre pensare a storie da raccontare, storie da ascoltare, leggere e vedere e gli autori che quest’anno son qui (come quelli che li hanno preceduti nelle altre edizioni) sanno farlo usando immagini e parole o solo figure con la stessa intensità e capacità di coinvolgere ed emozionare dei grandi romanzi classici.

Insomma parole immagini, ma anche oggetti o costruzioni che sanno raccontare, dar suggestioni, mostrare idee: è per questo che qui vogliamo – presenti, attivi, interessanti – tutti coloro che sanno inventare in questi campi.

E allora se parliamo anche di oggetti, quest’anno avremo qui Paolo Ulian (evento 183) discreto e silenzioso designer che con leggerezza e ironia trasforma e forma le cose, usa materiali di scarto per produrre oggetti eleganti e raffinati. Leggeri appunto, anche quando si parla di marmo. Ha avuto un grande maestro che qui da noi è stato più volte e che saluto: il grande Enzo Mari. Paolo ha imparato e ha saputo essere diverso. Lui è di poche parole ma ad accompagnarlo ci sarà Beppe Finessi che lo stimolerà e riuscirà, con la sua competenza, a tirar fuori tutta l’originalità del suo pensiero.

Beppe sarà anche con Nanni Strada (eventi 69 -121-185) importante personaggio della ricerca nella moda. Negli anni ’70 ideò modelli di capi per il concorso “Abito Nazionale Arabo‐Islamico” in seguito divenuti dei classici e i cui tracciati sono raccolti nel Mappamodello, un progetto attuale ancora oggi raccontato dall’autrice e Beppe. Addirittura Nanni lo realizzerà nei workshop insieme a bambini e adulti.

Naturalmente se gli oggetti raccontano bisogna ricordare Neil MacGregor (evento 139), direttore del British Museum, che ci farà vivere la lunga storia di 100 oggetti esemplari.

Ma l’immagine è anche nell’alfabeto e Matteo Corradini (eventi 20-45-62) giocherà con quello ebraico facendogli fare – dice – anche un po di yoga… sono curiosa, vedremo.

Chiara Carrer (eventi 3-77-136) invece ci insegnerà a fare Ri-tratti ovviamente con i suoi abituali mezzi: le figure. Anche Marcello Fois (eventi 3-29) farà una lezione sul ritratto, ma lo farà da par suo con le parole: parole e frasi che sapranno descrivere in modo preciso e originale con la sua cifra “classica”.

Ma ora divertiamoci con la musica. Gettonatissimo ieri in biglietteria l’incontro-spettacolo di Bruno Gambarotta (evento 160) su Lorenzo da Ponte, librettista di Mozart: una vita avventurosa tra fughe d’amore, inseguimenti fino all’approdo a New York. Una storia incalzante con la voce narrante del simpatico Bruno e accompagnata dalla musica di Mozart.

I primi riscontri delle prenotazioni ci dicono quanto ormai siano ricercati anche incontri che spesso si dicono, convenzionalmente, di nicchia come per esempio gli omaggi alla poesia dedicati a Turoldo (evento 105) o alla Szymborska (eventi 116-132). Credo che ormai – nonostante i dati poco incoraggianti indicati dalle statistiche italiane per la lettura – bisogna essere fiduciosi e positivi: ogni lettore conquistato è un successo.

Vediamo ovviamente, come tutti, preoccupanti chiusure di librerie ma vediamo anche timide ma piacevoli aperture di piccoli luoghi che decidono di dedicarsi ai libri, spesso facendo scelte mirate, più consapevoli che prevedono pubblici amici e preparati oppure pubblici che hanno voglia di farsi guidare e accompagnare

Insomma noi vogliamo essere positivi.

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 30.08.2012
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Immagini dal Festival

Oggi dovevo essere in Biennale ed invece il Festival e il mio lavoro mi hanno fermato a Mantova.

Con Ton e Arianna abbiamo passato in rassegna tutte le possibili necessità dei nostri partner, con Gioia e Donatella abbiamo controllato pass, programmi e stampati, con Sara abbiamo sistemato i luoghi per le interviste, con Alessandro abbiamo contato volontari, soci, invitati e con Marella abbiamo valutato, come ogni anno, le difficoltà di visti per alcuni autori stranieri.
Comunque tutto procede e tra poco si apre la biglietteria dove Paolo gran maître della situazione regna sovrano. Tra poco Paolo ci darà i primi numeri, gli incontri più richiesti dai nostri soci (per due giorni la biglietteria è dedicata tutta a loro), vedremo come sempre le prime reazioni a quel programma che abbiamo studiato, limato, aggiustato per tanto tempo.

Ma dato che in Biennale volevo essere e visto che la Biennale (quest’anno architettura ma anche per arte) è immagine, oggi parlo di alcuni incontri a Festivaletteratura legati all’immagine.

Prima di tutti, perché è la copertina del Festival 2012, Emiliano Ponzi e le sue illustrazioni (evento 86), la sua capacità di raccontare in sintesi, il mix di fantasia e razionalità che lo hanno fatto apprezzare in tutto il mondo: i più importanti giornali internazionali per i quali progetta esemplari copertine, saranno il tema di incontro che si presenta assai interessante.
Anche la copertina del nostro programma è di Emiliano, e ancora una volta ha colto nel segno raccontando ciò che è successo: il terremoto, ma girandolo come piace a noi nel senso della ricostruzione. Bravo Emiliano e forza a tutti noi per risistemare il campanile di Santa Barbara (so che si attiveranno  anche il Touring e il FAI).

copertina di Emiliano Ponzi

 

E rimanendo vicino all’idea di paesaggio ecco (evento 204) Andreas Kipar che con Luca Molinari parlerà proprio di questo, un argomento su cui è bene riflettere e il Festival cerca di farlo.

Marco Romanelli invece, per gli incontri delle biblioteche circolanti (evento 89), ci presenta, da maestro quale è il suo ideale (ma anche pratico con titoli e citazioni) di biblioteca indispensabile per conoscere architettura e design.
Spero di aver tempo per andare e prendere appunti, sono sicura che darà indicazioni fondamentali e inserirà chicche sconosciute ai più. Ci sarò.

Poi una piccola e deliziosa performance tra lettura e figura: Paolo Nori legge, Yoshiko Noda (Yocci) disegna. Yocci è da sempre vicina al Festival: ci ha ritratti e raccontati per i nostri 10 anni con il suo segno leggero, timido ma con la grande capacità di cogliere insieme essenziale e particolare, con la delicatezza e poesia dei suoi lievi commenti in italo-giapponese fantastico. Qui commenterà in diretta le favole di Nori, un evento da non perdere per bambini e adulti (evento 206).

illustrazione di Yocci

 

Mi accorgo che sto andando per le lunghe  e Sveva mi sgrida: questi giovani abituati ai blog, ai tweet, ai post ne sanno più del diavolo e quando tu/io della generazione di Valentine (mitico Sottsass) si apprestano a “fare” ecco  subito i commenti…
Come faccio? Di immagini come di scrittura nel festival ce ne sono tante e tutte straordinarie… allora continuerò domani.

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 28.08.2012
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Per i giovani

Sto guardando sul sito il “Progetto 18-30″ andrò poi a vedere come procedono gli allestimenti del campeggio.

Sì, un campeggio a Festivaletteratura: quest’anno finalmente abbiamo contribuito ad attivare un luogo dove il nostro pubblico più giovane (18-30 appunto) può trovare ospitalità a prezzi contenuti.
Una opportunità, in una città che non ha un ostello, per quei giovani che hanno voglia di venire qui ad ascoltare i loro autori, a scambiare idee e che non hanno disponibilità economiche infinite.
Per loro ci sono anche convenzioni e facilitazioni.

Qui al Festival di giovani ne abbiamo sempre avuti tanti e per noi la loro presenza è fondamentale, è linfa vitale, a loro siamo piacevolmente abituati.

Una domanda che spesso mi fanno è: “ma i giovani leggono?”.
Le statistiche in Italia non sono lusinghiere eppure, basandomi su quello che vedo ogni anno a Festivaletteratura, devo andare contro corrente e dire: “Sì, leggono da appassionati, solo da curiosi, non con continuità forse, ma leggono.

Tra il nostro pubblico ne contiamo tanti ed è a loro che abbiamo pensato per questo nuovo progetto di ospitalità
Come dicevo qui vengono lettori forti, documentati, lettori curiosi che arrivano senza timori perché non trovano barriere, formalità, ascoltano, giudicano, condividono o criticano ma toccano con mano, “sentono” da vicino, si appassionano.
Trovano riferimenti o amici, oppure semplicemente fanno un’esperienza, ma sono loro, qui in prima persona, che decidono se e quando avvicinarsi alla “cultura”.
Vengono perché già interessati o per quel tam tam positivo che da sempre ci segue e che li porta qui da soli o insieme agli altri.

Noi diamo occasioni, opportunità, il resto è compito loro e spesso rispondono con motivazione e grande passione.

Certamente così risponde la gran parte dei nostri volontari (moltissimi giovanissimi) con tanta voglia di fare, di costruire insieme e ancora una volta con passione e divertimento.

Tra loro c’è anche chi viene senza essere un lettore ma vuole capire, condividere e “contare”.
La passione per la lettura poi contagia e non è raro che anche chi non aveva dimestichezza con i libri se ne vada con un libro in mano, magari passato da un amico, firmato forse da un personaggio simpatico o addirittura cercato e comprato.

Hanno anche in questo caso avuto una possibilità e non l’hanno sprecata; i nostri volontari ritornano, sono loro che danno la “carica” che spingono per continuare a fare e a migliorare, sanno che il loro contributo è importante: noi sappiamo che il loro aiuto è fondamentale, è energia.

E i giovani scrittori?
Li seguiamo, li invitiamo e abbiamo dedicato a loro una parte del Festival, quelle “Scritture Giovani” che da anni vedono qui (e nei luoghi dei Festival nostri partner) esordienti che si misurano, si mostrano, incontrano il pubblico, leggono i loro racconti, incontrano tutto il mondo dell’editoria (da tre anni, in periodi non “festivalieri”, abbiamo organizzato un “Cantiere SG”, anche in questo caso per fare incontrare chi vorrebbe entrare nel modo legato all’editoria con chi l’editoria la fa, un esperimento per cercare di avvicinare e far capire a chi ha voglia di cimentarsi con cosa dovrà confrontarsi).

Da qui sono passati alcuni degli scrittori più interessanti oggi sul panorama Italiano: Valeria Parrella, Davide Longo, Marco Mancassola, Flavio Soriga e tanti altri italiani, inglesi, tedeschi e di altri paesi europei.
Loro hanno avuto un’occasione, noi abbiamo potuto apprezzarli, conoscere le loro emozioni, i loro dubbi, la loro ricerca.

Ecco, se ci sono opportunità, se si dà loro qualità, i giovani ci sono e sanno fare e prendersi le loro responsabilità.

E per finire posso testimoniare che da noi i giovani sono tantissimi – pubblico, volontari, scrittori – anche quelli che hanno età diverse (insomma che hanno superato il 18-30) , sono come i primi pieni di entusiasmo, di voglia ancora di sperimentare e conoscere e, in qualche caso, con il piacere di trasmettere silenziosamente la loro esperienza.

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 28.08.2012
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Festivaletteratura, piazze come stanze per incontrarsi, ascoltare, discutere

Scendo a valle nella mia Mantova “di Festivaletteratura”.
Da qui, Carezza, ho seguito gli ultimi preparativi: skype e il cellulare consentono al nostro gruppo di essere autonomi e insieme, vicini e lontani. Sono strumenti preziosi per un festival fatto da tanti (con vite, lavori e anche vacanze diverse) quasi mai nello stesso posto. Comitato, collaboratori, volontari… ci ritroviamo, dopo qualche giorno di riposo, per riprendere insieme il cammino verso questo nuovo festival.

Oggi lunedì tutti in città tra tende da montare, luoghi da sistemare, alberghi da controllare, comunicazioni di ogni genere e la biglietteria da preparare.
(Il programma invece è già lì pronto e tra poco arriveranno gli autori).
Appunto la biglietteria… il 29 apre. Il nostro sito (www.festivaletteratura.it) e il volumetto del programma saranno la guida per chi vuole prenotare.

Chi verrà troverà anche una Mantova nuova.
Abbiamo “occupato” piazza Sordello, abbiamo aggiunto incontri nella “nostra” piazza Leon Battista Alberti, due centri nodali per questo 2012 dopo il terremoto.
Una necessità che, come sempre, per noi diventa “sperimentazione”.
In Piazza Sordello, davanti al Ducale, ci saranno – ci sono – la libreria, il punto informativo, le letture della Compagnia del Libro, la tenda di tracce. Sotto il portico, nelle sale del Capitano, le biblioteche circolanti, i laboratori per ragazzi e adulti, i libri fuori catalogo. Poi, ancora, di fronte nel cortile di Palazzo Castiglioni alcuni degli incontri dove gli autori parleranno dei loro luoghi del cuore.
Una Piazza grande, bellissima, da guardare sempre – quasi da contemplare – e che improvvisamente diventa attiva, diventa il CENTRO.

Vediamo: riprovare, rimodulare, reinventare, rivedere è nel nostro DNA.

Il Festival ha sedici anni e, senza grandi scossoni, ha saputo cambiare, è cresciuto con il contributo dei tanti che ci regalano stimoli ed idee, ha fatto e fa incontrare autori e pubblico con modalità diverse in luoghi diversi, quest’anno lo fa anche qui in piazza Sordello.

Ci proviamo e… andiamo lunghi quest’anno: da Piazza Sordello al Te per il Furioso in festa. Attraversiamo tutta la città storica.

Mantova al centro quindi per usare i suoi spazi come stanze, per usare le strade come corridoi per consentire a tanti di incontrarsi, ascoltare, discutere, andare, venire come appunto in una grande casa calda ed ospitale.

Si possono usare anche così le nostre meravigliose città: prendere da loro ispirazione e vita, rispettarle e dar loro motivazioni nuove, stimoli diversi, riimmergendole nella vitalità di oggi.
La storia delle tante città d’Italia non può che spingerci verso la conoscenza e la cultura.
Siamo qui dal 5 settembre tutti noi di Festivaletteratura per accogliervi.

 
Commenti disabilitati Trackback Permalink | 27.08.2012
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Marzia Corraini, tra le fondatrici del Festivaletteratura di Mantova, da domani conduce il Faber blog

 
Commento (1) Trackback Permalink | 26.08.2012
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La paura del conducente, un attimo prima di partire

Domani alle 14.30 comincia il cinema ritrovato. Un migliaio di persone da 37 paesi stanno venendo a Bologna per assistervi. I 317 film sono arrivati. Le sale sono quasi pronte per accogliere questo festival unico che mostra film realizzati tra la fine dell’Ottocento e la fine del Novecento, nelle versioni restaurate, restaurando anche le condizioni di visione.
E adesso, a me che questo festival l’ho ideato, che lo seguo come un figlio da ventisei anni, monta una paura tremenda. Di non essere in grado di condurlo in porto per otto giorni, di non esser all’altezza dei tanti momenti, degli incontri, di quello che adesso non ora non posso prevedere.
Conosco bene questa paura che assale il conducente un attimo prima di partire. Questa fragilità che fa parte della nostra vita stessa.
Adesso per sconfiggerla mi son fermato qualche minuto e ho sfogliato il catalogo e ho pensato alla nostra squadra, a quanto ci siamo battuti per mesi per arrivare qui, alla bellezza che è contenuta nei film che stiamo per presentare e ho capito che non posso avere paura, perché è solo la bellezza e la cultura che può salvarci, che stiamo facendo la cosa giusta, nel modo giusto.

 
Commento (1) Trackback Permalink | 22.06.2012
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Il restauro di “C’era una volta in America”: finalmente la prima italiana

Finalmente il restauro di C’era una volta in America arriva in Italia, a Bologna, al nostro festival, Il Cinema Ritrovato. Dopo la presentazione a Cannes, certamente la vetrina più adatta alla première, c’è davvero tanta attesa per la serata di domani a Bologna.
Per noi, che abbiamo lavorato per anni a questo progetto di restauro. Ma in tutta la città – e non solo – si respira quell’aria trepidante, quel gusto che solo l’attesa sa regalare. Perché, lo ricordo, il film sarà proiettato in Piazza Maggiore e aperto all’immensa folla che solitamente si riversa davanti al nostro schermo le sere d’estate.
Questa volta più di altre, al mito che il film ha saputo creare con la sua bellezza, si aggiunge la rocambolesca vicenda di montaggio, alla quale abbiamo cercato di dare un ordine, attraverso il più articolato lavoro di squadra, che ha coinvolto tanti partner: la Cineteca di Bologna, il laboratorio L’Immagine Ritrovata, Andrea Leone Films, The Film Foundation (creata e diretta da Martin Scorsese), Regency Enterprises, Gucci.
Insomma, non è cosa semplice portare a termine il restauro di un’opera di tale portata monumentale (in un’intervista, scherzando sull’enorme tempo impiegato per realizzare il film, Leone avrebbe citato Joseph Conrad: “Credevo fosse un’avventura. Invece era la vita”).
A montaggio avanzato esplode infatti il problema della durata: la prima versione dura quattro ore e venti minuti, Milchan e la Warner si aspettavano un film di non oltre 160 minuti. Ma Leone aveva in mente il suo film. Alla fine della lotta la versione americana, con le scene rimontate in senso cronologico, dura 1 ora e 34’ e non viene firmata da Leone; la versione europea, presentata a Cannes nel maggio del 1984, dura 3 ore e 39’. Dalla versione europea vennero allora eliminate le undici sequenze che oggi, grazie alla testarda volontà della famiglia Leone, alla collaborazione con New Regency, alla perseveranza della Film Foundation e al sostegno di Gucci, abbiamo potuto ritrovare e reinserire in questa ‘ricostruzione’ di C’era una volta in America. Fotogrammi di testa e coda delle sequenze tagliate ci hanno consentito di individuare esattamente il punto in cui erano state montate. Tra queste sequenze, molti passaggi che spesso Leone ricordava,  con il rammarico di avervi dovuto rinunciare: come l’apparizione di Louise Fletcher, premio Oscar per Qualcuno volò sul nido del cuculo, che interpretava la parte della direttrice del cimitero ed era scomparsa dal film, e la scena dove Deborah (Elizabeth Mac Govern) recita a teatro il ruolo di Cleopatra.
La versione ricostruita dura ora 4 ore e 15 minuti.
E domani sera, al Cinema Ritrovato, in Piazza Maggiore a Bologna, la potranno finalmente vedere tutti.

 
Commenti (4) Trackback Permalink | 21.06.2012
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